Minsk 150212112751
CRISI 10 Luglio Lug 2015 1635 10 luglio 2015

Ucraina, lo spettro del default fa tremare l'Europa

Stallo nei negoziati con i creditori privati per ristrutturare il debito. Dopo Atene, anche Kiev spaventa il Vecchio continente.

  • ...

Da sinistra: Vladimir Putin, Angela Merkel, François Hollande e Petro Poroshenko.

Sull'Europa incombe lo spettro del default. Ma non è solo quello greco.
A far tremare il Vecchio continente è la situazione dell'Ucraina, messa in ginocchio dal conflitto con i separatisti filorussi nel Donbass, cuore industriale e minerario del Paese.
Alla crescente tensione nell'Est per il lento naufragio degli accordi di Minsk si somma lo stallo dei negoziati avviati in marzo da Kiev con i creditori privati per ristrutturare un debito di 22-23 miliardi di dollari, poco più della metà del debito estero, che sommato a quello interno raggiunge i 70 miliardi di dollari.
DEFAULT A FINE LUGLIO? Il ministro delle Finanze ucraino, Natalia Jaresko, dopo una nuova proposta che lega i rimborsi ai risultati dell'economia, ha minacciato che Kiev non pagherà i debiti «se presto non saranno fatti veri progressi nei negoziati, se i creditori non useranno questa ultima occasione di raggiungere un accordo nelle prossime settimane». E ha evocato il default per fine luglio, salvo poi fare marcia indietro sostenendo di essere stata fraintesa dai media.
TRA I CREDITORI C'È LA RUSSIA. L'ipotesi iniziale era una combinazione di un taglio del capitale, una estensione delle scadenze e una riduzione delle cedole per risparmiare 15 miliardi di dollari in quattro anni. L'haircut per i creditori, secondo i media, può arrivare fino al 40%-50% della loro esposizione. Tra i principali creditori di Kiev c'è anche la Russia di Vladimir Putin, che nel 2013 aveva acquistato bond per 3 miliardi di dollari - in scadenza proprio quest'anno - come prima tranche di un prestito di 15 miliardi di dollari con cui Mosca puntava a sostenere l'allora presidente Viktor Yanukovich dopo la sua marcia indietro sull'accordo di associazione con la Ue che aveva scatenato Euromaidan.

Standard & Poor's: «Default virtualmente inevitabile»

La stretta di mano fra Putin e Poroshenko.

Kiev contava di chiudere le trattative entro giugno ma non ha ancora trovato un accordo, tantomeno con la Russia, che considera quei 3 miliardi come un prestito istituzionale e non privato.
Per questo a maggio il parlamento ucraino ha votato una controversa legge che consente al governo di imporre una moratoria sul pagamento dei debiti esteri di creditori privati. Un'arma di pressione nei negoziati, ma anche un modo per dichiarare un default tecnico, come ha ammesso il presidente Petro Poroshenko.
Già a marzo Standard & Poor's aveva deciso di tagliare il rating sul merito di credito in valuta estera dell'Ucraina da CCC a CC, definendo il default del debito di Kiev «virtualmente inevitabile». Anche gli analisti di Goldman Sachs ipotizzano il default dell’Ucraina a fine luglio.
IL FMI ASSICURA L'EROGAZIONE DI PRESTITI. Ma Christine Lagarde, direttrice del Fmi, ha assicurato che il fondo monetario internazionale continuerà a erogare prestiti a Kiev anche se non raggiungerà un accordo con i creditori nei tempi previsti: a luglio si attende la seconda tranche di 1,7 miliardi di dollari, dopo quella di 5 dello scorso marzo (su un prestito complessivo di 17,5 mld dlr). Ma entro fine anno l'Ucraina deve rimborsare titoli per 8 miliardi di dollari.
CROLLA IL PIL, SALE IL DEBITO PUBBLICO. E lo scenario macroeconomico non aiuta: il debito pubblico ha raggiunto il 73% del Pil con una brusca virata rispetto al 41% dell'anno passato, nel primo trimestre di quest'anno il Pil ha fatto registrare un crollo del 17,6% rispetto allo stesso periodo del 2014 e per fine anno è previsto un calo di almeno il 10%.

Correlati

Potresti esserti perso