Crollo Cina 150708083417
BOLLA 8 Luglio Lug 2015 0830 08 luglio 2015

Cina, Borse tutte in negativo

A Shanghai sospeso il 50% dei titoli. Nonostante gli annunci della Banca centrale.

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In Cina è panico per la bolla finanziaria.

La bolla cinese continua a spaventare: la perdita complessiva è di oltre il 35% in un mese. Una situazione esplosiva, ben più della «pantomima» greca come l'ha definita il Daily Telegraph. «Mentre gli occidentali si stanno concentrando sulla Grecia», ha commentato il quotidiano britannico, «una crisi finanziaria potenzialmente molto più significativa si sta sviluppando dall'altra parte del mondo. Quella che alcuni stanno iniziando a chiamare il 1929 cinese che innescò la grande depressione».
A SHANGHAI SOSPESI IL 50% DEI TITOLI. Crollano le Borse locali e a Shanghai - riferiscono varie fonti - è stata sospesa quasi la metà dei titoli quotati, nonostante l'annuncio da parte della Banca centrale cinese di ulteriori interventi volti a stabilizzare il mercato. Secondo l'agenzia ufficiale Xinhua, l'istituto ha annunciato che garantirà la liquidità necessaria per scongiurare rischi sistemici.
Inoltre la Commissione che controlla le 112 società statali ha ordinato loro di non vendere azioni in questo momento di volatilità del mercato. E, parallelamente, ha aumentato la quantità di azioni che le compagnie di assicurazioni possono acquistare promettendo di continuare a fornire liquidità a credito agli investitori.
Misure che non sono servite però a portare i positivo le Borse. Shanghai ha recuperato ma solo parzialmente, portandosi al -4% dopo aver aperto a -8.
Shenzhen ha, invece, aperto in ribasso del 3,9%, come Hong Kong, dove l'indice Hang Seng ha fatto registrare un ribasso del 4,2%.
CRESCITA BOOM FINO A GIUGNO. Dopo una crescita del 150% in un anno a partire dal giugno 2014, il 12 giugno di questo anno è iniziato nelle Borse di Shanghai e Shenzhen un crollo che sembra inarrestabile, che ha colpito soprattutto i piccoli investitori e quelli giunti negli ultimi mesi sul mercato. In precedenza più di 1.400 imprese, cioè più della metà di quelle quotate a Shanghai e Shenzhen, hanno chiesto la sospensione della vendita delle loro azioni nel tentativo di contenere le perdite.
Intanto, in Giappone, Tokyo ha chiuso in forte ribasso con il Nikkei che ha terminato le contrattazioni a -3,14%.

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