Economia 15 Luglio Lug 2015 1033 15 luglio 2015

Facebook raddoppia: vale 250 miliardi

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Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook Facebook vola, 'raddoppiando' rispetto al giorno della quotazione in Borsa. E strappa a Google lo scettro di società che più velocemente ha raggiunto una capitalizzazione da 250 miliardi di dollari. Il social network, che vale più di Wal-Mart, ha infatti impiegato solo tre anni a sfondare il tetto, contro gli otto anni di Mountain View, finora l'azienda più veloce a farlo. La guerra per la conquista del web fra i due colossi si ripete così anche in Borsa, e mostra come i due big si trovino in fasi diverse. Allo sbarco in Borsa nel 2012 Facebook valeva 104 miliardi di dollari: ora ha cacciato Wal-Mart dalla top ten delle società con maggiore capitalizzazione di mercato. dall'inizio dell'anno i titoli Facebook sono in aumento del 15% e negli ultimi 12 mesi sono saliti del 35%. GOOGLE STRINGE LA CINGHIA DEI COSTI. In casa Google la situazione appare diversa. Secondo indiscrezioni, Mountain View starebbe stringendo la cinghia per contenere i costi in un contesto di rallentamento degli utili, di calo dei margini e l'andamento piatto dei titoli in Borsa. In attesa della trimestrale, che sarà diffusa il 16 luglio, Mountain View avrebbe avviato una delle sue prime strette sui costi sotto la guida del nuovo chief financial officer, Ruth Porat, nel tentativo di gestire il suo impero in modo più efficiente. Il segnale più chiaro del nuovo atteggiamento è l'assunzione di soli 1.819 nuovi dipendenti nel primo trimestre, l'aumento minore dall'ultimo trimestre del 2013. Google in media ha aggiunto 2.435 dipendenti a trimestre. LIMITAZIONI ALLE ASSUNZIONI. Per molti anni, i vari team di Google hanno ritenuto di poter assumere personale ogni anno. Ora, invece, i manager decidono quali gruppi possono procedere con assunzioni in base alle priorità strategiche: ad esempio, lo scorso anno e' stato imposto un tetto alle assunzioni di Google+, mentre alla divisione Nest è stato consentito di crescere più velocemente. «Sono diventati più grandi e devono controllare maggiormente i costi», affermano alcuni analisti, secondo i quali Google è diventata più frugale con viaggi, forniture ed eventi che richiedono ora più giustificazioni che in passato per essere approvati. "Goggle sta togliendo il piede dall'acceleratore. Non ritengo che stia cambiando filosofia o approccio, lo sta aggiustand", mette in evidenza Carlos Kirjner, analista di Bernstein Research. E questo per riflettere la maggiore complessitaà dell'azienda: finora la rapida crescita dei ricavi ha ridotto l'esigenza di gestire le spese da vicino, ma ;la crescita sta rallentando e c'e' un maggiore bisogno di gestire le spese da vicino. I ricavi di Google sono saliti del 19% nel 2014, in rallentamento rispetto al +21% del 2013, al +22% del 2012 e al +29% del 2011.

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