Economia 12 Agosto Ago 2015 0144 12 agosto 2015

Exor principale azionista dell'Economist

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Exor vede un potenziale di crescita della testata legata soprattutto alla digitalizzazione

La famiglia Agnelli rafforza la sua presenza nel mondo dei media. La holding di famiglia Exor aumenta la propria partecipazione nel capitale sociale del Gruppo The Economist dal 4,7% al 43,4%, dopo aver acquistato la nuova quota da Pearson per un investimento complessivo di 405 milioni di euro. Exor diventa così il principale azionista singolo. PERFEZIONAMENTO PREVISTO NEL IV TRIMESTRE 2015. L'operazione, finanziata con mezzi propri di Exor, ha il sostegno unanime del Cda di The Economist. Il suo perfezionamento è previsto nel IV trimestre 2015 ed è subordinato alle autorizzazioni di legge, nonché all'approvazione sia da parte degli azionisti de The Economist con la maggioranza del 75% sia da parte dei suoi Trustees indipendenti, che continueranno a presidiare i valori editoriali del giornale. E' stato inoltre concordato che, previa approvazione degli azionisti, lo statuto de The Economist sia modificato per limitare al 20% i diritti di voto di ogni singolo azionista e per garantire che nessun singolo individuo o società possa detenere più del 50% delle azioni del Gruppo. POTENZIALE DI CRESCITA NEL SETTORE DIGITALE.L'investimento effettuato da Exor in The Economist rientra nell'ambito di altre partecipazioni di lungo termine detenute direttamente e indirettamente nei settori dei media e dell'editoria nel corso degli ultimi decenni, tra cui Bantham Books, Random House, Le Monde, Rcs MediaGroup, Italiana Editrice (La Stampa /Secolo XIX) e Banijay Group. «La decisione del Gruppo di investire insieme a noi, mediante l'acquisto di azioni proprie, ci rende ancora più convinti dei meriti del nostro investimento, in quanto segno della fiducia in un futuro brillante e redditizio - spiega John Elkann, presidente e ad di Exor-. Insieme riteniamo che The Economist abbia un enorme potenziale di crescita, in particolare per la sua capacità di cogliere le numerose opportunità di sviluppo legate alla digitalizzazione del settore dei media, sotto la guida di Zanny Minton Beddoes e di Chris Stibbs».

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