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ALLEANZE 24 Luglio Lug 2015 1829 24 luglio 2015

Tremonti scrive a Varoufakis: questa Europa così com'è non va

L'ex ministro dell'Economia: Non serve più Unione, serve una vera confederazione.

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Secondo le statistiche di OperParlamento, Giulio Tremonti, esponente del gruppo Grandi autonomie e libertà, è stato assente dal Senato nel 79,88% delle sedute: l'ex ministro dell'Economia ha presenziato a Palazzo Madama 757 volte su 3.763.

Dopo mesi di silenzio durante i quali ha rifiutato di rilasciare interviste e di esprimersi su quanto stava accadendo ad Atene, Giulio Tremonti torna a parlare della crisi europea. E lo fa con una lettera indirizzata a Dominique Strauss-Kahn e Yanis Varoufakis, il marxista eretico che voleva sfidare Bruxelles, scritta insieme con l'economista Paolo Savona.
«Caro Yanis, caro Dominique, concordiamo con voi sul fatto che la vita e la civiltà non possono essere ridotte a un mero calcolo di tassi di interesse; che che oggi non sono gli aspetti tecnici dell'Europa ad aver bisogno di un cambiamento ma la visione politica», si legge nella missiva che l'ex ministro delle finanze greco ha pubblicato sul suo sito. «La storia ci insegna che per raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo cambiare la mentalità delle persone o quantomeno ammettere che degli errori sono stati commessi. Siamo d'accordo sul fatto che le piazze di protesta vanno evitate e che dobbiamo trovare una nuova strada, sulla quale camminare, a prescindere dal paese o dal partito politico da cui proveniamo».
VA PENSATO UN PROGETTO DI CONFEDERAZIONE. L'ex ministro del governo Berlusconi, che fu disarcionato dalla crisi finanziaria del 2011, parte da Camus e dalla conferenza del 1955 sul futuro dell'Europa, dallo «spirito di critica», razionalista, cartesiano, illuminista, che è alla base della democrazia e del progresso raggiungi nel vecchio continente, per muovere la sua critica radicale all'Unione Europea di oggi, incapace di darsi «una Difesa comune» ma capace invece di imporre a tutti gli Stati membri le stesse «dimensioni per le verdure». «Oggi in Europa non abbiamo bisogno di più unione», scrivono, ma di pensare e discutere un vero progetto di «confederazione».

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