BASSA MAREA 16 Luglio Lug 2015 1145 16 luglio 2015

Ginepraio pensioni d'oro: la dura missione di Boeri

Imporre un prelievo può aiutare i giovani. Ma gli statali sono già sul piede di guerra.

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Tito Boeri, presidente dell'Inps.

È presto per capire come sarà l’Inps targata Tito Boeri.
Può darsi che alla fine sia migliore di quella attuale, anzi probabilmente lo sarà, se non altro perché verrà portata avanti «anche a livello contabile» quella distinzione tra assistenza e previdenza la cui assenza gonfia oggi in modo abnorme le dimensioni del sistema pensionistico italiano, ha detto Boeri presentando alla Camera la relazione annuale dell’Istituto.
Tolta la quota assistenziale, la spesa pensionistica italiana è, sul Pil, in linea con quella degli altri Paesi Ocse.
FLESSIBILITÀ SOSTENIBILE. Boeri ha annunciato, senza scendere in particolari che presto devono essere discussi nelle sedi governative e parlamentari, varie altre novità.
Una “flessibilità sostenibile” per superare le rigidità della riforma Fornero, consentendo di andare in pensione con una riduzione dell’assegno; l’unificazione non onerosa delle posizioni assicurative, che oggi penalizza chi ha cambiato lavori e sistemi previdenziali; una armonizzazione (al ribasso, si teme) dei tassi di rendimento e la possibilità di eseguire versamenti supplementari.
NODO DELLA SOLIDARIETÀ. E infine un prelievo di solidarietà, più sostanzioso si pensa di quello attuale, sulle pensioni d’oro.
Boeri ha detto che crede sia giusto «chiedere a chi ha redditi pensionistici elevati, in virtù di trattamenti molto più vantaggiosi di quelli di cui godranno i pensionati di domani, un contributo al finanziamento di uscite verso la pensione più flessibile».

Pensione contributiva più bassa del 20-30% rispetto alla retributiva

Negli anni scorsi Boeri si è occupato a più riprese di pensioni e ha legato con altri il suo nome al concetto di “ricalcolo contributivo”.
Detto semplicemente, gli attuali pensionati italiani e i prossimi pensionati hanno la pensione calcolata in toto o in parte sulla retribuzione: non più l’ultima, ma comunque in genere gli ultimi 10 anni o i 10 anni migliori.
I nuovi pensionati avranno la pensione calcolata sui contributi, cioè contributiva, e sarà rispetto alla retributiva decisamente più bassa, del 20-30% e oltre.
SERVE UN RICALCOLO. Per sapere a quanto ammonterebbe la pensione contributiva dei “retributivi”, occorre ricalcolarla, in modo che sia un poco più chiaro quanto la comunità “regala” e a chi.
Boeri aggiungeva poi che il ricalcolo chiarirebbe probabilmente come la categoria che più riceve al di là di quanto giustificato dai contributi è quella dei dipendenti pubblici in pensione di anzianità.
OPERAZIONE VERITÀ. Mentre a ricevere meno “elargizioni” sono i dipendenti privati in trattamento di vecchiaia.
Non solo le cosiddette pensioni d’oro ricevono “elargizioni”, anzi anche a livelli inferiori ci sono pagamenti che con il contributivo andrebbero in linea di principio ridimensionati.
La riforma dell’Inps doveva essere quindi, concludeva Boeri, prima di tutto una operazione-verità.

