Alexis Tsipras Premier 150708194815
EUROPA 10 Luglio Lug 2015 1117 10 luglio 2015

Grecia verso l'accordo, liveblogging del 10 luglio

Tsipras convoca Syriza. Eurogruppo e Renzi ottimisti. Borse positive. Il live.

  • ...

Alexis Tsipras stavolta è deciso a portare a casa l'intesa. L'ala oltranzista di Syriza alza la voce, cinque parlamentari hanno chiesto ufficialmente la Grexit, ma il premier greco sembra deciso a tirare dritto e a voler rispettare i tempi dell'ultimatum concordato con gli altri 18 leader dell'Eurozona martedì notte.
TSIPRAS CONVOCA SYRIZA. Il premier ha convocato i deputati del partito per discutere le proposte di riforma che il suo governo ha inviato ai creditori la scorsa notte nel tentativo di raggiungere un accordo su un terzo piano di salvataggio. La riunione precede la sessione parlamentare in cui, con una insolita iniziativa, ai 300 parlamentari si chiederà di autorizzare il premier e i suoi negoziatori a utilizzare le proposte come base per riavviare trattative con i creditori internazionali della Grecia.
NON RISOLTO IL NODO DEL DEBITO. Il piano di di riforme è di 12 miliardi di euro e va incontro una buona parte delle richieste dei creditori per un nuovo pacchetto di misure di austerità. In cambio, Atene spera di ottenere una significativa riduzione del debito da parte dei creditori. I mercati hanno reagito positivamente alle notizie e Milano ha segnato un rialzo superiore al 3%. Tuttavia, non è ancora chiaro cosa sarà del debito greco. E mentre lo scontro tra l'Fmi di Christine Lagarde e la Germania di Angela Merkel continua, il capoeconomista dell'Fmi Olivier Blanchard in serata ha avvertito che ad Atene potrebbero servire ancora più aiuti.

Il Liveblogging

23.59 - TSIPRAS DIFENDE L'ACCORDO. «Per la prima volta abbiamo un impegno a rivedere il nostro debito. Questo accordo è migliore su diversi punti rispetto a quello che ci è stato presentato come un ultimatum». Così avrebbe detto il premier greco Alexis Tsipras in Parlamento secondo quanto riportato dalla BBC. Il premier incassa applausi dal Parlamento dopo la presentazione del piano di riforme inviato ieri notte alla Commissione europea, ma per lui non c'è nessuna ovazione.

21.41 - VAROUFAKIS: «SCHAEUBLE CI VUOLE FUORI, PER FAR PAURA AI FRANCESI». «La mia opinione, basata su mesi di negoziazione, è che il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, desidera che la Grecia sia buttata fuori dall'Euro per instillare nei francesi una paura matta e far loro accettare il suo modello di una eurozona retta sulla disciplina». Lo sostiene l'ex ministro dell'Economia greco Yanis Varoufakis in un op-ed per il quotidiano britannico Guardian.

21.30 - PADOAN: «DOMANI IL NEGOZIATO SI APRE, NON SI CHIUDE». «Continuo a pensare che un accordo si troverà», ma «l'Eurogruppo di domani deve decidere se si avvia un vero negoziato. Domani il negoziato non si chiude, ma si apre». Lo ha detto il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, intervenendo alla Festa dell'Unità e spiegando che ci sono «i Paesi che devono approvare l'apertura di questo negoziato» e in diversi stati l'ok deve passare da un voto del Parlamento, come ad esempio in Germania.

21.19 - «L'ITALIA NON È LA GRECIA, NESSUN RISCHIO CHOC». «L'Italia non è la Grecia. È un paese solido perché ha fatto le riforme e non corre nessun rischio di shock anche se le cose dovessero andare male». Lo ha detto il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, parlando dal palco della Festa dell'Unità.



21.10 - I SINDACI DELLE ISOLE CONTRO L'INTESA. Con le nuove proposte presentate dal governo greco a Bruxelles, i sindaci delle isole, che grazie al turismo producono il 30% del pil della Grecia, vedono la cancellazione dei vantaggi fiscali come una decisione dagli effetti potenzialmente «tragici», perché rischiano di far perdere competitività, riducono gli incassi e alzano il costo della vita per chi nelle isole ci sta anche quando il sole non c'è. Il primo cittadino di Paxos dice chiaramente che chiedere il referendum «è stato un errore», perché ora il piano «è del 50% più pesante», ma l'alternativa del ritorno alla dracma sarebbe da incubo: «Finiremmo peggio dell'Argentina».

