Banda Larga 150806232620
PROGETTO 6 Agosto Ago 2015 2214 06 agosto 2015

Banda larga, Renzi promette saremo 'leader in Europa'

Il Cipe stanzia 2,2 miliardi. Il premier: «In tre anni saremo leader». 

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È una delle grandi scommesse del governo: arrivare a connettere con la banda ultralarga tutto il territorio nazionale. Il 6 agosto il Cipe ha approvato un piano economico da 12 miliardi, di cui 5 verrebbero dai privati e 7 dal pubblico. In particolare, 4,9 vengono da iniziative del governo e 2,1 dai Fondi strutturali regionali, ha spiegato il primo ministro Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi. L'obiettivo è creare un'infrastruttura capace di raggiungere «10 milioni di italiani, 800 comuni, oltre 400 ospedali, 2000 scuole, 5000 sedi della Pubblica amministrazione».
2,2 MILIARDI STANZIATI DAL CIPE. Per ora il Cipe ha stanziato 2,2 miliardi, da parte delle istituzioni pubbliche dunque ne mancano 2,7. Ma il premier è ottimista: «Sulla banda larga saremo leader in Europa nel giro di un triennio». E batte sugli investimenti privati: «A questo punto per gli operatori di telefonia non c'è da fare altro che mettersi in gioco perchè alle aree nere ci pensa il governo». E proprio su questo fronte, il presidente del consiglio assieme al suo consigliere Andrea Guerra, che si sta occupando proprio del piano banda ultra larga, ha incontrato a Palazzo Chigi Vincent Bolloré, presidente del Consiglio di sorveglianza di Vivendi, ora primo socio di Telecom, società che ha aderito dopo molte polemiche al progetto di governo. Da Telecom, ha fatto sapere in giornata la società, sono in arrivo 750 milioni di euro «per dare un forte impulso al processo di digitalizzazione del Paese partendo dal Centro-Sud». L'operatore infatti si è aggiudicato i bandi per quasi tutte le regioni meridionali, cofinanziati dallo Stato.
DA PAESE DEL SUD DEL MONDO A NUOVA SVEZIA. Tuttavia i capitali che gli operatori privati dovrebbero mettere sul piatto sono molti di più. La strada, insomma, è lunga. Attualmente l'Italia è fanalino di coda in Europa per le infrastrutture digitali, anzi una vera outsider, assieme a Grecia, Paesi balcanici e Turchia. E se si allarga lo scenario al pianeta, il digital divide consegna l'Italia alla categoria delle nazioni in via di sviluppo del Sud del mondo. Renzi però promette che entro tre anni il nostro Paese si sveglierà come una nuova Svezia.

Il digital divide tra la capacità di trasmissione dati in Italia e negli altri Paesi europei. Fonte Ookla (http://www.ookla.com/)

Le differenze nella capacità di trasmissione dati a livello globale. Fonte Ookla (http://www.ookla.com/)

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