I giovani non avranno più prestazioni aggiuntive

Alcune verità interessanti le ha dette anche quest’anno il bilancio del sistema previdenziale italiano preparato dal gruppo guidato dall’ex sottosegretario al Welfare Alberto Brambilla.
L’analisi osserva come oltre la metà dei 15 milioni di pensionati riceve prestazioni aggiuntive che in genere i giovani destinati a ricevere una pensione contributiva non avranno più.
PRELIEVO PROGRESSIVO. Brambilla, osservando come tutte o quasi le pensioni attuali, retributive, siano in eccesso rispetto al contributivo, propone un prelievo progressivo a partire da 700 euro mensili di pensione, dallo 0,5% (tre caffè) all’8% e con tassi più alti per casi speciali come le pensioni della Banca d’Italia, dei consiglieri regionali e dei parlamentari e di quanti altri hanno trattamenti ancora più “generosi” del calcolo retributivo.
DEBITO DA ABBATTERE. Il tutto da applicare per 5 anni e da destinare all’abbattimento del debito pubblico, dice Brambilla, proprio perché fatto in nome delle giovani generazioni.

I pensionati "d'oro" cominciano da 91 mila euro lordi l'anno in su

L'ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

Boeri propone una diversa destinazione del prelievo sulle pensioni d’oro: il finanziamento di una maggiore flessibilità in uscita. In pratica il superamento della riforma Fornero.
Per ora il concetto di pensione d’oro si rifà, unica base certa, alla Legge di Stabilità 2014 che ha reintrodotto il prelievo di solidarietà cancellato dalla Corte costituzionale nel giugno 2013.
SI VA DAL 6 AL 18%. Si partire da un 6% su quanto supera da 14 a 20 volte il minimo, cioè dai 91 mila ai 130 mila euro lordi l’anno, fino ad arrivare al 18% della quota eccedente i 196 mila euro.
La pensione d’oro incomincia quindi a 91 mila euro annui lordi.
I trattamenti superiori di 14 volte il minimo, che è di 6.511 euro annui, sono meno di 30 mila.
Sono invece 724 mila e 250 con una media mensile di 4.336 euro lordi (circa 2.800 netti) i pensionati con oltre 30 mila euro lordi l’anno.
E il prelievo per contribuire alla flessibilità in uscita potrebbe partire da questo livello.
IN BASE ALLA "REGALIA". Ora, ammesso che queste siano tutte “pensioni d’oro”, non è ancora chiaro se la nuova Inps applicherà il prelievo sulla base di un ricalcolo contributivo.
Sarebbe più giusto, poiché il nuovo e maggiorato contributo di solidarietà, o come si vorrà chiamarlo, sarebbe in base all’entità della “regalia” ricevuta con il retributivo.

Il ricalcolo colpirebbe soprattutto i dipendenti pubblici

L'importo medio calcolato dall'Inps per le pensioni dei dipendenti Pa è più alto per gli uomini, 2.175,1 euro contro i 1.486 euro delle donne.

Non tutte le pensioni da 87 mila euro lordi l’anno, per esempio, sono uguali.
Dipende dall’entità dei versamenti, che sono in funzione della storia retributiva e quindi contributiva, e altro.
Per Tizio il “regalo” può essere di 18 mila euro l’anno, per Caio di 29 mila, per Sempronio di 12 mila.
E per qualcuno, pochi ma qualcuno c’è, praticamente nullo, o quasi.
Una pensione privata gli avrebbe pagato una cifra analoga.
RISCHIO TAGLIO LINEARE. Il timore è che si faccia un taglio lineare, senza ricalcolo: tot prelievo da una certa cifra in su.
Il ricalcolo infatti, come diceva in passato Boeri, colpirebbe soprattutto i dipendenti pubblici: magistrati, alti ufficiali delle Forze armate, alta dirigenza statale.
E assai meno i privati. È difficile che la nuova Inps voglia cacciarsi in un ginepraio romano di liti e cause legali.
TUTTI UGUALI (O QUASI). Quindi, tutti uguali. Ma uguali le pensioni non sono, come storia contributiva.
Sotto una certa cifra, che potrebbero essere i 2 mila mensili netti o forse qualcosa di più, non verrà toccato nulla.
Giustizia, in parte. Opportunità politica, per il resto: 700 mila pensionati irritati e vendicativi sono un conto - e poi si può sempre dire che sono “egoisti d’oro” - 5 o 6 milioni sono un’altra cosa.

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