21.01 - MIGLIAIA A SYNTAGMA PER IL NO ALL'INTESA. Piazza Syntagma - dove ha sede il Parlamento greco - si è riempita di migliaia di manifestanti che si sono dati appuntamento per ribadire il loro no all'austerity proprio mentre i deputati stanno esaminando il piano consegnato dal primo ministro Alexis Tsipras all'Europa. La protesta è sostenuta dal sindacato comunista Pame.

20.45 - BLANCHARD (FMI): «CI VORRANNO ANCORA PIÙ AIUTI». I leader europei hanno ritenuto «troppo pessimista» la valutazione del Fmi su una ristrutturazione del debito greco molto prima dell'analisi ufficiale presentata. Lo afferma il capo economista del Fmi, Olivier Blachard, sottolineando che i «recenti sviluppi potrebbero implicare la necessità di ancora più finanziamenti» per la Grecia, anche per le banche, e una ancora maggiore ristrutturazione del debito rispetto alle stime nella nostra analisi.



20.30 - IL DOCUMENTO DELLA MINORANZA: «RITORNO ALLA SOVRANITÀ MONETARIA». «Pretendiamo il ritorno alla sovranità monetaria», scrivono cinque deputati affermando che il ritorno alla dracma «è l'unico modo per risolvere i problemi di liquidità» e far ripartire l'economia. I cinque inoltre sottolineano che «i creditori vogliono che Syriza si arrenda». Tra i giovani ateniesi la Grexit non è un problema.

19.14 - DE GUINDOS: «SULLA GRECIA CI VUOLE CAUTELA». La situazione ora è sicuramente meglio di quanto non fosse prima del referendum, ma «io sarei prudente» sulle possibilità di arrivare a un accordo. Questo il commento di Luis De Guindos, ministro delle Finanze spagnolo, dopo la presentazione delle nuove proposte greche. In questi ultimi giorni De Guindos, che è anche candidato alla successione di Jeroen Dijsselbloem alla guida dell'Eurogruppo, ha ammorbidito la sua posizione nei confronti di Atene affermando che 'nessuno vuole' la Grexit, «dobbiamo cercare le condizioni per evitarla».

18.07 - CINQUE DEPUTATI CHIEDONO LA GREXIT. Cinque deputati dell'ala radicale di Syriza, la cosiddetta 'Piattaforma di sinistra', hanno presentato un documento di quattro pagine in cui chiedono la Grexit. I firmatari sono Stathis Leoutsakos, Antonis Ntavanelos, Sophie Papadogiannis, Costas Lapavitsas e Thanasis Petrakos: i cinque chiedono di mettere in atto un programma per il ritorno alla dracma. Il documento non è firmato tuttavia dal ministro dell'Energia Panagiotis Lafazanis, leader di 'Piattaforma di Sinistra. «Pretendiamo il ritorno alla sovranità monetaria» scrivono i cinque parlamentari, affermando che il ritorno alla dracma «è l'unico modo per risolvere i problemi di liquidità» e per far ripartire l'economia. I cinque parlamentari inoltre sottolineano che «i creditori vogliono che Syriza si arrenda».

17.35 - SPREAD BTP BUND IN CALO A 124 PUNTI BASE. Sul mercato dei titoli di Stato lo spread tra il Btp e il Bund tedesco archivia la settimana in netto calo, a 124 punti base da 146 della chiusura di ieri, col rendimento del decennale italiano in discesa al 2,13%. L'attesa è ora per l'asta di titoli a medio e lungo termine di lunedì prossimo per complessivi 7,5 miliardi di euro. Nell'ipotesi di un accordo tra Atene e creditori entro domenica, il collocamento sul mercato dovrebbe risultare più che positivo.

