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LO SPORTELLO 17 Luglio Lug 2015 1017 17 luglio 2015

Revolving o revolver? Quella carta è una rapina

I soldi si rigenerano. Ma gli interessi si moltiplicano. Più che credito è usura.

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Questa settimana si parla delle carte di credito revolver. Ops, lapsus freudiano. Volevo dire revolving, ma conoscendo bene il sistema il mio subconscio mi ha fatto pensare alla rivoltella che viene purtroppo puntata alla testa del malcapitato cliente.
Sì perché l’ennesimo risultato della crisi economica è il collocamento di massa da parte del sistema bancario (ma anche finanziario e di società commerciali in genere) della carta di credito revolving, un nuovo tipo di prestito, facile da ottenere e per questo molto più caro che permette di comprare oggi e pagare in rate mensili, invece che a saldo il mese successivo come si fa con le carte di credito tradizionali.
AVVOLTOI SUI CITTADINI ESASPERATI. Gli avvoltoi hanno pensato bene di buttarsi sul cadavere del cittadino esasperato e impoverito dalla recessione che, impossibilitato a pagare quanto acquistato anche a un mese dalla data di spesa, è costretto a dilazionare su un periodo di tempo molto piu lungo (a rate mensili) la restituzione.
Un fido insomma, semplice da ottenere ma con dei tassi di interesse pesanti, sostanzialmente usurai.
LA CARTA TI ARRIVA A CASA. La Banca d'Italia per il trimestre luglio-settembre 2015 ha rilevato un tasso medio effettivo globale su base annua (taeg) del 16,65% per prestiti fino a 5 mila euro, con un tasso soglia usura del 24,65% (il tasso oltre il quale scatta l'usura), il più alto in assoluto rispetto a tutte le altre tipologie di finanziamenti: un prestito personale si aggira intorno al 11-12% di tasso medio, con un tasso soglia del 18-19%.
Numeri succulenti per banche e finanziarie che magari il prestito non lo danno ma la revolving spesso la spediscono direttamente a casa.
BANKITALIA ALZA LA SOGLIA USURA. Grazie mamma Bankitalia, grazie di cuore per aver innalzato la soglia usura quasi al 25 % ed evitato di far accusare (e condannare) banche e finanziarie che possono applicare anche prezzi fino a circa il 24%. Come se applicare il 24% piuttosto che il 25% salvasse l’etica e la coscienza di strozzini e truffatori. Ma questa è l’Italia dove il controllore (Bankitalia) è governato dai controllati.

I soldi a disposizione si 'rigenerano'

Un meccanismo semplice: il cliente ha a disposizione una somma di denaro da utilizzare a piacere, in un'unica volta o in più occasioni, che può restituire con comodi rimborsi mensili.
Quando la usa, la sua disponibilità diminuisce, ma si ripristina automaticamente a ogni rimborso rata. Ogni rata comprende una quota capitale e una quota interessi. La quota capitale va a ripristinare il credito disponibile.
NON CHIAMATELO CREDITO. Così il suo credito non si esaurisce e lui puoi contare sempre su una riserva di denaro che è come una droga per chi deve affrontare con difficoltà le ordinarie spese quotidiane.
La “ricostituzione” continua del credito disponibile con rimborsi minimi mensili (mediamente tra il 3% e il 5% della linea di credito concessa) e gli eventuali nuovi utilizzi comportano una durata non predeterminata del finanziamento ma la rata non cambia.
I venditori-squali delle banche te la spiegano come se fosse l’affare della vita: avere a disposizione sempre una sorta di “salvadanaio” che si riempiva man mano che ripagavi la rata mensile. Quanto sono bravi i bancari a modificare le leggi macroeconomiche: trasformare il credito in risparmio a usura. Keynes li perdonerà.
LA MOLTIPLICAZIONE DEGLI INTERESSI. Questo tipo di carte nasconde un meccanismo perverso di moltiplicazione dei tassi d'interesse per cui sembra che non si finisca mai di pagare. Soprattutto perché la banca e la finanziaria non fanno il computo del debito residuo e poi perché sulle carte di credito revolving il tasso viene applicato a livello mensile e non annuale.
Inevitabile, dunque, che la situazione possa sfuggire di mano al cliente. Secondo i calcoli effettuati da Euroconsumatori, su un contratto per un importo a disposizione di 2 mila euro e per utilizzi di poco più di 12.800 euro distribuiti in sei anni, «il cliente paga più di 17.200 euro. Insomma più di 4 mila di interessi e spese, per avere sempre a disposizione 2 mila euro».
La situazione peggiora se si salta anche una sola rata: gli interessi di mora sono altissimi, una rata da 135 euro può schizzare a 197.
LE MULTE NON INCIDONO. L'Antitrust ha attivato un numero verde (800.16.66.61) a cui far riferimento per le pratiche commerciali scorrette in cui rientrano anche i tassi applicati sulle revolving. Altroconsumo - che un paio di anni fa aveva diffidato un gruppo di istituti (Accord Italia, Agos, American Express Italia, Carrefour servizi finanziari, Cartasì, Compass, Consel, Ducato, Findomestic, Unicredit Family FinancingBank) che rilasciavano queste carte 'cappio' per le clausole vessatorie nascoste nei contratti - ha predisposto sul suo sito un servizio per calcolare il reale costo del pagamento rateale con una revolving.
Qualche multinazionale è stata pure multata ma voi pensate che le banche e le finanziarie non mettano in bilancio un accantonamento (che incide forse dello 0,5% dei guadagni) a fronte di tanto grasso che cola?
Fino a che trovano polli da spennare, che non si rendono conto della trappola in cui cadono, della spirale senza fine di pagamenti imposti prima di poter sancire la chiusura del debito, perchè fermarsi?

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