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LO SPORTELLO 7 Agosto Ago 2015 1306 07 agosto 2015

Diffidate dai consulenti bancari troppo 'esperti'

Credere nelle proprie capacità può far sottovalurare i rischi. Che paga il cliente.

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Proseguiamo nel cammino della finanza comportamentale parlando questa settimana della baldanza cognitiva che è uno dei mali che affliggono il risparmiatore al cospetto degli squali bancari.
Come sappiamo, le scelte di investimento avvengono in condizioni di incertezza e quindi di rischio. Ovviamente ognuno cerca di far sì che il rischio sia calcolato in modo da poterlo fronteggiare.
Questi calcoli sono basati essenzialmente su estrapolazioni del passato in vista di previsioni sul futuro.
Le previsioni si basano su due tipi di conoscenze:

A) quello che avverrà nel mondo economico

B) I modi in cui gli altri(investitori) reagiranno agli eventi di cui al punto A

Uno sportello bancario.

La psicologia cognitiva ha mostrato che le persone sono inguaribilmente ottimiste, hanno cioè una fiducia eccessiva nelle loro credenze e conoscenze. Questo non vuol dire genericamente che sperano che le cose vadano bene, bensì - nel senso più tecnico - che sopravvalutano il grado di fiducia che ripongono nella dimensione e precisione delle loro conoscenze.
In altri termini peccano di presunzione cognitiva, dagli psicologi chiamata baldanza cognitiva, e che viene misurata attraverso una tecnica standard che prevede 10 domande di cultura generale (del tipo «quanti km è lungo il fiume Po?») a cui gli interlocutori non devono dare una risposta esatta ma, per ogni domanda, devono fornire un valore minimo e massimo tali da essere sicuri al 90% che la risposta giusta si collochi all'interno dell'intervallo così definito.
TROPPO SICURI DI NOI STESSI. Ebbene, in media la maggioranza delle persone sbaglia quattro-cinque risposte. Eppure se il livello di fiducia impiegato per stabilire ogni intervallo era del 90% non si sarebbe dovuta sbagliare più di una domanda .
Questo risultato non ha a che fare con il tipo di argomenti scelti: potete ripetere la prova con un vostro familiare e domandargli, ad esempio, quando è nata la bisnonna, quante finestre ci sono nella casa di campagna di un amico, l'altezza di un parente, è così via.
Scoprirete che le persone sistematicamente soffrono di baldanza cognitiva (overconfidence).
Se un vostro amico o il vostro consulente bancario si ritiene un esperto provate a costruire un questionario con domande finanziarie: quante lire valeva un franco svizzero 50 anni fa ? Quanto è scesa la Borsa italiana dal 2008 a oggi ? E quale è stato il suo andamento dal 2000 al 2008?
ANCHE IN BANCA TANTI FINTI ESPERTI. Scoprirete ancora una volta che anche i presunti esperti non sanno calibrare la certezza delle cose che pensano di conoscere. In sostanza ritengono di aver certezze maggiori di quelle che hanno. O meglio quelle certezze sono anche frutto di un processo di formazione, addestramento, training e coaching cui i bancari sono sottoposti sistematicamente. In maniera tale da 'costruire' consulenti che, come abbiamo visto per tutti gli esseri umani, credono di essere più preparati e precisi di quanto non siano in realtà
Ecco perché consigliamo sempre di rivolgersi a una consulenza esterna (alle banche) e indipendente perché a costoro, retribuiti ad hoc dal risparmiatore, ci si può rivolgere con più autonomia di pensiero e sottoporli anche al test di cui sopra.
Mentre nei confronti del consulente bancario scatta un blocco 'psicologico ' legato al fatto che l'istituzione che sta alle spalle dello stesso e la retribuzione fissa mensile possa essere garanzia di professionalità ed etica.
Potreste pensare che quanto più una persona è esperta tanto meno è incline a riporre una fiducia eccessiva nelle sue certezze.
