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L'INTERVENTO 16 Luglio Lug 2015 0850 16 luglio 2015

Grecia, Lagarde: «Ora l'Ue si accordi sul debito»

La numero 1 del Fmi: «Capisco Tsipras, meno la Germania».

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Christine Lagarde.

Christine Lagarde ha ancora una speranza: che l'approvazione da parte del Parlamento di Atene del piano di salvataggio sia "il primo passo" per ripristinare la fiducia tra la Grecia e i suoi creditori. E che i Paesi dell'Eurozona siano in grado di raggiungere in fretta un accordo su una profonda ristrutturazione dell'enorme debito ellenico.
GELO DEL FMI. La numero uno del Fmi parla in un'intervista alla Cnn International poco prima del voto di Atene che ha dato il via libera all'intesa messa a punto nell'Eurosummit di Bruxelles. E dopo il clamore della lettera alla Ue in cui il Fondo monetario di fatto minaccia di non partecipare a tale piano, ritenuto del tutto insufficiente per risollevare le sorti di Atene.
«La mia speranza», ha spiegato Lagarde, «è che si possa procedere con una tabella di marcia molto rigida e che si possa ancora rispondere a quella che per la Grecia e per l'Eurozona è davvero una sfida colossale».
ATTACCO AI FALCHI UE. Anche per questo la direttrice generale del Fondo ha detto di capire il premier greco Alexis Tsipras, la sua posizione e anche la sua amarezza nei confronti dell'Europa. Mentre neanche tanto velatamente critica i falchi dell'Eurozona, a partire dalla Germania, che finora hanno voluto escludere la carta della ristrutturazione del debito di Atene.
Il Fmi invece, ha affermato Lagarde, potrebbe accettare un' intesa che preveda una proroga di lungo termine degli interessi sul debito e un taglio del costo che la Grecia deve pagare sui prestiti che riceve. «Ma i negoziati sono molto difficili», ha sottolineato, e il tempo a disposizione non è molto. Visto che la situazione della Grecia peggiora di giorno in giorno.
E che, ha ribadito Lagarde, gli obiettivi di bilancio fissati nel piano di salvataggio sono di fatto una chimera senza un intervento più efficace da parte dell'Eurozona. La numero uno del Fondo ha spiegato comunque come il primo impegno deve essere quello di Atene, quello di approvare quelle riforme che sia il Fondo sia l'Eurozona ritengono necessarie. Poi, dopo l'approvazione del prestito ponte, Atene deve saldare i suoi conti arretrati col Fondo.

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