Economia 10 Agosto Ago 2015 1622 10 agosto 2015

Mediobanca, -2,2% le vendite delle imprese

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Dall'inizio della crisi il numero degli operai si è ridotto dell'8,5% La crisi prosegue e porta con sé pesanti ricadute su vendite e livello di occupati. Per le grandi imprese che producono in Italia l'anno scorso le vendite sono scese del 2,2%, del 4,3% sul solo mercato interno, con l'occupazione in calo dell'1,1%. Questo scenario a tinte fosche emerge dai dati del rapporto Ricerche & Studi di Mediobanca. E le stime per il 2015 non confortano: il miglioramento più probabile è nei soli investimenti. - 8,5% IL NUMERO DEGLI OPERAI, IMPIEGATI IN CALO DEL 2%. I dati sull'occupazione nelle 2055 maggiori imprese dell'industria e dei servizi che lavorano in Italia non sono mai stati positivi dal 2008. Dall'inizio della crisi le attività di questi grandi gruppi hanno subito un taglio dell'8,5% del numero di operai (che sale al 12,3% nella sola manifattura) e del 2% di impiegati. A ridurre maggiormente i dipendenti sono stati i gruppi di proprietà estera, che hanno perso il 19% dei propri operai e quasi l'8% degli impiegati. IL POTERE D'ACQUISTO RIDOTTO DEL 2,3% DAL 2006. il potere di acquisto dal 2006 è sceso del 2,3% Chi è rimasto nelle aziende non guadagna di più: il potere di acquisto dal 2006 è sceso del 2,3%, con segnali di tenuta solo nella manifattura (+1%) e un costo del lavoro nei gruppi pubblici in media superiore del 25% rispetto a quelli privati. IN CRESCITA IL FATTURATO NEL SETTORE DELLE PELLI, CROLLA L'EDILIZIA. Dall'inizio della crisi le imprese della pelle e cuoio hanno visto aumentare i fatturati di oltre il 33%, le imprese di costruzione (cioè soprattutto i general contractor) del 26%, il conserviero del 21%, con tutto l'alimentare in positivo. Molto male invece i prodotti per l'edilizia (-38%), il settore stampa ed editoria (-36%) e le Tlc, che dal 2008 hanno ceduto il 24% dei ricavi.

Nel 2014 gli investimenti sono cresciuti del 9%. +9% GLI INVESTIMENTI, IN AUMENTO DEL 4% QUELLI NELLA MANIFATTURA. Segnali positivi dagli investimenti: l'anno scorso sono cresciuti del 9%, con la manifattura in aumento del 4%. Il trend dovrebbe proseguire anche nel 2015, con attesa per il settore dei servizi che è il più lento a cercare una via d'uscita dalla crisi. Il problema è che comunque si è perso tantissimo: in totale dal 2005 le attività italiane dei grandi gruppi hanno tagliato in generale il 31% di investimenti, con le aziende pubbliche in calo del 43% e il terziario del 52%. IL 70% DEL PRODOTTO REALIZZATO SENZA MANODOPERA ITALIANA. Il 70% di quanto prodotto dalle grandi imprese italiane è 'realizzato senza coinvolgere impianti e manodopera nel Paese, anche perché i margini di redditività sono la metà di quelli oltreconfine: l'indice di redditività è del 5,2% contro il 14,3% all'estero.

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