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MERCATI 12 Agosto Ago 2015 1101 12 agosto 2015

Cina, la doppia svalutazione dello yuan affossa le Borse

Petrolio e lusso giù. Milano -3%. Listini Ue in caduta libera. Spettro guerra valutaria.

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La doppia svalutazione dello yuan in 24 ore da parte della Cina ha affossato i mercati globali, che ora temono l'inizio di una nuova guerra valutaria.
Dopo il primo taglio inatteso dell'1,9%, Pechino ha limato il valore di riferimento di un ulteriore 1,62%.
PANICO SUI MERCATI. Lo yuan in due giorni ha perso il 3,5% del suo valore in Cina e circa il 4,8% sui mercati mondiali, provocando il crollo dei listini occidentali.
Chiusura in netto calo per Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 2,96% a 22.997 punti sulla scia dei forti ribassi fatti nel resto delle piazze continentali. Parigi ha perso il 3,40%, Madrid il 2,44%, Francoforte il 3,27%, Londra l'1,40%e Atene del 1,93%.
Nel complesso i listini europei hanno bruciato 227 miliardi.
PETROLIO E LUSSO GIÙ. A risentire della svalutazione sono i prezzi delle materie prime (petrolio ai minimi da sei anni) ma anche i produttori dei beni di lusso (auto, moda e gioielli).
L’obiettivo di Pechino è quello di aiutare l’export cinese per rilanciare l'economia, ma si teme che queste mosse possano provocare l'inizio di una nuova guerra valutaria.
BINI SMAGHI: «RISCHIO EFFETTO DOMINO». Secondo Lorenzo Bini Smaghi, presidente della Société Génerale oltre che della Snam, ed ex membro del board della Bce, «gettarsi nella guerra delle valute è sempre un rischio, se non altro perché si inducono le altre banche centrali a fare altrettanto, abbassando i valori delle rispettive monete». Si tratta, aggiunge Bini Smaghi in un'intervista a Repubblica, di «un gioco micidiale che compromette la domanda mondiale generando una deflazione planetaria perché come sempre a quel punto nell'accezione comune la tendenza al ribasso di prezzi e tassi continuerà e tutti continueranno a rinviare acquisti e investimenti».

Il liveblogging dei mercati

17.33 - MILANO CHIUDE IN FORTE CALO: -2,96%. Piazza Affari chiude pesante. Il Ftse Mib lascia sul terreno il 2,96% a 22.997 punti. (ANSA).

16.53 - ATENE TERMINA IN FLESSIONE DEL 1,93%. La Borsa di Atene chiude in calo. L'indice Bs Ase cede l'1,93% a 691,4 punti. In ordine sparso i bancari con Alpha Bank che guadagna il 3,05%, Eurobank l'1,49% National Bank of Greece lo 0,79% mentre Piraeus Bank cede il 3,01 per cento.

16.30 PIAZZA AFFARI CROLLA CON L'EUROPA: -3%. Piazza Affari, così come il resto dei listini europei, scivola ancora con il Ftse Mib che perde il 3,08% a 22.974 punti. Maglia nera resta Fca (-6,59%), seguita da Cnh (-4,32%), Ferragamo (-4,9%), Luxottica (-4,5%). I listini peggiori sono Parigi (-3,37%) e Francoforte (-3,34%).

12.34 - MILANO -2,3%, PESANO MONCLER E FCA. Si conferma debole Piazza Affari sul finire della mattinata (Ftse Mib -2,31% a 23.151 punti), quasi tutta in rosso. La svalutazione dello yuan decisa dalla Cina, pesa in particolare sui titoli del lusso, da Moncler (-4,22%) e Luxottica (-4,19%) a Ferragamo (-3,82%). Deboli Fca (-3,81%) e Cnh (-3,3%), insieme agli altri automobilistici europei. In controtendenza Pirelli (+0,13%), Wdf (+0,1%) e Tenaris (+0,17%). Sprint di Saras (+5,15%) e Zucchi (+3,8%) tra i titoli a media capitalizzazione.

