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RIFORME UE 28 Luglio Lug 2015 1100 28 luglio 2015

Euro tasse, il piano del superministero di Schäuble

Schäuble prepara l'unione fiscale. Con un dicastero esecutore dell'austerity. Anche Monti ha studiato il progetto. Dopo il 2016 imposte decise da Bruxelles.

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Wolfgang Schaeuble all'Eurogruppo.

Un progetto che coltiva da quando era il braccio destro di Helmut Kohl.
La Germania Ovest preparava la riunificazione, Wolfgang Schäuble, giovane ex ispettore fiscale brillantemente prestato alla politica e designato alla successione del cancelliere, sognava un'Europa guidata dal duo tedesco-francese e retta dalla disciplina fiscale e di bilancio.
Una Commissione europea forte votata direttamente dal popolo, ma con le regole dei trattati Ue già scritte dai tecnocrati, nel rispetto dei tradizionali rapporti di forza tra i potentati europei che per secoli si sono litigati l'Europa.
LE EUROTASSE DELL'UE. Superministri di Bruxelles a imporre e controllare i bilanci nazionali, una moneta unica coniata sul supermarco come lo statuto della Banca centrale europea (Bce) lo è sul modello della Bundesbank tedesca.
L'unione politica europea, infine, riflesso dell'unione economica.
Stando alle indiscrezioni del magazine tedesco der Spiegel Schäuble, ministro delle Finanze degli ultimi due governi Merkel, sta scrivendo insieme con la Commissione Ue un piano per un «superministro delle Finanze Ue» svincolato dai governi di campanile, che imponga «eurotasse» ai cittadini europei.
MINISTERO DELL'AUSTERITY. Dagli Anni 90 Schäuble, ex avvocato e ministro chiave degli Interni durante il passaggio della capitale da Bonn a Berlino, propone a Bruxelles un'Ue accentrata con regole comuni dettate dagli Stati più forti per “integrare” tutti gli altri.
Prima viene la Germania, dietro c'è la Francia.
I socialisti all'Eliseo hanno accettato, insieme ai socialdemocratici di Berlino, di spartirsi la torta e la plancia di comando, «Le prime idee per finanziare il superministero fiscale sarebbero discusse seriamente», scrivono i media tedeschi.

«Risorse considerevoli» della Germania per il superministero Ue delle Finanze

Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, presidenti di Commissione e Consiglio Ue.

Rappresentante dello Stato più popoloso dell'Ue, Schäuble, che non ha smentito la notizia, sarebbe disposto a «cedere considerevoli risorse finanziarie del gettito fiscale tedesco a un budget indipendente dell'unione monetaria, gestito da un ministro delle finanze europeo».
Il fondo disporrebbe di «fonti proprie d'entrata», tra le quali la possibilità di imporre una «sovratassa», e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Junker avrebbe anche chiesto all'ex premier italiano Mario Monti di studiare come creare una «capacità fiscale» dell’area euro.
JUNCKER D'ACCORDO. La proposta è sposata anche Elmar Brok, europarlamentare della Cdu vicino all'ex premier lussemburghese Junker.
«L'Eurozona deve riflettere sull'idea di tasse proprie», ha detto il politico tedesco, lasciando trapelare che Bruxelles valuta questa possibilità.
Prima della crisi dell'euro Juncker, cristiano-democratico colomba e raccordo (suo malgrado), tra i governi di centro-sinistra europei e i conservatori - nel 2012 si è dimesso da capo dell'Eurogruppo «stanco» delle ingerenze franco-tedesche - non era contrario agli eurobond.
Quando Giulio Tremonti era ministro delle Finanze italiano, li chiedeva insieme a Parigi.
Ma la Germania, adducendo la motivazione di «politiche di bilancio ancora nazionali», fu categorica nel dire no.
RIPIEGO DEGLI EUROBOND. Eletto Juncker a capo della Commissione Ue, i francesi sono ripartiti alla carica sulla condivisione.
Però Juncker, che di mediazioni sull'euro alle spalle ne ha, ha ribadito come impraticabile la strada degli eurobond, «a causa dell'opposizione tedesca e di altri Paesi».
L'unione fiscale dell'Ue, a vantaggio dei tedeschi, potrebbe essere la quadra per raggiungere un'intesa tra Francia, la Germania e a cascata gli altri Stati membri.
Anche il governo italiano la valuta una «proposta da prendere in considerazione, se è collegata all'integrazione politica».

Francia e Italia d'accordo a traino della locomotiva tedesca

Angela Merkel e il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble.

I cristiano-democratici bavaresi, l'ala più conservatrice della Cdu-Csu, solerte nel difendere le tasche dei contribuenti tedeschi, si è sollevata di fronte all'ipotesi di tasse dall'alto dell'Eurozona: «Un piano pericoloso».
Anche la cancelliera Angela Merkel, attenta a conservare il consenso, è prudente: la Germania è lo Stato che, finora, ha più difeso il diritto alla sovranità nazionale di fronte alle decisioni di Strasburgo e di Bruxelles.
Nel 2011 la Corte costituzionale tedesca ha ribadito il diritto popolare, attraverso il Bundestag, di autorizzare o meno le riforme istituzionali dell’Ue, in materia di spesa pubblica, dopo che un gruppo di cittadini aveva impugnato la ratifica del Fondo salva-Stati europeo, disegnato nientemeno da Schäuble, ministro ombra dell'Eurogruppo, come alternativa agli eurobond.
LE PAURE DEI CONTRIBUENTI. Il terzo e ultimo maxi prestito alla Grecia attraverso l'Ems (evoluzione del Fondo salva Stati) è stato, non a caso, votato quest'estate dal parlamento tedesco.
Ma le schermaglie tra Merkel e Schäuble sono un teatrino imbastito per tranquillizzare l'opinione pubblica.
Ci sono buone ragioni per credere che, lentamente, il progetto del ministro delle Finanze tedesco che ha umiliato Atene prenderà forma: i contribuenti tedeschi si renderanno conto che alla lunga un dicastero Ue custode ed esecutore dell'austerity è nel loro interesse.
DISEGNO FRANCO-TEDESCO. Alla discussione al Bundestag sul salvataggio di Atene, il leader dei socialdemocratici Sigmar Gabriel, vice cancelliere dell'esecutivo di Grande coalizione, ha rivendicato il «diritto franco-tedesco di guidare l'Unione europea».
Il premier greco Alexis Tsipras che aveva sfidato Bruxelles con il referendum è stato costretto a rientrare nell'alveo delle riforme d'austerity, pena la Grexit, dopo un serrato incontro a porte chiuse - waterboarding, ha ironizzato la stampa anglosassone - tra Merkel e il presidente francese François Hollande.
Ci vorrà un po' di tempo per realizzarlo, oltre il 2016. Ma il superministro Ue delle Finanze rientra in un disegno scritto da tempo.

Twitter @BarbaraCiolli

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