Questo è vero solo per alcuni tipi di scienziati, non sicuramente per gli esperti di finanza ed economia .
IL CASO DELLA SALOMON BROTHERS. In un articolo del Wall Street Journal del 16 novembre 1998 dal titolo emblematico All vetta are off: how The salesmanship and brainpower failed al long term capital (Tutte le scommesse sono fallite: come l'esperienza commerciale e le grandi menti hanno fallito, ndr) si racconta una storia che è nota agli addetti ai lavori
Nel 1994 John Meriwether, il famoso negoziatore di obbligazioni della Salomon Brothers, David Mullins, ex vice presidente della Fed, e i due vincitori del premio Nobel per l'economia Myron Scholes e Robert Merton, diedero vita a un fondo, il Long Term Capital Management (acronimo Ltcm... scelta infelice visto ciò che poi successe in realtà sui 'tempi lunghi').
Dal 1994 al 1998 le cose andarono bene: 4 miliardi di dollari gestiti, 100 milioni di dollari in prestito dalle banche per la loro strategia principale che era quella di fare 'scommesse' sull'andamento futuro delle obbligazioni, soprattutto di Paesi in via di sviluppo.
Nell'agosto 1998 però la Russia svalutò il rublo e non onorò alcuni debiti. Si innescò un effetto domino che portò alla svalutazione di molte monete di Stati in via di sviluppo. Le persone cercarono rifugio in investimenti sicuri ed i prezzi dei Btp americani raggiunsero le stelle.
PERSO IL 90% DEL VALORE IN UN MESE. Il patrimonio di Lctm crollò in un mese a meno di un miliardo di dollari e la Fed temette che il fondo dovesse liquidare tutte le sue posizioni per restituire i soldi alle banche, facendo così precipitare la crisi in corso. Intervenne in tal caso un consorzio di banche di affari che di fatto finì per acquistare il fondo iniettandogli 3 miliardi e mezzo di liquidità!!!
Ora, come è stato possibile che un fondo guidato da persone tanto esperte perdesse il 90% del suo valore in un mese? È evidente che nel definire i loro modelli dei mercati questi super esperti sottovalutarono la complessità del mondo e la possibile coincidenza temporale di eventi avversi.
Si comportarono proprio come la maggioranza dei profani nell'esercizio di cui sopra: stabilirono un intervallo delle possibilità troppo stretto !
Quindi in realtà essere esperti, o credersi tali, non giova, non riduce la overconfidence ma al contrario questa viene spesso accentuata in quanto si pensa di avere un controllo maggiore degli avvenimenti. Una persona inesperta è più incline a credere nella incertezza del futuro e al verificarsi di eventi inaspettati .
LA DOPPIA FACCIA DELLE BANCHE. Non è successo così anche per i così dei bond Argentini o Cirio ? Anche in questo caso si è incappati in due fenomeni derivanti dall'overconfidence e dalla sottovalutazione della complessità. Ma la ricerca spasmodica di rendimenti più alti, senza rendersi conto del l'insicurezza che veniva imbarcata acquistando titoli che, pur rendendo più dei Bot (all'epoca al 13% ma con una inflazione al 12%), erano offerti da emittenti il cui profilo di rischio era sproporzionato rispetto al rendimento.
E oggi queste persone non pensano di essere state loro a prendere le decisioni sbagliate, ma di essere state fuorviate a causa di un rapporto con il consulente inadeguato.
Questo sentimento, nella giungla delle banche, è comprensibile se avevano un rapporto di delega formale rispetto al venditore che si erano ritrovato di fronte.
Ma si sa che spesso, anzi quasi sempre, il rapporto di delega con il consulente è informale e in tal caso c'è subdola corresponsabilità da parte delle banche che stabiliscono dapprima un rapporto friendly con il cliente, in maniera tale da fargli abbassare le barriere difensive, salvo poi fare spallucce quando le situazioni precipitano perché la decisone... è del cliente!
Ma con il senno di poi (ci torneremo sull' argomento) tutti sono bravi !

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