Economia 9 Luglio Lug 2015 1051 09 luglio 2015

South Stream, Saipem tagliata fuori

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Saipem ha ricevuto notifica della termination for convenience del contratto South Stream. Si tratta di una clausola contrattuale standard, spiega, con la possibilità di recedere dall'accordo in assenza di violazioni dello stesso, a fronte di un compenso determinato in coerenza con le condizioni del contratto. Saipem conferma che il Castoro 6, mezzo navale per la posa delle condotte sottomarine, si stava ormeggiando nelle acque territoriali russe per cominciare la posa della condotta. I contratti coinvolti hanno un valore complessivo per Saipem di 2,4 miliardi di euro, secondo quanto annunciato dalla società l'anno scorso. Il primo, comunicato nel marzo 2014, era un contratto con South Stream Transport per la costruzione della prima linea del gasdotto sottomarino South Stream di attraversamento del Mar Nero dalla Russia alla Bulgaria, per circa 2 miliardi di euro. Le attività di posa avrebbero dovuto, secondo i piani iniziali, partire alla fine dello scorso anno. Un altro contratto da 400 milioni di euro, annunciato nell'aprile 2014, un addendum al contratto principale, era relativo ai lavori di supporti per la costruzione della seconda linea del gasdotto e si prevedeva che i lavori venissero completati alla fine del 2016. La società South Stream Transport, controllata al 100% da Gazprom, comunica di aver deciso di cancellare il contratto con la Saipem per la prima linea della sezione offshore del gasdotto Turkish Stream a causa ''dell'impossibilita' di raggiungere un accordo su molti lavori e questioni commerciali per l'attuazione del progetto''. Lo si legge in una nota della società russa. Nei giorni scorsi i media avevano riferito che Gazprom aveva deciso di congelare gli investimenti nella costruzione - in fase iniziale - di una delle due diramazioni del corridoio Sud verso il Mar Nero (quella più lunga, di 1.626 km) per le difficoltà di trovare con Ankara un accordo definitivo. Negli ultimi sette mesi il colosso russo del gas ha ottenuto solo il permesso di svolgere i lavori di ricerca e progettazione nel settore turco del Mar Nero e solo per una delle quattro linee previste. La strategia russa per bypassare l'Ucraina nelle forniture di metano all'Europa entro il 2019, secondo i media russi, è cambiata e punterà sul potenziamento del già esistente Nord Stream: nelle scorse settimane Gazprom ha infatti firmato un memorandum con Shell, Omv e E.On per la costruzione di una seconda linea del gasdotto che passa sotto il Baltico e arriva in Germania.

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