17.30 - LE BORSE VEDONO L'INTESA: MILANO PARIGI E MADRID SOPRA IL +3%. Brindano le Borse europee puntando decise su un accordo tra Grecia e creditori entro domenica. Milano, Parigi e Madrid sono le migliori mettendo a segno rialzi del 3%, mentre lo spread precipita sotto i 125 punti base. Il governo greco di Alexis Tsipras ha presentato un piano di riforme con tagli a spesa, pensioni e aumento delle tasse che sembra soddisfare le domande dei creditori, innescando così una corsa agli acquisti sui listini continentali. Nell'ordine Madrid è maglia rosa (+3,08%), quindi Parigi (+3,07%), Milano (+3%), Francoforte (+2,9%). Più contenuto il rialzo di Londra (+1,39%), essendo la City non direttamente coinvolta nelle vicende dell'Eurozona. In forte recupero anche la Borsa cinese di Shanghai (+4,5%) dopo l'intervento di Pechino sul mercato. L'indice Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati in Europa, ha guadagnato oltre il 4% nelle ultime due sedute, salendo a 388,8 punti. Ma dal picco di aprile, l'indice fino a martedì aveva lasciato sul campo circa il 10% a causa dello stallo sulla Grecia.

16.45 - GRECIA, MINISTRO DELL'ENERGIA VERSO LE DIMISSIONI. Secondo indiscrezioni il ministro dell'Energia, Panagiotis Lafazanis, potrebbe dare le dimissioni entro sera. Lafanazis aveva dichiarato in mattinata che l'intesa proposta ai creditori va contro il programma di Syriza.

16.30 - SYRIZA, 5 MEMBRI DEL COMITATO CENTRALE CONTRO L'INTESA. Durissimo dibattito sull'accordo con l'Ue all'interno di Syriza: 5 membri del comitato centrale non accettano la proposta: Leoutsakos, Ntavanelos, Papadogianni, Lapavitsas, Petrakos.

16.29 - LA GREXIT COSTEREBBE DAI 18 AI 33 MILIARDI. L'eventuale uscita di Atene dall'eurozona costerebbe tra i 18 e i 33 miliardi di euro solo per finanziare la fase di transizione verso la nuova moneta. A queste cifre vanno aggiunti tanti altri miliardi per ricapitalizzare le banche greche magari con programmi di nazionalizzazione. E' quanto sostiene un rapporto di Open Europe, un think tank indipendente con sede a Bruxelles e Londra sugli effetti economici immediati sull'eventuale Grexit. Difficile stimare, prosegue il rapporto, le conseguenze sulla crescita, o meglio sulla recessione del Paese e nel resto dell'Eurozona, dopo il default. Tutta questa mole di denaro, prosegue Open Europa, dovrebbe venire in futuro per una metà dall'Eurozona e per un'altra metà tra Ue e Fmi.

15.44 - NEA DIMOKRATIA: SÌ ALL'ACCORDO COI CREDITORI. Il principale partito di opposizione greco, i conservatori di Nea Dimokratia, dicono sì all'accordo con i creditori internazionali. Il presidente di Nd Evangelos Meimarakis ha spiegato che «ci deve essere un accordo che ci mantiene nell'euro e in Europa. Noi non solo diciamo sì alla richiesta del premier, anzi chiediamo che si eviti l'uscita da euro ed Europa».

13.24 - DIJSSELBLOEM: «PIANO DI ATENE ESAURIENTE». Le proposte inviate da Atene la notte scorsa sono «esaurienti» ma dovranno essere valutate sulla base della loro fattibilità. Questa la prima reazione giunta dal presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem il quale ha poi aggiunto che ora, insieme alla Commissione, alla Bce e al Fmi «si faranno i calcoli» e si vedrà se i conti tornano.

12.30 - CREDITORI CHIEDONO LEGGE SU RIFORME. Mentre la Grecia è nel tratto finale della sua corsa contro il tempo per evitare la bancarotta, i suoi creditori pretendono che Atene approvi - nell'ambito di misure «misure preliminari» - una legge sulle riforme da attuare per convincerli definitivamente delle buone intenzioni del governo Tsipras. Lo scrive l'edizione online del quotidiano Kathimerini, secondo cui ci sarà un primo voto per decidere se autorizzare il governo ad utilizzare come base dei nuovi colloqui il testo della proposta di riforme fatta pervenire la scorsa notte all'Eurogruppo. Il parlamento, che dovrebbe votare nel pomeriggio o in serata, ha già ricevuto dal governo un documento di 20 pagine dattiloscritte. Queste misure preliminari dovrebbero quindi essere sottoposte a una votazione finale in parlamento in un momento successivo.
«Questa è una iniziativa per dimostrare che il governo greco ha la volontà politica di procedere con l'attuazione delle riforme promesse ma senza fare alcuna mossa unilaterale prima della riunione dell'Eurogruppo», ha detto una fonte dell'esecutivo.

