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CONTROMISURE 31 Luglio Lug 2015 1031 31 luglio 2015

Grecia, così i cittadini aggirano il blocco bancario

Apertura di conti all'estero. Investimenti in Bitcoin. Rivendita di beni di lusso. Con il limite ai prelievi, si corre ai ripari. In attesa dei 25 miliardi di aiuti.

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Cittadini greci in coda al bancomat.

Ai tempi della crisi (e delle limitazioni ai prelievi di capitale) ad Atene bisogna pur sempre fare la spesa, pagare l’affitto e le bollette, retribuire dipendenti o saldare i fornitori.
Conti online, monete virtuali, rivendita di beni di lusso: i greci si sono ingegnati per superare i paletti imposti dalla locale banca centrale.
Ma così facendo hanno messo in ginocchio il locale settore creditizio, che fino a quest’anno avrebbe accumulato tra debiti e bad loan oltre 100 miliardi. E che avrebbe in cassa appena una ventina di miliardi, con i depositi che prima del blocco dei bancomat sono calati a giugno soltanto di 8 miliardi.
60 MILA NUOVI CONTI IN BULGARIA. In quest’ottica, e non potendosi presentare più dai loro sportellisti, migliaia tra piccoli imprenditori e professionisti si stanno rivolgendo a banche all'estero per aprire nuovi conti online. Sessantamila, dall’introduzione delle restrizioni bancarie, si sarebbero affidati a istituti della Bulgaria.
Ma sono molto gettonate anche le banche cipriote, romene, britanniche e tedesche. In questo modo si possono sia far defluire i soldi portati via dal Paese dall’inizio della crisi sia effettuare transazioni senza finire nel mirino delle autorità di Atene.
BITCOIN, QUOTAZIONI SU DEL 400%. E pensare che chi si è rivolto all’estero, si è visto bloccare in terra ellenica sia il conto online sia il profilo Paypal per inviare o ricevere denaro. Così c’è chi ha visto nel Bitcoin una soluzione per continuare a usare i canali di acquisto elettronico.
Non a caso le quotazioni della criptomoneta sono aumentate del 400% tra maggio e giugno. Ma non manca chi compra Bitcoin nel tentativo di proteggere i propri capitali oppure per facilitare il “nascondiglio” dei propri soldi oltre confine.

Boom di immatricolazioni: Lexus +184% e Porsche +150%

Alexis Tsipras.

Cambia il mezzo ma non la logica per chi si rifugia nel lusso. In un Paese dove sono stati smobilitati dalle banche circa 40 miliardi dall’inizio dell’anno, in molti stanno comprando oro, diamanti e - se non sono paperoni - auto di lusso.
Nei primi cinque mesi dell’anno c’è stato un boom nelle immatricolazioni: le Lexus segnano un +184,6%, Land Rover il 137,5, la Porsche il 150. E non perché nel Paese vada di moda il modello Fast & Furious: questi bolidi si piazzano all’estero con facilità.
ATTESA PER I 25 MLD DI AIUTI. Questo il quadro in un Paese dove le banche stanno premendo per mantenere le restrizioni alla circolazione dei capitali, fino a quando i partner non anticiperanno parte dei 25 miliardi del terzo salvataggio destinato a ricapitalizzare il mondo del credito.
Eppure c’è chi guarda al comparto con interesse e spera anche di guadagnarci grazie ai soldi che stanno per piovere da Bce e Unione europea.
La Germania, per esempio, preme perché gli istituti ellenici tornino subito in carreggiata approfittando delle regole del bail in (partecipano alla ricapitalizzazione anche i correntisti). Questo perché le banche tedesche sarebbero intenzionate a fare acquisizioni a prezzi stracciati di realtà che a breve saranno salvate ancora una volta con i soldi della Bce.
L'IPOTESI DI UNA BAD BANK. Alcuni fondi internazionali, che in questi mesi hanno guadagnato non poco speculando sui titoli greci, avrebbero suggerito ad Alexis Tsipras una stragegia molto semplice e (per loro) ancora più conveniente: da un alto unire le quattro principali banche del Paese (Banca nazionale di Grecia, Eurobank, Piraeus e Alpha Bank) in due grandi realtà, dall’altro utilizzare parte dei 25 miliardi del terzo salvataggio per creare una bad bank.
In questo scenario la finanza internazionale promette già di essere un partner silenzioso e affidabile.

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