AFFARI 21 Luglio Lug 2015 1354 21 luglio 2015

Isole greche, la crisi spinge il business

Da al Thani a Johnny Depp: emiri, star e oligarchi si comprano gli atolli ellenici. Sul mercato ce ne sono 100. Prezzi fino a 200 mln. Ma la burocrazia è un freno.

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Non la casa né la barca, ma l’isola. L’ultima moda dell’estate è “comprarsi” direttamente un’isolotto greco.
Egeo, Ionio, Mar di Creta, ce n'è per tutti i gusti e portafogli. Ma rispetto al passato si fanno grandi affari da quando il Paese è stato costretto dalla Troika a incassare 50 miliardi dalle privatizzazioni e i privati non hanno più accesso al sistema creditizio.
DEPP, 4,2 MLN PER STRONGILI. A dare il là a questa moda è stato l’attore Johnny Depp, che in settimana ha chiuso il contratto per Strongili, 110 metri di spiaggia situata nel Mar di Levante. Avrebbe staccato un assegno da 4,2 milioni di euro, pare, per dare alla sua compagna Amber Heard un isolotto tutto per loro, dopo che la sua ex moglie, la cantante Vanessa Paradis, si era tenuta dopo il divorzio l'atollo nell'arcipelago delle Bahamas.
La stampa greca dice che sarebbero alla ricerca di occasioni anche Brad Pitt e Angelina Jolie. Avrebbe già comprato, e per 15 milioni, il re degli investitori americani Warren Buffett, l’isolotto di Agios Thomas. In un’operazione dove il milionario sarebbe affiancato da altri raider come il discusso italiano Alessandro Proto, famoso sia per il tentativo di scalare il Corriere della Sera sia per alcune traversie giudiziarie.
UN'ISOLA PER I RIFUGIATI? In Svizzera Pierre Rusconi, parlamentare dell’Unione democratica di centro e reduce da una vacanza a Rodi, ha conquistato tutte le prime pagine elvetiche proponendo di comprare un isolotto greco per poter dare un accesso al mare alla Confederazione: «E potrebbe venire utilizzata anche come centro sportivo d'élite, per i nostri atleti ma, pure, quale luogo di villeggiatura sicuro, per i nostri cittadini».
Rusconi è stato subito scavalcato a destra dal suo compagno di partito Lukas Reimann. Il quale ha appoggiato il progetto, ma con una finalità diversa. «Andrebbe bene per trasferirci i nostri rifugiati», ha detto. Ma Reimann non è il primo politico a fare gaffe sul tema.
250 MILA CASE INVENDUTE. Nel 2013 a Silvio Berlusconi scappò, di fronte ad alcuni giornalisti greci, un’uscita che ad Atene la ricordano ancora: «L’ho detto a Samaras, se c’è qualche isola greca da comprare per aiutarvi, fammelo sapere. Io ci sono!».
Al di là del gossip, l’immobiliare spera nel “commercio” delle isole per rimettere in piedi un settore che rasenta la bolla. Complici i prezzi ancora troppo alti e la corsa al mattone iniziata con le Olimpiadi del 2004, in tutto il Paese ci sono circa 250 mila case invendute.

Cento isole sul mercato: i prezzi vanno da 1 a 200 milioni

Principi sauditi e oligarchi russi ancora munifici avrebbero iniziato già a comprare scogli nel mare, mentre i fondi dei Paesi arabi e di Mosca stanno acquistando pezzi di quartieri ad Atene e Salonicco sperando in grandi cementificazioni e speculazioni.
AL THANI COMPRA OXIA. Proprio il miliardario russo Dmitry Ribolovlev, il patron del Monaco famoso per il divorzio più caro al mondo (ha pagato 3,2 miliardi per liberarsi di Elena Rybolovleva), ha sborsato ad Athina Onassis 125 milioni per regalare a sua figlia Ekaterina la lingua di spiaggia di Skorpios. Hamad bin Khalifa al Thani, ex emiro del Qatar e proprietario del Paris Saint-Germain, ha speso 5 milioni di euro per l’isoletta di Oxia.
Ma si fanno affari anche a meno. Stando alle prime stime - sulle 3 mila disponibili - ci sarebbero al momento circa un centinaio di isole sul mercato. In un range tra 1 milione e oltre 200 milioni di euro ci sono scogli quanto lande desolate, “dotate” di spiaggia, pineta, collinetta, mulino e porticciolo per l’attracco dello yacht.
OMFORI COSTA 50 MILIONI. Per avere qualche idea, ci vogliono 6 milioni per Kardiotissa, la più grande isola in saldo nell'Egeo, famosa per immersioni, barca a vela e sport di avventura.
Un milione in meno per Nafskia con i suoi panorami mozzafiato o per i boschi e il parco marino (protetto) di Nissos Sofia.
Costa invece 50 milioni di euro Omfori, che il maggiore sito del settore, Private Islands, ha così descritto: «È l'essenza della perfezione greca».
Ma al di là delle dimensioni, sul costo incidono anche l’accesso all’acqua potabile, quello all’elettricità e la possibilità di costruire.
SERVONO 32 AUTORIZZAZIONI. Difficile poi avere a che fare con la burocrazia locale: prima di comprare bisogna passare sotto le forche caudine di 32 autorizzazioni. Il governo, poi, può bloccare l’operazione se il compratore «mette in pericolo la sicurezza nazionale». C’è poi da garantire la piena accessibilità alle spiagge, che in Grecia restano sempre più pubbliche, pure se ti chiami Onassis, e dove tutti possono stendere un telo o gettare l’ancora.
E ancora più conflittuale rischia di essere il rapporto con l’erario locale. La Troika ha imposto ad Alexis Tsipras non soltanto di aumentare le tasse sulla casa, ma anche di tagliare le agevolazioni fiscali. Manterranno un regime agevolato sull’Iva (una riduzione del 30%) soltanto le isole più remote. Ma sono le più belle.

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