Eurogruppo 150711232136
VERTICE 11 Luglio Lug 2015 2230 11 luglio 2015

Grecia, Eurogruppo: nessun accordo

Nulla di fatto a Bruxelles. I falchi non si fidano. Sul tavolo un pacchetto di misure che Atene deve approvare subito. Berlino rilancia una Grexit per 5 anni.

  • ...

Da sinistra, il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, il ministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos, e il collega francese Michel Sapin.

Un vertice tutto in salita, concluso a mezzanotte con una sostanziale fumata nera. L'Eurogruppo resta diviso tra falchi e colombe. Anche se si continua a cercare una mediazione. I ministri delle Finanze lavorano a una lista di misure che la Grecia dovrà approvare anticipatamente già la prossima settimana, tra cui riforma dell'Iva, abolizione delle baby pensioni e del monopolio di Stato, la liberalizzazione delle licenze tivù e le privatizzazioni. L'impegno e le promesse di riforme di Tsipras, insomma, non hanno convinto del tutto.
Resta da capire se questo tentativo di compromesso riuscirà a convincere il fronte dei falchi, ricompattato intorno alla Germania.
LA GREXIT A TEMPO DI SCHÄUBLE. Il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble non ha escluso la proposta di una Grexit per cinque anni, rompendo con la linea più morbida di Angela Merkel. Anche se in tarda serata, fonti vicino al vertice hanno assicurato che il ministro delle Finanze non si sarebbe mosso autonomamente ma concordato la posizione con la Cancelliera.
Ma Berlino non è certo sola. Anche il parlamento finlandese si è opposto alle negoziazioni per gli aiuti, visto che le proposte di Atene «non garantiscono il buon esito delle trattative».
L'UE FRENA: «VIA IMPRATICABILE». La proposta di una Grexit a tempo è stata parzialmente disinnescata da fonti diplomatiche Ue che l'hanno bollata «impraticabile» e «unsinn», cioè senza senso. «Non può essere presa sul serio», è il ragionamento, «perché è legalmente infattibile, senza senso economico e non in linea con la realtà politica».
FRIZIONI POSSIBILI TRA BERLINO E FMI. Il muro tedesco pesa anche sulla proposta del Fmi di estendere le scadenze del debito greco da 30 a 60 anni, per rendere il debito greco più gestibile.
Ma nemmeno la Germania può fare opposizione fino in fondo, perché a rischio non c'è solo il destino della Grecia: «Un incontrollato collasso del sistema bancario greco come debitore sovrano porterebbe dubbi significativi sull'integrità dell'Eurozona nel suo insieme», hanno messo in guardia Bce, Commissione Ue e Fondo monetario. Inoltre il muro di Berlino si scontrerebbe con la condizione, posta da molti parlamenti, di subordinare l'approvazione del salvataggio alla partecipazione del Fondo medesimo.
L'ALLARME DELLE BANCHE GRECHE. A gettare ulteriore benzina sul fuoco, è arrivato poi l'allarme delle banche elleniche. Nonostante il ministro dell'Economia Stathaki abbia assicurato che in caso di accordo, gli istituti «potrebbero riaprire la prossima settimana», i board si preparano allo scenario peggiore. Il sistema, infatti, continua a perdere 100 milioni al giorno.
Non solo. Secondo il New York Times, qualsiasi sarà l'ammontare degli eventuali aiuti che Atene potrebbe ricevere, almeno 25 miliardi saranno necessari per ricapitalizzare le banche. Una cifra doppia rispetto a quella diffusa a giugno.

Dopo il sì dell'ex troika, ora il problema è politico

Wolfgang Schaeuble all'Eurogruppo.

La partita quindi è tutta politica. Dopo che i 'tecnici' dell'ex troika hanno promosso il piano greco, offrendo aiuti per oltre 70 miliardi di euro, ora solo i leader possono decidere se continuare a tenere la Grecia nell'euro oppure accompagnarla alla porta.
I DUBBI DI DIJSSELBLOEM. Più che un problema di misure, ora è un problema di fiducia. «Sarà un incontro abbastanza difficile, ancora non ci siamo, ci sono molte critiche alle proposte greche sulla sostanza e un grosso problema di fiducia», aveva sintetizzato il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem prima della riunione. «Non vedo come potremo raggiungere facilmente un accordo: il governo greco ha fatto di tutto per minare la fiducia», è stato il commento secco di Schäuble.
«Il piano è debole in alcune aree, cominceremo i negoziati quando tutte le condizioni saranno riempite, ma c'è seria preoccupazione sull'attuazione visto che i greci stanno proponendo qualcosa che una settimana fa era stata rigettata al referendum», ha spiegato il viceministro olandese Eric Wiebes.
DUBLINO: «TSIPRAS HA MAGGIORANZA EROSA». La fiducia è venuta a mancare non solo per la 'sfida' di Tsipras all'Ue, con la convocazione del referendum a sorpresa, ma anche perché venerdì ad Atene «la maggioranza parlamentare si è erosa ed è molto difficile far passare le riforme» senza una maggioranza ampia, ha chiarito il ministro irlandese Micheal Noonan.
Non a caso, per il ministro dell'Economia Stathakis, sarebbe «logico un rimpasto di governo dopo che alcuni ministri non hanno sostenuto l'esecutivo guidato da Alexis Tsipras nel voto in parlamento che ha autorizzato Atene a negoziare con i creditori». Anzi, i «dissidenti» di Syriza dovrebbero dimettersi dal parlamento.
Anche in caso di accordo, poi, le tappe per il salvataggio dovranno essere compiute in brevissimo tempo. Passando da sei parlamenti nazionali chiamati a ratificare l'intesa.

Contro i falchi Francia, Italia e Spagna

Con una situazione simile, all'Eurogruppo i falchi hanno gioco facile. Atene non ha molte carte da giocarsi, se non promettere di accelerare l'approvazione delle riforme. Che comunque per Schäuble - e non solo - non sono sufficienti.
Francia e Italia hanno provato ad allargare il fronte dei sostenitori, con François Hollande interessato a imporsi come il vero protagonista della mediazione, anche in funzione anti tedesca.
IL FRONTE PRO-GREXIT. Ma sarà difficile coinvolgere il nutrito numero dei 'seguaci' della Germania, come Slovacchia, Finlandia, Olanda, Estonia, solo per nominarne alcuni. Nel migliore dei casi, con un accordo, le condizioni saranno durissime. La stessa ex troika ha raccomandato un alleggerimento del debito solo dopo che il governo avrà passato tutte le riforme e avrà raggiunto l'avanzo primario concordato.
Con un calcolo approssimativo, potrebbe non succedere prima della fine dell'anno.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso