Silvano Cassano 150730165750
RETROSCENA 30 Luglio Lug 2015 1710 30 luglio 2015

Alitalia, il caos a Fiumicino mette nei guai Cassano

Incendi e blackout in aeroporto. Alitalia perde 80 mln. E l'ad finisce nella bufera. Gli obiettivi di bilancio sono sempre più lontani: così Etihad medita il ribaltone.

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Fuoco, fiamme e black-out. I guai di Fiumicino lasciano a terra i viaggiatori italiani e stranieri, sgonfiano le gomme di Alitalia, portano Etihad sull'orlo di una crisi di nervi.
Gli emiri, socio di minoranza (ma nemmeno troppo) col 49% del pacchetto azionario, sono stanchi.
I contrattempi dello scalo della Capitale hanno già fatto perdere 80 milioni di euro tra voli cancellati e biglietti rimborsati. E andando avanti di questo passo sarà difficile centrare gli obiettivi annunciati all'inizio del 2015.
OBIETTIVO: TORNARE IN UTILE NEL 2017. Come si può pensare di tornare in utile nel 2017, di avere un avanzo di 108 milioni, se si continua ad allargare i cordoni della borsa per risarcire i passeggeri danneggiati?
Come si può ripartire coprendo le perdite lasciate dalla gestione precedente, che dal 2008 al 2014 hanno raggiunto la cifra di 1,6 miliardi?

IN GIOCO IL FUTURO DI CASSANO. Fonti ben informate hanno spiegato a Lettera43.it come, in gioco, ci sia il futuro di Silvano Cassano, amministratore delegato di Alitalia Sai, nominato con la firma con Etihad, un passato sempre da ad in Benetton, agli ordini della stessa famiglia che tramite Atlantia controlla Adr, Aeroporti di Roma, società che gestisce Fiumicino.
Etihad ritiene Cassano direttamente responsabile della situazione negativa in cui versa la compagnia.
E la dimostrazione di quanto lui stesso senta il fiato sul collo è tutta nella lettera con cui Alitalia ha minacciato di lasciare Fiumicino se dovesse continuare a puntare sui low cost.
GRANDI PROGETTI PER FIUMICINO. Sullo scalo della Capitale gli emiri avevano deciso di puntare forte, con un progetto di potenziamento che prevedeva il coinvolgimento di archistar internazionali e l'introduzione di sette nuove rotte a lungo raggio, mentre Linate sarebbe stata destinata soprattutto ai collegamenti con le capitale europee, e Malpensa sarebbe diventata hub per i cargo.
Più viaggi, più aerei, più passeggeri. Con Roma al centro, forte di un incremento da 87 a 113 voli settimanali, contro i 25 di Milano.
Ma, per ora, quella scommessa non ha pagato.
ADR ASSICURA INVESTIMENTI PER 11 MILIARDI. Adr ha assicurato l'impegno di 11 miliardi per un piano di sviluppo, rivendicando i risultati delle rilevazioni di Airport council international, secondo cui la qualità percepita dell'hub romano sarebbe superiore a quella di scali come Francoforte, Madrid e Parigi.
I rapporti tra l'ormai ex compagnia di bandiera e la società che gestisce Fiumicino sono ai minimi storici e il primo a farne le spese potrebbe essere proprio Cassano. Se le sue referenze in Benetton possono aver influito in qualche modo per favorire la nomina ad amministratore delegato, ora potrebbero rivoltarglisi contro.

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