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BUON ESEMPIO 15 Luglio Lug 2015 0830 15 luglio 2015

Omikron-Bourume, quando i greci creano il lavoro

Una campagna contro i pregiudizi su Atene. E una rete che smista cibi sprecati. Merhan e Xenia, i due giovani inventori: «Qui non siamo tutti pigri e negligenti».

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Era il maggio 2011 quando le immagini di Piazza Syntagma invasa dai movimenti anti-austerità fecero il giro del mondo.
Un'organizzazione pacifica e senza colore partitico ispirata agli Indignados spagnoli si riversò per le città di tutta la Grecia.
Da quel giorno qualcosa è cambiato per sempre nel Paese.
«RISOLVIAMO I PROBLEMI». Merhan, 37enne greco di origine anglo-iraniana, spiega: «Qualche tempo fa ho riguardato le foto di quella piazza e ho capito che lì è accaduto qualcosa di nuovo».
Cosa? «Le persone si sono unite le une con le altre e sono scese per strada. Per la prima volta non hanno chiesto alla politica di risolvere i loro problemi, ma si sono resi conto di essere loro stessi la soluzione alle loro difficoltà».
Merhan mostra una foto di uno di quegli incontri: ci sono quattro persone che aspettano di prendere la parola in mezzo alla folla.
C'ERA PURE VAROUFAKIS. Tre di questi allora non erano in alcun modo all’interno del mondo politico: Yanis Varoufakis, Euclid Tsakalotos e Dimitri Kalaki.
La crisi - dal greco krisis, in senso figurato 'decidere' - ha messo i greci davanti a una scelta: farsi travolgere o usare le proprie risorse per cavalcare la situazione e sporcarsi le mani.
Soprattutto la generazione più giovane, che in Grecia conta più del 60% di disoccupazione, ha deciso di reinventarsi.

Kazakis (secondo da sinistra, capo del movimento Epam), e poi a seguire Katrougalos (ministro per le Riforme), Tsakalotos (ministro delle Finanze) e in piedi Varoufakis (ex ministro delle Finanze) in piazza Syntagma nel 2011. © Mehran Khalili

STOP AGLI STEREOTIPI. «Se il lavoro non viene da te, allora tu devi fare in modo che ti cerchi e ti si attacchi addosso», spiega Merhan.
Da questa intuizione lui, insieme con altri quattro ragazzi, ha fondato nel 2012 l’associazione Omikron.
«Eravamo stanchi di sentire parlare dei greci secondo stereotipi. Da quando la crisi ha travolto il Paese l’informazione internazionale ha iniziato a parlare dei greci come di un popolo che in fondo si è meritato questa situazione. Perché siamo pigri, facciamo le vittime e ci lamentiamo. Ecco, io volevo che questi giudizi fossero basati su dati e fatti concreti».
SOLO UNA PARTE CORROTTA. Merhan aggiunge che «stando alle statistiche, questi aggettivi non corrispondono alla verità. Certo, nessuno può negare che in Grecia ci fosse la corruzione, la mala politica e la negligenza, ma era solo una parte della società. Invece questi appellativi sono diventati stereotipi».

Omikron, l'associazione che fa scoprire ai media stranieri la Grecia 'pulita'

Il logo del progetto greco Omikron.

Omikron si pone come obiettivo primario quello di intercettare i giornalisti stranieri e metterli in contatto con l’altra parte di realtà che va al di là dei luoghi comuni.
Da quel momento, lui e i volontari dell’associazione - che in tutto conta 100 persone di diverse provenienze - hanno iniziato una campagna mediatica contattando i mezzi di informazione stranieri e producendo video animati per sfatare gli stereotipi sul popolo greco.
OLTRE 400 INIZIATIVE. Nel loro sito è stata creata una grassroots map, una bottiglia di ouzo, che rimanda a tutte le 400 associazioni che sono nate durante gli anni della crisi.
Dalle cucine collettive, quelle sull’economia alternativa, passando dalle cliniche solidali, fino alle organizzazioni culturali che offrono anche lezioni di lingua gratuite.
E i più interessati sono i giornalisti britannici seguiti proprio da tedeschi e olandesi.
CUOCHI A CASA TUA. Tra queste associazioni di lavoro alternativo c’è anche 'Tip The Chef', che porta la cucina direttamente tra le mura domestiche, gratuitamente.
Ttc nasce da un gruppo di giovani cuochi di grandi potenzialità che, di fronte all’impossibilità di trovare lavoro, hanno deciso di «portare il lavoro verso di noi con la sola forza della passione», spiegano.
'LE COSE BELLE SONO GRATIS'. The best things in life are free, era lo slogan dell'iniziativa: 'le migliori cose della vita sono gratis'.
Gli chef si propongono a eventi in cui il padrone di casa copre i costi degli ingredienti: in cambio loro cucinano e danno la possibilità ai clienti di creare i piatti con loro.
«La nostra vera ricompensa è fare quello che amiamo in un’atmosfera di divertimento e incontrando nuove persone. Quello che è importante per noi è il feedback di chi ci sceglie», raccontano.

Bourume, la rete contro lo spreco di alimenti

Xenia Papastavrou, ideatrice di “Bourume”.

In Grecia però cresce sempre più la percentuale di chi non ha accesso ai beni di prima necessità come gli alimenti freschi.
Mentre nei supermercati si sprecano grandi quantità di cibo che potrebbe essere donato a chi non può permetterselo.
Da qui è nata l’idea di Xenia Papastavrou, 36 anni: creare una rete che mettesse in collegamento i donatori di alimenti e i cittadini.
Nel 2011 è nato “Bourume”, parola molto evocativa che significa “possiamo”.
«Se stai solo nelle strade», dice Xenia, «puoi aiutare un piccolo numero di persone. Se invece usi internet puoi aiutare tutti».
FACEBOOK È LA CHIAVE. Bourume, infatti, non sarebbe stata possibile senza l’uso del web e dei social media: «Usiamo soprattutto Facebook per raccogliere i messaggi dei donatori e metterli in contatto con chi ha bisogno, così non c’è nemmeno necessità di chiamarci», chiarisce una giovane volontaria appena laureata in Scienze della comunicazione.
Xenia e gli altri volontari hanno creato anche una mappa su Google dove è possibile, solo inserendo il proprio codice postale, intercettare i donatori più vicini alla propria zona.
SALVATI 2.500 PASTI AL GIORNO. Così vengono salvati 2.500 pasti al giorno dai supermercati e dai piccoli produttori.
«Ho iniziato contattando una piccola panetteria a Ovest di Atene e ho trovato il primo cittadino bisognoso», racconta Xenia: «Senza soldi, usando pc e telefono di casa ho iniziato a creare una rete di aiuto».
Dopo un anno una famiglia svizzera si è proposta di pagare l’affitto dell’associazione e l’intero arredamento dell’appartamento a due passi dall’Acropoli.
BASTA UN'IDEA E LA PASSIONE. Il telefono da quel momento non ha più smesso di squillare: molti chiamano per avere informazioni su dove reperire gli alimenti, ma c’è anche chi interviene da ogni parte d’Europa per portare il proprio aiuto.
Tutto senza alcuna quantità di denaro: soltanto con una buona idea e tanta passione.

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