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RETROSCENA 11 Luglio Lug 2015 1721 11 luglio 2015

Grecia, si spacca fronte tedesco

A Berlino in corso lotta di potere tra Merkel e il falco Schaeuble.

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Angela Merkel e il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble.

All'Eurogruppo si sta consumando «una lotta di potere fra la cancelliera Angela Merkel e il ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, su come procedere nei confronti della Grecia».
È quanto riporta il Bild Zeitung, citando un «funzionario influente» (che non apparterrebbe al ministero delle Finanze), sottolineando come Merkel sia a favore di nuove trattative con Atene mentre il suo ministro giudica le proposte di riforma «inadeguate» e si oppone a ulteriori negoziazioni.
POSSIBILE VETO A TSIPRAS. Secondo il giornale, il super falco potrebbe addirittura porre il suo veto sulle proposte di Tsipras.
Non solo, il super falco di Berlino ha rilanciato proponendo una Grexit a tempo: cinque anni necessari per mettere in ordine i conti greci. Ipotesi definita da fonti Ue «impraticabile e Unsinn», senza senso.
Idea dallla quale nessuno ha preso le distanze a Berlino. Le proposte ateniesi sarebbero poi state liquidate dal dicastero, secondo la Bild, come «un documento da ridere».
SCHÄUBLE, VOCI DI DIMISSIONI. Lo stesso giornale aveva, qualche settimana fa, paventato le dimissioni del ministro oltranzista del risparmio e del rigore nel caso in cui la Bundeskanzlerin si facesse convincere a troppe concessioni.
E Schäuble avrebbe spiegato, in un incontro ristretto, che dal suo punto di vista i colloqui con Atene andavano interrotti da tempo. È stata Frau Merkel a ostinarsi a portarli avanti.
LA LINEA MORBIDA DI MERKEL. Che la cancelliera sia contraria a una Grexit, nonostante le formule sempre più stringate negli interventi pubblici degli ultimi giorni e l'estrema cautela con cui si sta muovendo - come il silenzio in cui venerdì ha fatto cadere l'arrivo delle proposte - è confermato da numerose voci.
In gioco non dovrebbe esserci il risultato parlamentare: in caso di accordo, infatti, il Bundestag dovrà infatti riunirsi per autorizzare le trattative con Atene, e successivamente per varare l'intesa su un eventuale terzo pacchetto di aiuti dal momento che nella Grosse Koalition siedono i socialdemocratici, sostanzialmente contrari a una Grexit, nonostante la posizione durissima assunta dal vicecancelliere Sigmar Gabriel nei giorni scorsi.
LINKE SULLE BARRICATE. Il fronte Antigrexit, in Germania, conta poi anche sul sostegno dell'opposizione: la Linke attacca da giorni il governo, chiedendo un salvataggio last-minute, pena la responsabilità tedesca del naufragio di un popolo europeo.
Il problema di Frau Merkel è quindi tutto interno al suo partito, l'Unione (Cdu-Csu), dove il referendum greco ha fatto esplodere il dissenso dei falchi, portando molti conservatori sulla linea più intransigente. «La mia fiducia nel governo greco è quasi al punto zero. Il pacchetto delle riforme non è ancora credibile», ha detto ad esempio il vicecapogruppo in parlamento della Cdu, Michael Fuchs alla Rheinische Post in uscita domenica.
In un Paese in cui i sondaggi rivelano che la gran maggioranza della popolazione non ha più alcuna fiducia nel governo ellenico, la linea dura continua a essere assolutamente trainante: e anche i socialdemocratici tedeschi si dicono favorevoli a un terzo pacchetto di aiuti soltanto in cambio di duri controlli sulle riforme promesse, come ha spiegato il capogruppo Thomas Oppermann.

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