Economia 13 Agosto Ago 2015 1857 13 agosto 2015

La spesa pubblica cresce a 135 miliardi

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Pubblica amministrazione

Tanta spending review per nulla, o quasi. È passata da 128 a 135 miliardi (+3 miliardi per gli enti locali e +7 miliardi per le aziende sanitarie) la spesa pubblica per i beni e servizi, ovvero quella che va dalla cancelleria alla benzina. A rivelarlo rapporto della Corte dei Conti nella "Relazione sugli andamenti della finanza territoriale - Analisi dei flussi di cassa: Esercizio 2014". La Corte sottolinea che i trasferimenti agli enti previdenziali crescono da 309 a 318 miliardi e quelli alle Regioni da 131 a 139 miliardi. La spesa passa da 821,5 miliardi nel 2012 agli 838,1 dello scorso anno con un aumento in termini assoluti di 16,6 miliardi di euro. Il picco della spesa degli ultimi 3 anni è stato raggiunto nel 2013 quando i

pagamenti totali del settore pubblico si sono attestati a quota 843,2 miliardi.

IN CALO LA SPESA PUBBLICA PER IL PERSONALE A 158 MILIARDI. Guardando i singoli settori l'andamento è più o meno simile: il settore statale ad esempio passa da 470,1 miliardi nel 2012 a 499,7 nel 2014 con picco nel 2013 (504,9 miliardi). Lo stesso vale per enti previdenziali, regioni, enti locali e aziende sanitarie. Continua invece il calo della spesa per il personale che, per tutto il settore pubblico, è passato da 162 miliardi nel 2012, a 161,5 nel 2013 per terminare nel 2014 a 158,3 miliardi forse influenzato dal blocco delle progressioni nel pubblico impiego.

LE AZIENDE SANITARIE ANCORA LE PIU' SPENDACCIONE. Il comparto che spende di più si conferma quello delle aziende sanitarie. Su 135 miliardi di spesa pubblica 2014, ad esempio, ben 78,4 sono imputabili proprio alle aziende sanitarie. Cifra, peraltro, in costante crescita: 71 miliardi nel 2013, 75,5 nel 2014 e appunto oltre 78 nel 2015. La magistratura contabile spiega che "per bilanciare la riduzione dei trasferimenti correnti dallo Stato, gli enti locali hanno inasprito la pressione fiscale,(...), mentre le Regioni, non potendo azionare la leva fiscale in mancanza di sufficienti spazi finanziari concessi dal patto per spese aggiuntive, hanno compresso le funzioni extra-sanitarie e sacrificato, soprattutto, le spese di investimento".

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