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LO SPORTELLO 10 Luglio Lug 2015 0700 10 luglio 2015

Il furto dei giorni banca: così volano gli interessi

Gli istituti li gonfiano a piacimento. Controllate sempre. E, se sono superiori a cinque, non abbiate paura di negoziare.

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Poche righe questa settimana per parlare di un fenomeno a cui assisto sistematicamente nell’ambito della mia professione: l’assoluta inconsapevolezza da parte del piccolo imprenditore di certi “costi” sostenuti nell’ambito del rapporto con la banca.
Il piu emblematico riguarda i “giorni banca” che vengono applicati per i finanziamenti per smobilizzo di crediti commerciali, il cosiddetto fido per anticipo fatture
Si tratta di una forma di finanziamento che si fonda sull’anticipo dell’importo delle fatture emesse. In altre parole, se abbiamo tra le mani una fattura emessa e non ancora incassata, possiamo presentarla alla banca per chiedere un anticipo.
LA BANCA PUÒ RIFIUTARE LE FATTURE. L’importo anticipato verrà accreditato sul nostro conto corrente per un periodo di tempo predeterminato (generalmente pari al tempo che abbiamo concesso al nostro cliente per effettuare il pagamento), al termine del quale avverrà l’operazione di addebito dell’anticipo sul conto.
Naturalmente se il cliente ci paga prima della scadenza possiamo estinguere l’anticipo, così come nel caso di mancato incasso alla scadenza possiamo chiedere una proroga.
In linea di massima, possono essere presentate tutte le fatture emesse e non incassate, e non ancora scadute. La banca potrebbe tuttavia rifiutare alcune fatture poiché emesse nei confronti di clienti non “graditi” (pensiamo per esempio a persone protestate o aziende notoriamente insolventi).
VIENE ANTICIPATA UNA PERCENTUALE. Non vi sono, teoricamente, limiti di importo delle fatture presentate: vi è ovviamente il limite di importo “anticipabile”, che dovrà essere pari o inferiore al fido predisposto, o alle prescrizioni indicate dalla banca (che potrebbe ad esempio indicarci di non utilizzare l’intero fido per un unico cliente).
Teniamo infine conto che di solito la banca non anticipa l’intero importo della fattura, ma solamente una percentuale che di norma non supera il 70-80%.
Vero è che oggi in banca è più facile avere un mutuo che un fido “a breve” per smobilizzo di crediti commerciali.
REGNA L'ASIMMETRIA INFORMATIVA. Quella che fino a pochi anni fa era considerata la forma di affidamento più utilizzata e preferita dai banchieri ha ceduto il passo, per effetto della crisi economica, al finanziamento a medio/lungo termine. E perché?
Perché nella affannosa corsa delle banche a ridurre i crediti a rischio è molto piu facile (e meno costoso) portare i soldi a casa (recuperare i crediti dubbi) attraverso le fatture anticipate.
Ma nonostante questi dati non siano confortanti è importante comunque fare informazione finanziaria per coloro che quotidianamente hanno a che fare invece con lo smobilizzo crediti.
E come sempre, anche in questo caso, siamo di fronte a una asimmetria informativa che tentiamo di rendere più simmetrica.

Le componenti di costo non si trovano negli estratti conto

Dobbiamo pertanto parlare dei costi sostenuti da chi fa ricorso a questa forma di affidamento; costi che sono spesso “percepiti” ma non capiti.
Sì perché alcune componenti di costo non si trovano in nessun estratto conto o rendiconto sintetico e pertanto sono da individuare solo in base a una vera e propria caccia al tesoro molto difficile e sempre osteggiata dalle banche che con ostruzionismo formale “preferiscono” non fornire queste indicazioni.
A ogni modo oltre agli interessi calcolati sulla base di un tasso convenuto con il cliente e all’eventuale tasso di mora nel caso in cui non vengano rispettate le scadenze, ci sono dei costi di servizi resi come:
1. Valute: per ogni credito-fattura da “anticipare” è di solito il giorno precedente alla data di presentazione.
2. Commissione di incasso: è la commissione da pagare per il servizio di incasso che la banca svolge per l’azienda affidata. Viene calcolata a forfait oppure per singola fattura presentata (mediamente è di 2,5 euro).
3. Commissione di insoluto: per ogni fattura non pagata regolarmente alla scadenza viene applicata una commissione che mediamente è di 4 euro per singolo insoluto.
Ma il vero e proprio furto di cui pochi assumono consapevolezza riguarda appunto i giorni banca, ovvero il numero dei giorni da aggiungersi alla valuta di un’operazione bancaria per ottenere la data dalla quale decorrono gli interessi sull’operazione stessa.
COI GIORNI BANCA AUMENTANO GLI INTERESSI. Cerchiamo di spiegare semplicemente cosa sono i giorni banca e perchè l'istituto li aggiunge alla valuta (già di solito un giorno in più).
Il totale dei giorni è una delle variabili che influiscono sul calcolo degli interessi, in quanto gli interessi sono direttamente proporzionali al numero dei giorni considerati. Per più giorni utilizzo il fido, più un cliente paga.
Il totale dei giorni da inserire nella formula dell’affidamento per anticipo crediti è dato dalla somma dei giorni che vanno dalla data di emissione della fattura (o di presentazione in banca se successiva) fino alla sua scadenza, calcolati per ogni fattura di vendita. Quanto maggiore è il numero dei giorni, tanto maggiore sarà il totale degli interessi.
NON DOVREBBERO ESSERE SUPERIORI A CINQUE. La banca, per aumentare il proprio guadagno, aggiunge a ogni singola fattura, oltre alla “valuta”, un certo numero di giorni (giorni banca), variabile a seconda del potere contrattuale dell'affidato.
Ho visto anche 25 giorni banca. Ma li ho visti solo quando ero “all’interno” (e ne avevo piena consapevolezza) mentre da consulente devo spesso ricavarmi queste informazioni con un metodo matematico- induttivo perché introvabili in documenti informativi della banca.
Ogni singolo costo va negoziato tra i minimi e i massimi previsti, ma una cosa è certa: i giorni banca non devono superare le cinque unità.

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