Christine Lagarde 150708205455
CRISI 30 Luglio Lug 2015 2140 30 luglio 2015

Grecia, il Fmi si chiama fuori dagli aiuti

Il Fondo non partecipa alla prima tranche. E sta fuori finché non ci sarà il taglio del debito.

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Christine Lagarde.

Non c'è pace per la Grecia e per il governo Tsipras. Trovato l'accordo con l'Ue, ora Atene rischia di perdere l'appoggio del Fondo monetario internazionale. E per colpe che non sono del tutto sue.
Il taglio del debito greco, schizzato al 200% del Pil, è da tempo la condizione indicata da Christine Lagarde per continuare a partecipare al piano d'aiuti, che prevede 82-86 miliardi di euro. Una cifra stanziata dall'Eurosummit che prevedeva anche la partecipazione del Fmi.
NIENTE PRESTITI A CHI NON PAGA. Il Fondo, però, non può prestare soldi a un Paese che non rimborsa. A dirlo è il suo statuto. Si tratta, dunque, di un impedimento concreto, che potrebbe portare alla fine della Troika. Il board, riunitosi a Washington il 30 luglio, ha ribadito di non poter appoggiare l'accordo.
Resterà seduto al tavolo delle trattative, ma scioglierà le riserve sulla partecipazione o meno al piano d'aiuti solo successivamente, quando i leader dell'area euro si accorderanno sulla riduzione del debito, una decisione rimandata a ottobre.
REFERENDUM INTERNO A SYRIZA. Un'altra brutta notizia per Alexis Tsipras, già alle prese con i problemi interni alla sua maggioranza e a Syriza. Il partito non può più restare diviso mettendo a rischio la sopravvivenza del governo e i voti in parlamento, va ricompattato, e per farlo il premier ha proposto un referendum interno per capire chi è favorevole e chi è contrario all'accordo con l'Ue. Chi dovesse perdere sarebbe costretto ad adeguarsi al volere della maggioranza.
Intanto l'unica certezza è che la prima tranche d'aiuti, prevista entro il 20 agosto per permettere il pagamento di 3,4 miliardi alla Bce, non vedrà la partecipazione del Fmi. Poi si vedrà.

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