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CASTA 9 Luglio Lug 2015 1900 09 luglio 2015

Vitalizi, revocati a 18 parlamentari condannati

Tagliati solo 18 assegni. E i contributi vanno ridati. Al Cav spettano 220 mila euro.

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In alto da sinistra, Gianmario Pellizzari, Raffaele Mastrantuono, Robinio Costi, Gian Stefano Milani, Pietro Longo, Massimo Abbatangelo, Giulio Di Donato, Francesco De Lorenzo, Massimo De Carolis, Giancarlo Cito.

Dieci deputati e otto senatori, condannati in via definitiva per reati gravi, resteranno senza vitalizio.
Dopo due mesi di «preavviso» la Camera ha tolto l'assegno a: Massimo Abbatangelo (ex Msi, assegno da 4.965 euro al mese), Giancarlo Cito (ex Msi, poi Fi ed ex sindaco «tuttofare» di Taranto, 2.139 euro); Robinio Costi (ex Psdi, 2.124 euro); Massimo De Carolis (ex Dc, 3.016 euro); Francesco De Lorenzo (ex ministro della Sanità, ex Pli, 4.013 euro); Giulio Di Donato (ex Psi, 4.035 euro); Pietro Longo (Ex Psdi, ex ministro del Bilancio nel Craxi I, 4.992 euro); Raffaele Mastrantuono (ex Psi, 3.884 euro); Gian Stefano Milani (ex Psi, 2.276 euro) e Gian Mario Pellizzari (ex Dc, 5.481 euro).
STOP AL VITALIZIO PER B E ALTRI SETTE. Al Senato lo stop è stato confermato per Silvio Berlusconi (8 mila euro al mese); Marcello Dell'Utri (4.400 euro); Vittorio Cecchi Gori (ex Ppi, 3.408 euro); Pasquale Squitieri (An, 2.381 euro); Antonio Franco Girfatti (ex Fi; 3.408); Vincenzo Inzerillo (ex Dc, 2.381 euro); Franco Righetti (ex Popolari, 3.408 euro); Giorgio Moschetti (ex Dc, 2381).
Il risparmio per i deputati sarebbe di quasi 37 mila euro al mese che, moltiplicati per 12, diventano poco meno di 450 mila euro all'anno. Al Senato si risparmiano poco meno di 30 mila euro al mese, circa 360 mila euro l'anno.

Di Maio: «Revocato il vitalizio a 10 sfigati»

Luigi Di Maio, deputato del M5s.

La revoca, per il M5s, non è che una beffa. Non a caso i pentastellati all'ufficio di presidenza hanno votato contro con la Lega, mentre Fi ha abbandonato i lavori.
Luigi Di Maio su Facebook e sul blog di Grillo ha alzato la voce: «Ricordate la sospensione del vitalizio agli ex parlamentari condannati? Oggi in Ufficio di Presidenza alla Camera abbiamo saputo quanti saranno coloro a cui si applicherà quella norma. Su 1.543 ex deputati che stanno percependo ingiustamente un vitalizio - anche oltre i 3 mila euro al mese - solo 10 avranno il vitalizio sospeso. Dieci sfigati che non avevano nessun partito a proteggerli, mentre tanti altri condannati - i cui reati non furonosono inseriti nella delibera - sono tutti salvi. Quei 10 mi fanno quasi pena».
CHI HA PIÙ DI 80 ANNI NON È CONTROLLATO. La delibera approvata a maggio, e già duramente criticata dai pentastellati che non votarono, «riguarda solo lo 0,6% di tutti quei politici che con tre giorni in parlamento si sono guadagnati una pensione da sceicco! In questa farsa», ha concluso Di Maio, «ci sono poi 346 ex deputati con più di 80 anni, tra cui potrebbe esserci anche Totò Riina, di cui il dipartimento della Giustizia non sa nulla sui precedenti penali, in quanto in Italia a chi ha più di 80 anni non viene registrato più nulla sui precedenti».
LA REVOCA NON È AUTOMATICA. Ma le critiche non si fermano qui. Il taglio dei vitalizi ai condannati era stato definito una «truffa» anche da Riccardo Fraccaro, M5s in ufficio di Presidenza della Camera, «perché», disse a maggio, «la revoca non sarà automatica. Sarà l’Ufficio di presidenza della Camera, di volta in volta, caso per caso, a decidere. In pratica, tutto resta in mano ai partiti anche per effetto di un compromesso al ribasso frutto di un accordo raggiunto tra la Boldrini e il Pd senza neppure consultare le opposizioni. Saranno in pochissimi a vedersi revocare l’assegno, mentre continueranno a incassarlo, per esempio, tutti i condannati per Tangentopoli».
In secondo luogo poi, stando alla delibera, «le disposizioni non si applicano poi agli assegni e pensioni di reversibilità che spettano ai familiari superstiti laddove l’ex deputato sia deceduto prima dell’entrata in vigore della delibera». Anna Craxi, e non solo, continuerà dunque a percepire l'assegno di Bettino.
IL RIMBORSO DEI CONTRIBUTI ALL'EX CAV. Ma c'è un altro aspetto che vale la pena di sottolineare. Se lo Stato con questi primi 18 vitalizi tagliati risparmierà circa 810 mila euro l'anno, ne dovrà sborsare oltre 220 mila euro solo per «liquidare» Berlusconi.
Già, perché come ha confermato il senatore leghista Roberto Calderoli a Lettera43.it, a chi viene tagliato il vitalizio si deve corrispondere la restituzione dei contributi versati dalle Camere per tutta la durata della sua attività parlamentare. Al netto, ovviamente, dei vitalizi già percepiti.
Il conto dell'ex Cav lo fece Franco Bechis, ma a maggio. Berlusconi è stato parlamentare 19 anni e 7 mesi, ha ricevuto (al 9 luglio 2015) il vitalizio per 19 mesi. Ha diritto quindi alla restituzione di 219 mensilità di quei contributi versati (1.006,51 euro al mese). In tutto 220.425,69 euro. Lo stesso vale naturalmente per Dell'Utri che ha continuato a percepire la pensione nonostante fosse in carcere.
Per quanto riguarda i deputati, il problema non si dovrebbe porre, almeno per ora. Perché, come ha spiegato l'ufficio stampa della Camera, i vitalizi già percepiti superano i contributi versati. In altre parole hanno già preso molto di più di quello che hanno dato.

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