12.00 - L'EUROPA CROLLA, GIÙ AUTO E MINERALI. Seduta in profondo rosso per le borse europee, tutte in calo di oltre due punti percentuali con la sola eccezione di Londra (-1,6%). Maglia nera a Parigi (-3%), seguita da Francoforte (-2,6%), Milano e Madrid (-2,2%). Zavorrano i listini, preoccupati per gli effetti della svalutazione dello yuan e per la crescita della Cina, i titoli più esposti all'economia asiatica, come le materie prime e le auto. Beneficiano invece delle nuove tensioni i titoli di Stato di tutta l'eurozona: gli investitori si rifugiano in particolare sul bund tedesco, i cui rendimenti scendono allo 0,6%, mentre il rendimento dei titoli biennali emessi dalla Germania scende di un punto base e tocca un nuovo record di rendimento negativo (-0,29%), il punto più basso da quando Bloomberg ha iniziato a raccogliere dati nel 1990. Il rendimento del Btp decennale scende di 2 punti base all'1,761%.

11.30 - BANCA CENTRALE CINESE RASSICURA. Alla luce della situazione dell'economia domestica e internazionale non ci sono ragioni economiche per una continua svalutazione dello yuan. Lo afferma la People's Bank of China, secondo quanto riporta Bloomberg, ricordando che la Cina ha un tasso di crescita relativamente alto, mantiene un surplus nelle partite correnti e dispone di ampie riserve di valuta straniera e di un sistema finanziario stabile. Secondo la Pboc la volatilità dello yuan potrebbe aumentare temporaneamente, in attesa che si trovi un equilibrio sul mercato dei cambi, ma dovrebbe diventare «ragionevolmente stabile» dopo un breve periodo di aggiustamento.

11.00 - MOODY'S: CINA VERSO NUOVO TAGLIO DEI TASSI. I dati della produzione industriale cinese sotto le attese nel terzo trimestre potrebbero indurre la Banca centrale a un nuovo ribasso dei tassi di interesse per poter spingere i prestiti. Lo scrive l'agenzia di rating Moody's.

10.30 - MILANO RIDUCE IL CALO, MALE I TITOLI DEL LUSSO. Riduce il calo Piazza Affari dopo un'ora di scambi (Ftse Mib -1,87% a 22.254 punti) e l'intero paniere dei grandi titoli in rosso ad eccezione di Pirelli (+0,13%), che passa di mano ai 15 euro fissati per l'Opa di Marco Polo, il veicolo italo-cinese (65% ChemChina e 35% Camfin) che la controlla. Segnano il passo i titoli del lusso da Yoox (-3,74%) a Moncler (-3,71%), Luxottica (-3,13%) e Ferragamo (-2,98%), legati al mercato cinese. Difficoltà anche per Finmeccanica (-3%) e Fca (-3,06%).


10.00 - BORSE EUROPEE KO, MILANO -2,5%. Scivola Piazza Affari assieme alle borse europee sui timori legati alla situazione della Cina. Il Ftse Mib perde il 2,5%. Sotto pressione i titoli legati all'economia cinese come quelli del lusso e le auto. Yoox cede il 4%, Fca il 3,81%, Luxottica il 3,6% e Moncler il 3,6%.


9.30 - FMI ACCOGLIE POSITIVAMENTE LA MOSSA CINESE. L'Fmi accoglie con favore la scelta della Banca Centrale cinese di determinare il tasso di cambio con un nuovo meccanismo che permetterà al mercato «un ruolo maggiore». Lo afferma un portavoce del Fondo dopo che la Cina ha svalutato la moneta allentando l'aggancio con il dollaro e annunciando che terrà conto da ora in avanti anche dell'andamento del mercato. Secondo l'Fmi una maggiore flessibilità nei tassi consentirà a Pechino una rapida «integrazione nei mercati finanziari globali».


9.00 - PIAZZA AFFARI APRE IN CALO. Apertura in calo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in ribasso dello 0,71% a 23.526 punti.


8.30 - PETROLIO AI MINIMI DA SEI ANNI. Non si arresta la caduta del prezzo del petrolio in scia alla svalutazione dello yuan cinese. Il greggio Wti cede lo 0,5% a 42,89 dopo che ieri era scivolato di oltre il 4% toccando i minimi degli ultimi 6 anni.

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