Grecia 150706162104
EUROLANDIA 10 Luglio Lug 2015 1316 10 luglio 2015

Grecia, la Germania fa affari con la crisi

Dal turismo agli aeroporti e l'export, così Berlino investe nel Paese ellenico a prezzi di saldo.

  • ...

Angela Merkel e Alexis Tsipras.

La Germania sta facendo affari d'oro in Grecia. In questi anni di sacrifici per la popolazione ellenica, ad Atene si parla apertamente di una politica di 'neocolonizzazione' portata avanti da Berlino, che è l'altro aspetto dell'aspro confronto in atto tra Angela Merkel e Alexis Tsipras.
Come scrive l'Espresso, dall'inizio della crisi ad oggi la Germania ha investito 8,7 miliardi di dollari (primato assoluto) e aumentato considerevolmente le sue esportazioni nel Paese ellenico.
ESPORTAZIONI IN AUMENTO. L'export tedesco verso Atene è passato dai 4 miliardi e 737 milioni del 2012 ai 4 miliardi 955 milioni del 2014 (ultimo dato disponibile). Si va dai prodotti chimici (27,4% del totale) a quelli alimentari (15,1); dalla meccanica (10,1) all'elettronica (7,2).
La Federazione commerciale greco-tedesca stima in 120 il numero delle aziende tedesche presenti in Grecia, che danno lavoro a 29 mila persone.
DALLA TELEFONIA ALLE ENERGIE RINNOVABILI. Tra gli altri esempi di questa 'neocolonizzazione', la Deutsche Telecom ha aumentato dal 40 al 60% la sua partecipazione in Ote (la compagnia telefonica di Stato).
Inoltre Fraport, la società che gestisce gli aeroporti di Francoforte, si è presa i 14 scali regionali più appetiti, tra cui Corfù, Rodi e i due di Creta.
Lo shopping tedesco, spiega l'Espresso, riguarda soprattutto i settori del turismo e delle energie rinnovabili (eolico e solare).
ARMAMENTO BELLICO DA BERLINO AD ATENE. La Germania, infine, vende ad Atene armamento bellico. Gli ultimi casi (corredati dal sospetto di tangenti): due sommergibili per un costo totale di 1,3 miliardi di dollari e 70 carrarmati Leopard.
CONTI LEGGERI GRAZIE ALLA KFW. Per investire in Grecia, Berlino usa come strumento un istituto di credito creato nel 1948 nell'ambito del piano Marshall, il 'Kreditanstalt für Wiederaufbau' (la Banca della ricostruzione), che ha già sostenuto i laender dell' Est dopo la caduta del Muro di Berlino ed è uno dei primi tre gruppi bancari della Germania, ma resta al di fuori del perimetro del bilancio federale, così queste operazioni non pesano sui conti dello Stato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati