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MERCATI 9 Luglio Lug 2015 0844 09 luglio 2015

Borse, le piazze asiatiche reagiscono al crollo

Shanghai e Hong Kong volano dopo l'intervento cinese: +5,8% e 3,7%. 

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Un investitore controlla gli indici di Borsa a Shanghai, in Cina.

Il grande balzo dopo il mercoledì nero. I mercati cinesi, dopo nuovi sforzi dei regolatori di Pechino di fermare la disfatta del listino, volano. La Borsa di Shanghai ha segnato il maggiore rialzo giornaliero dal 2009. L'indice Shanghai Composite ha chiuso a + 5,76% a 3.709 punti. Mentre Hong Kong balza del 3,7%.
DIVIETO DI CEDERE QUOTE. Mercoledì 8 luglio le autorità locali hanno vietato cessioni di quote ai grandi azionisti delle società quotate, mentre oggi sono intervenute misure sui prestiti bancari legati ad azioni. Nel resto dell'Asia, positiva Tokyo (+0,60%), Sydney al palo (+0,03%). Sono positivi i future sui mercati europei. I due mercati più grandi della grande Cina la Borsa di Shanghai e quella di Hong Kong, avevano aperto in ribasso con l'indice Composite a -2,81% e e l' Hang Seng a - 0,6%, per poi recuperare rapidamente le perdite.

Pechino interviene per arginare il crollo

La targa fuori dalla sede della People's bank of China.

Secondo il South China Morning Post la commissione regolatoria cinese sulle Securities nella serata di mercoledì 8 luglio ha vietato a soci, amministratori o dirigenti con quote superiori al 5 per cento nelle imprese di vendere le loro azioni per i prossimi sei mesi. E ha detto di voler affrontare seriamente gli azionisti che hanno violato la regola. La Csrc ha anche ammorbidito i regolamenti per consentire alle aziende di riacquistare facilmente i loro titoli. La People's Bank of China, la banca nazionale cinese, ha fornito ulteriore credito alla Cina Securities Finance Corporation e ha permesso alle aziende di emettere obbligazioni finanziarie, comprese obbligazioni finanziamento a breve termine sui mercati obbligazionari interbancari, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa ufficiale Xinhua.
LA BANCA CENTRALE SCENDE IN CAMPO. Dietro ai crolli di questi giorni c'è l'espansione incontrollata della leva finanziaria. Aidan Yao, economista per i mercati emergenti della società di analisi Axa, ha stimato una leva finanziaria pari a 3,3 miliardi di yuan. Dall'inizio del crollo, il governo ha annunciato misura dopo misura per fermare la caduta libera, a partire con i tagli dei tassi di interesse, il rinvio delle offerte pubbliche iniziali e la sospensione di nuove quotazioni. «Il flusso continuo di misure di sostegno al mercato nel corso degli ultimi tre giorni ... suggerisce che i politici sono molto preoccupati per l'ondata di vendite e sono determinati a stabilizzare le condizioni di mercato», ha detto Yao al South China Morning Post. E ancora più significativo, la Banca popolare di Cina ha annunciato di voler fornire un supporto di liquidità al China Security Finance Corporation (Csfc), che sovrintende il finanziamento a margine dei mercati finanziari. Per alcuni, questo significa che la banca centrale è pronta a intervenire per salvare il mercato.
TRASFERIMENTO DI RICCHEZZA AI PIÙ RICCHI. Nel suo rapporto Banca America Merrill Lynch ha calcolato che i 90 milioni di piccoli investitori del continente, quelli che «hanno alimentato gran parte della crescita del mercato di quest'anno», difficilmente godranno i frutti di un eventuale recupero: «Il risultato netto di questo mercato volatile è un trasferimento di ricchezza dalle persone comuni ai detentori di ricchezza, tra cui molti grandi azionisti».

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