Economia 28 Luglio Lug 2015 1748 28 luglio 2015

Veicoli commerciali: +18,6% a giugno

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Il mercato dei veicoli commerciali in Europa è cresciuto a giugno per il sesto mese consecutivo: le consegne sono state 197.203, con un incremento del 18,6% sullo stesso mese 2014. Nei sei mesi le immatricolazioni sono state 1.030.140, in aumento del 12,9% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso. I dati sono dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei. L'aumento delle consegne di veicoli commerciali a giugno ha riguardato tutti i segmenti e ha interessato tutti i principali mercati europei: il mercato è cresciuto del 9,4% in Germania, del 12,5% in Italia, del 12,9% in Francia, del 18,5% nel Regno Unito e del 49,7% in Spagna. Nella prima metà dell'anno la Spagna ha registrato un aumento delle consegne del 36,8%, il Regno Unito del 21,8%, l'Italia dell'8,6%, la Germania del 4,6% e la Francia dell'1,6%. Le immatricolazioni di veicoli commerciali fino a 3,5 tonnellate sono state 163.738 (+16,3%) a giugno e 854.733 nei sei mesi (+12,3%), mentre quelle dei veicoli commerciali sopra le 16 tonnellate (esclusi autobus e pullman) sono state nel mese 23.360 (+32,7%) e nel periodo 126.039 (+20,3%). Le consegne di bus e pullman sono state a giugno 3.596 (+28,6%) e nel primo semestre dell'anno 18.669 (+16,9%). LA FILIERA DELL'AUTO VALE IL 5% DEL PIL. «Considerando sia la fase industriale sia quella distributiva l'intera filiera dell'auto genera in Italia quasi il 5% del Pil». Lo sostiene una ricerca Unioncamere-Prometeia sui maggiori mercati europei dell'automotive presentata oggi al Senato. Lo studio sottolinea che la filiera dà lavoro a 1,2 milioni di persone creando 27 miliardi di valore aggiunto solo per la parte industriale. Secondo la ricerca quindi quello dell'automotive è un settore strategico sia per la ricerca che crea che per il sostegno che dà all'occupazione e ai consumi. Per questo spiega non è vero che non necessita più di supporto pubblico. La domanda contenuta nelle pagine della ricerca è se bastino interventi di sistema come quelli sul lavoro o la tassazione o se servano interventi su misura. «Oggi i policy makers italiani devono scegliere se mettere o meno risorse pubbliche in un'industria che continuerà a essere cruciale per l'economia manifatturiera italiana - scrive nella prefazione il presidente della Commissione industria del Senato Massimo Mucchetti - non si tratta di tornare al passato, di tentare la clonazione fuori tempo delle partecipazioni statali, ma di usare bene lo strumento degli incentivi mirati su territori e su progetti e di usare meglio, senza complessi, il Fondo Strategico della Cassa depositi e prestiti quando se ne presentasse l'opportunità».

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