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ANALISI 10 Agosto Ago 2015 1555 10 agosto 2015

Iwh: «La crisi greca? Berlino ci guadagna 100 mld»

Pubblicato lo studio dell'Halle institute for economic research: «Il pareggio di bilancio di Berlino è merito della Grecia».

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Il cancelliere tedesco Angela Merkel e il premier greco Alexis Tsipras.

Il pareggio di bilancio tedesco, l'obiettivo a cui tutti gli Stati europei aspirano, compresa l'Italia che l'ha inserito addirittura in Costituzione, è merito dei greci. O meglio della crisi di Atene.
Questa la conclusione messa nero su bianco nello studio pubblicato il 10 agosto dall'Halle institute for economic research (Iwh), istituto non profit tra i principali centri di ricerca economica tedeschi.
«Il pareggio di bilancio in Germania è in gran parte il risultato di pagamenti di interessi più bassi a causa della crisi del debito europeo», scrivono i ricercatori dell'Iwh nello studio che Lettera43.it ha ottenuto. Secondo le simulazioni degli economisti tedeschi, la crisi del debito ellenico ha portato a «una riduzione dei tassi del Bund di circa 300 punti base». Tradotto in risparmio per le casse di Berlino, sono oltre 100 miliardi in meno da ripagare ai creditori, una quota pari a più del 3% del Prodotto interno lordo (Pil) della Germania.
PER BERLINO BENEFICI SPROPORZIONATI. La dinamica è semplice da capire, meno scontati sono i suoi risultati. In un momento di crisi, gli investitori cercano titoli sicuri e le obbligazioni decennali del debito tedesco sono le più sicure della zona euro: «Il risultato», per l'Iwh, è che «la Germania ha beneficiato in modo sproporzionato di questo effetto».
I ricercatori hanno analizzato gli effetti sul mercato dei titoli di Stato delle notizie altalenanti sulla crisi e sui negoziati per il salvataggio greco, giorno per giorno, confrontando l'andamento dei Bund tedeschi con quello delle obbligazioni di Atene. A una cattiva notizia sulla Grecia, i rendimenti dei titoli della Germania calavano e quelli ellenici ovviamente salivano.
OGNI NOTIZIA VALEVA 20-30 PUNTI BASE. «Gli effetti», scrive l'istituto tedesco, «sono simmetrici» e in corrispondenza di eventi importanti si sono registrati movimenti di 20-30 punti base al giorno. Il mercato, per esempio, ha reagito con preoccupazione alla probabilità di vittoria di Syriza, premiando indirettamente il governo tedesco. E la tendenza si è ripetuta in occasione del rifiuto di Tsipras dell'imposizione della Troika, o ancora nel momento in cui il leader ellenico ha indetto il referendum.
Quando, invece, la Grecia ha accettato il memorandum, l'effetto si è ribaltato: il rendimento dei Bund è aumentato e quello sui titoli greci è sceso. Lo studio dell'Iwh calcola che, in generale, le buone notizie arrivate da Atene tra la fine del 2014 e l'inizio di quest'anno, considerate complessivamente, sono costate a Berlino tassi più alti di circa 160 punti base.

La crisi Greca ha fruttato più del suo costo

Sulla base di questi dati, i ricercatori tedeschi hanno provato a simulare l'andamento dei tassi dei Bund in un contesto di mercato indipendente dalla crisi del debito. Nel suo comunicato l'Iwh dice di aver dimostrato «con buona approssimazione» quanto la crisi ellenica abbia impattato sul bilancio federale tedesco.
I TRE SALVATAGGI? BERLINO SPENDE 90 MLD. Per la loro simulazione gli studiosi hanno utilizzato una metodologia standard - chiamata regola di Taylor - e hanno concluso che nel quinquennio 2010-2015, grazie alle turbolenze sulla Grecia, la Germania ha risparmiato oltre 100 miliardi di euro.
Cosa significa? Per i ricercatori è chiaro: la crisi del debito ellenico ha fruttato ai tedeschi più di quanto sia costata. Anche sommando i due salvataggi già sottoscritti con quello attualmente in negoziazione, la quota che ricade sulle spalle dei contribuenti tedeschi non va oltre i 90 miliardi.
BENEFICI SPESSO TRASCURATI. Troppo spesso a Berlino si parla dei costi del salvataggio di Atene e i benefici vengono «trascurati», fanno notare dall'Iwh: «Se la Grecia paga i suoi debiti, o paga in parte, i risparmi sono notevoli», ma anche se non ne pagasse nessuno «la Germania sarebbe comunque in vantaggio».
Un'affermazione che non solo dovrebbe far riflettere il Bundestag, ma anche il resto dell'Unione. Perchè significherebbe che l'interdipendenza tra il debito di Berlino e quello degli altri Stati Ue c'è già nei fatti, ma in questo caso avrebbe favorito la stabilità tedesca solo a patto che un altro Stato sia in crisi, alimentando un meccanismo perverso per cui le formiche esistono, solo se ci sono le cicale.

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