Angela Merkel Wolfgang 150713161847
INTESE 12 Agosto Ago 2015 2213 12 agosto 2015

Memorandum Grecia, Germania poco convinta

L'accordo sulle riforme, secondo Berlino, sarebbe «troppo al ribasso». Eurogruppo il 14 agosto.

  • ...

Angela Merkel e Wolfgang Schaeuble.

Tra Atene e il piano di aiuti di 80 miliardi c'è, ancora una volta, Berlino. Il memorandum, che prevede riforme la cui approvazione è prevista a partire dal 13 agosto, sta creando tensioni all'interno del governo tedesco. Se nel pomeriggio del 12 agosto indiscrezioni del tabloid Bild avevano parlato di un'intesa insufficiente per la Germania, citando un documento redatto dal ministero delle Finanze guidato da Wolfgang Schaeuble, in serata il ministero dell'Economia ha fatto sapere di valutare «positivamente lo stato delle trattative».
SMENTITE DAL MINISTERO. Un portavoce citato dalla Bild ha spiegato che «il ministero (tedesco) dell'Economia è sorpreso dalle notizie sulla presunta presa di posizione del governo». Una posizione concordata del governo ancora non c'è, ha spiegato lo stesso dicastero guidato dal vicecancelliere socialdemocratico Sigmar Gabriel. Eppure nel documento in inglese visionato da Bild, Berlino si lamenterebbe del fatto che in molti punti l'intesa resta indietro rispetto a quanto concordato nel vertice straordinario di luglio.
Questioni critiche rimangono il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale, sostenibilità del debito e privatizzazioni. Solo sulla liberalizzazione del mercato del lavoro, sulla riforma delle pensioni e sul rafforzamento del settore finanziario ci sarebbero «molte sovrapposizioni» con le decisioni di luglio.
PER BERLINO MANCA UNA DIREZIONE CHIARA. Per il governo tedesco mancherebbe invece una chiara direzione nella strategia di riforme e una tabella di marcia definita. Berlino non sarebbe nemmeno soddisfatta della riduzione programmata dell'avanzo primario per i prossimi anni. Critiche anche sulla costituzione di una sola task force entro ottobre per le privatizzazioni: «Creare solo un gruppo di lavoro non basta», si legge.
La posizione di Berlino ha spinto il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem a convocare i ministri in via straordinaria il pomeriggio di venerdì 14 agosto a Bruxelles, per affrontare di persona tutte le resistenze e valutare se procedere con un nuovo prestito ponte, rinviando ancora l'ok finale.

Correlati

Potresti esserti perso