12.00 - SHÄUBLE: «SERVE SOLUZIONE COMPLESSIVA». «Un finanziamento ponte per Atene ha senso solo se abbiamo una soluzione complessiva in vista. In questo caso se ne può parlare». Lo ha detto Martin Jaeger, il portavoce del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble.


11.50 - BERLINO NON GIUDICA IL PIANO TSIPRAS. Il governo tedesco non giudica per ora le proposte di Alexis Tsipras, perché «tocca prima alle tre istituzioni una verifica». Lo ha spiegato il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert. Il portavoce del ministro Schäuble ha aggiunto che «non sarebbe sufficiente se le riforme di fine giugno fossero presentate un un'altra veste, ma quello che ci si aspetta è un programma su più anni».

11.40 - CONFERENCE CALL JUNCKER, LAGAREDE; DRAGHI, DIJSSELBLOEM. Conference call tra i vertici delle istituzioni incaricate di valutare la proposta di riforme di Atene: secondo quanto si apprende da fonti Ue, alle 13.00 si confronteranno il presidente della Bce Maro Draghi, dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, della Commissione Jean Claude Juncker e il direttore generale del Fmi Christine Lagarde.

11.26 - ENTRO STASERA IL PARERE DELl'EX TROIKA. La valutazione del piano di riforme greco da parte dell'ex troika arriverà entro stasera, assieme all'esame sul debito che stanno facendo Commissione e Bce. Tutto sarà poi inviato alle cancellerie per essere domani valutato da un Euro Working Group e dall'Eurogruppo.

11.00 - RENZI: «ACCORDO PUÒ ESSERE FATTO SABATO». Ottimista anche Matteo Renzi. «Speriamo di non rivederci anche domenica: vuol dire che l'accordo sulla Grecia può essere fatto anche nella giornata di sabato dai ministri dell'Economia», ha detto il premier al termine dell'incontro con il primo ministro irlandese Enda Kenny.

10.00 - HOLLANDE PROMUOVE IL PIANO. Il presidente francese, François Hollande, giudica le proposte «serie e credibili» e mostrano la determinazione della Grecia a restare nella zona euro. Il capo dello Stato ha auspicato che le discussioni riprendano «con la volontà di concludere». Il fatto che i greci vogliano sottoporre al parlamento il programma, dimostra «la forza del loro impegno e direi anche il coraggio».
«Le discussioni devono ora riprendere», ha aggiunto, «ma con la volontà di concludere. Questa è la posizione della Francia, fare il possibile per un accordo rispettoso delle regole europee, rispettoso anche dei greci, perché da diversi anni soffrono molto e al tempo stesso devono capire che le riforme sono indispensabili».

9.30 - BORSE EUROPEE IN POSITIVO. Borse europee in forte rialzo in avvio di seduta sulla fiducia che si arrivi a un accordo tra la Grecia e i suoi creditori che impedisca l'uscita di Atene dall'Eurozona. Milano avanza del 2,3%, Parigi del 2,4% Francoforte del 2,2%, Londra del 2,2%, Madrid del 2,4%. In calo tutti gli spread dei titoli di Stato dell'Eurozona rispetto al bund tedesco.
A Piazza Affari volano le banche con Mps (+4,2), Intesa e Unicredit (+3,7%), mentre lo spread scende a 124 punti.

9.00 - MILANO APRE IN RIALZO. Avvio di seduta in forte rialzo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha aperto in rialzo dell'1,61%, a 22.630 punti, spinto dall'attesa che si arrivi a un accordo che impedisca l'uscita della Grecia dall'Eurozona.


Correlati

Potresti esserti perso