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FACCIAMOCI SENTIRE 10 Agosto Ago 2015 1746 10 agosto 2015

Migliorare il sistema di infrastrutture? Un'utopia

Per ottimizzarlo servirebbe abbandonare i localismi. Ma siamo ancora molto lontani.

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Il banco del check-in di Alitalia all'aeroporto di Milano Malpensa.

I giornali hanno recentemente riportato una dichiarazione della Cassa depositi e prestiti (Cdp): «Occorre investire 80 miliardi di euro in aeroporti per evitare contraccolpi al Paese».
Chi viaggia in aereo e subisce i disservizi degli aeroporti italiani non può non essere d’accordo con un’affermazione simile. Se poi vediamo quanto successo recentemente all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, considerando gli incendi interni ed esterni all’aeroporto con tutte le conseguenze del caso, quanto riportato dalla Cdp nel report di luglio sembra come leggere una pagina del Vangelo.
Occorre però fare attenzione, in quanto gli aeroporti sono una parte, sia pur molto importante, del sistema infrastrutturale di un Paese. Il tema è la mobilità delle persone e delle merci a un rapporto costo/beneficio adeguato e garantendo al tempo stesso un elevato standard di servizio.
SERVE MIGlIORARE TUTTO IL SISTEMA. Un sistema infrastrutturale adeguato riguarda quindi autostrade, ferrovie, porti e aeroporti e si potrebbero aggiungere anche le autostrade telematiche per i servizi necessari al collegamento delle varie infrastrutture. Le varie componenti del sistema devono “parlarsi” e interagire tra di loro.
Fare un mega aeroporto al quale sarebbe difficile accedere (via ferrovia o autostrada) avrebbe poco senso. Stessa cosa dicasi per un porto. In Italia questo problema è particolarmente importante in quanto ogni comune, ogni provincia o ogni distretto vorrebbe avere il proprio aeroporto o comunque il proprio sistema infrastrutturale in linea con le esigenze locali e non con una visione più ampia relativa a come rendere competitivo il sistema Paese.
IL NORD INVASO DA HUB VICINI TRA LORO. Un esempio? Prendiamo a riferimento il parallelo di Bologna e, andando verso Nord, vediamo quanti aeroporti esistono: oltre a quello felsineo, ci sono gli aeroporti di Bergamo, Bolzano, Brescia (Montichiari), Cuneo, Forlì, Genova, Milano (Linate), Milano (Malpensa), Parma, Rimini, Torino, Treviso, Trieste, Venezia, Verona. Volendo si potrebbero aggiungere anche Aosta e Villanova d’Albenga e spero di non averne dimenticati altri.
Quasi tutti questi aeroporti hanno una vocazione internazionale e credo nessuno sia specializzato in un servizio particolare (charter, low cost, merci, etc.). Stante le peculiarità del servizio aeroportuale ogni scalo deve essere dotato di servizio Enac, polizia, vigili del fuoco, consegna bagagli, check in, biglietterie etc. che rappresentano costi insostenibili per un aeroporto che non abbia una taglia adeguata (ovvero un traffico passeggeri superiore ad una certa soglia).
L'ESEMPIO VIRTUOSO DELLA FRANCIA. La Lombardia, pur in presenza della crisi attuale, rappresenta una delle regioni più ricche e industrialmente più evolute d’Europa. Solo un folle potrebbe non essere d’accordo sulla necessità che sia dotata di un grande hub aeroportuale. Questo avrebbe dovuto essere Malpensa. Ma di qui con un treno ad alta velocità si sarebbero dovute raggiungere altre città nel raggio di 150 km nello spazio di 30/45’.
Ma chi riuscirebbe a spiegarlo ai torinesi, ai bergamaschi, ai genovesi, ai parmensi etc.?
I francesi, per esempio, vanno da Lione (pur dotata di un aeroporto importante) direttamente dentro il Charles de Gaulle (circa 500 km) in poco più di due ore e poi hanno a disposizione le rotte per quasi qualunque Paese del mondo.
IL CASO DELL'AREOPORTO DI FIRENZE. Purtroppo noi italiani non abbiamo questa attitudine di vedere le cose in modo sistemico. Infatti attualmente si stanno facendo investimenti importanti per ammodernare l’aeroporto di Firenze.
A mio avviso quello del giglio, anche considerando la limitazione dei suoi spazi e la vicinanza alla centro urbano, deve rimanere un aeroporto “elitario” dedicato ai voli privati.
La città sarebbe infatti raggiungibile in pochi minuti con un adeguato servizio ferroviario sia dall’aeroporto di Bologna che da quello di Pisa.
Tra l’altro la linea Firenze-Pisa avrebbe un estremo bisogno di essere rinnovata, anche per migliorare il servizio alle migliaia di pendolari interessati.
TROPPI INTERESSI CAMPANILISTICI. Tranquilli, non succederà mai. Ci sono troppi interessi di campanile e piccoli vantaggi a favore dell’una o dell’altra delle parti interessate per non realizzare una simile progettualità.
Alla fine il risultato sarà di spendere molto di più sia in investimenti che in spese di gestione e di non offrire comunque un servizio adeguato alle necessità dell’utenza (senza calcolare i rischi di altro genere e natura).
I politici saranno però felici di aver realizzato un’opera in buona parte inutile) che gli faccia guadagnare un po' di consenso locale. Nell’attuale modo di comunicare sembra che la loro preoccupazione più grande sia la redazione del comunicato stampa. Tutto il resto è un dettaglio.
Speriamo quindi che la”nuova” Cassa depositi e prestiti non sia soggetta alla stessa patologia. Il tema è quindi definire il sistema infrastrutturale di questo Paese in una visione integrata delle sue componenti. Solo così persone e merci potranno muoversi in modo adeguato e solo così si migliorerà la competitività dell’Italia rispetto ai peers internazionali.
E questo sì che sarebbe un gran bel comunicato stampa.

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