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ECONOMIA 17 Luglio Lug 2015 1125 17 luglio 2015

Piano Juncker, come accedere ai finanziamenti in Italia

Firmato il primo accordo tra il Fondo europeo per gli investimenti e il gruppo Bper: 100 milioni per le imprese innovative. Le caratteristiche e i critieri da soddisfare.

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Jean-Claude Juncker.

Dopo una lunga attesa, occupata da strategie politiche per uscire dal tunnel dell'austerity e analisi tecniche piene di punti interrogativi, è ufficialmente partito in Italia il Piano Juncker per gli investimenti. Il primo accordo è stato firmato giovedì 16 luglio in una location prestigiosa, il Museo Ferrari di Modena. Da una parte il Fondo europeo per gli investimenti, dall'altra il gruppo bancario Bper. In palio 100 milioni di euro, che la banca italiana potrà erogare alle piccole e medie imprese sfruttando la garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici.
Non a tutte, però. Per accedere al credito, infatti, le aziende dovranno dimostrare di essere impegnate in ricerca e innovazione, due caratteristiche essenziali per ridare fiato alla crescita e alla competitività del nostro sistema produttivo.
Ecco quali sono i criteri necessari per ottenere le nuove garanzie europee, che coprono fino al 50% del debito residuo del finanziamento concesso dall'istituto di credito.

Le imprese target: da meno di 10 a meno di 500 dipendenti

Le aziende che possono beneficiare dell'accordo vanno dalle cosiddette micro-imprese (imprese autonome che occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro) alle small/mid cap, imprese con meno di 500 dipendenti. Secondo gli esperti de La Financiere de L’Echiquer, casa francese di asset management, proprio il comparto delle small/mid cap ha fatto segnare negli ultimi dieci anni un risultato di gran lunga migliore rispetto alle aziende con dimensioni maggiori. Basti pensare che dal 2004 al 2014 la performance delle aziende meno capitalizzate (tra 150 milioni e 5 miliardi di euro) ha reso annualmente una media del 6%, contro il 2,6% delle imprese più grandi.
Tra i due estremi, c'è spazio per altre due categorie: small (imprese autonome con meno di 50 dipendenti e con un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro) e sme (imprese autonome con meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro).

Finalità: investimenti in macchinari, ricerca e capitale circolante

I finanziamenti garantiti devono avere come destinazione investimenti in immobilizazioni materiali e immateriali, oppure possono contribuire al capitale circolante dell'azienda. Potranno quindi facilitare sia l'acquisto di nuovi macchinari, sia l'avvio o la prosecuzine di attività di ricerca e sviluppo. Così come migliorare il rapporto tra attività e passività a breve dell'impresa, incidendo sui fattori necessari a portare avanti l'attività economica.

Importi: da 25 mila a 7,5 milioni di euro

L'importo minimo dei finanziamenti è di 25 mila euro, quello massimo di 7,5 milioni. È possibile stipulare sia mutui chirografari, che non necessitano di una garanzia ipotecaria ma di quella personale del richiedente o di terzi, sia mutui ipotecari, con una scadenza massima di 10 anni.

I criteri d'innovazione: rischio, crescita rapida, ricerca e potenziale di sviluppo

I beneficiari dei finanziamenti devono dimostrare di fare innovazione. È questa la chiave di volta dell'intero accordo. Ma come si fa a distinguere un'impresa innovativa da una che non lo è? Per rispondere a questa domanda, sono stati elaborati alcuni criteri.
L'impresa che intende avvalersi della garanzia europea, ne deve soddisfare almeno uno tra quelli indicati di seguito:

a) utilizzare il finanziamento per investire nella produzione o nello sviluppo di prodotti, processi e servizi che comprendano un rischio d'insuccesso tecnologico o industriale, evidenziato dalla valutazione di un esperto esterno;


b) essere una cosiddetta fast-growing enterprise, cioè operare nel mercato da meno di 12 anni con una crescita media annua dei dipendenti o del fatturato superiore al 20% all’anno, nel corso di un periodo di tre anni, e con almeno dieci dipendenti all'inizio del periodo di osservazione;


c) operare nel mercato da meno di sette anni con costi in ricerca e sviluppo che rappresentino almeno il 5% dei costi operativi in almeno uno dei tre anni precedenti alla richiesta di finanziamento. Caratteristiche che, nel caso di una start-up priva di storia finanziaria, possono essere accertate tramite un audit dell'anno fiscale corrente;


d) avere un significativo potenziale d'innovazione, che si ritiene soddisfatto in presenza di almeno uno dei seguenti elementi:

1) il revisore contabile dell'impresa ha riscontrato spese in ricerca e sviluppo nell’ultimo bilancio pari ad almeno il 20% del finanziamento richiesto, e il business plan dell'impresa indica un aumento delle spese nello stesso settore uguale o superiore all’importo del finanziamento stesso;
2) l'impresa intende spendere almeno l’80% del finanziamento in attività di ricerca e sviluppo, come indicato sul suo business plan, e usare il rimanente per coprire i costi necessari a mettere in pratica queste attività;
3) il beneficiario del finanziamento ha ricevuto contributi, prestiti o garanzie da programmi europei per ricerca e sviluppo, attraverso strumenti di finanziamento e/o programmi regionali o nazionali a supporto dell'innovazione negli ultimi 36 mesi (il finanziamento non deve essere utilizzato per coprire gli stessi costi);
4) l'azienda ha vinto premi da parte delle istituzioni europee per ricerca e sviluppo o per l'innovazione negli ultimi 24 mesi;
5) l'impresa ha registrato almeno un brevetto negli ultimi 24 mesi e vuole usare il finanziamento per renderne possibile l'utilizzo;
6) l'impresa ha ricevuto, negli ultimi 24 mesi, investimenti da un fondo di venture capital o da un business angel, oppure li ha come azionisti;
7) l'impresa vuole lanciare un nuovo prodotto o espandersi geograficamente, con un investimento il cui impegno finanziario è maggiore del 50% del suo fatturato medio nei 5 anni precedenti;
8) il beneficiario, nel caso si tratti di una Pmi, ha costi in ricerca e sviluppo che rappresentano almeno il 10% dei suoi costi operativi in almeno uno dei tre anni precedenti alla richiesta di finanziamento (oppure, in caso di start-up, ciò si deduce da un audit del corrente anno fiscale);
9) il beneficiario, nel caso si tratti di una small/mid cap, ha costi in ricerca e sviluppo che rappresentano almeno il 15% dei suoi costi operativi in almeno uno dei tre anni precedenti alla richiesta di finanziamento, oppure almeno il 10% dei suoi costi operativi nei 3 anni precedenti alla richiesta di finanziamento.

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