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FINANZA 21 Agosto Ago 2015 2039 21 agosto 2015

Borse, venerdì nero: Cina e Grecia fanno paura

L'Europa brucia 260 miliardi. Per i mercati è la peggiore settimana dal 2011. 

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Milano: facciata del palazzo della Borsa.

La crisi politica in Grecia e quella economica in Cina si sono abbattute sulle Borse europee come una tempesta perfetta.
Il 21 agosto è stato un venerdì nero su tutti i mercati finanziari, globalizzati per definizione: Tokyo ha chiuso con un tonfo del 2,98%, con l''indice Nikkei scivolato sotto quota 20.000 per la prima volta da metà luglio. Shanghai è arrivata a perdere fino al 4 e a ore e migliaia di chilometri di distanza Wall Street procede verso la sua peggior settimana nel 2015. In Europa lo Stoxx600, l'indice che raccoglie i principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha lasciato sul terreno il 3,3%. Un tonfo che equivale a 260 miliardi di euro di capitalizzazione 'bruciati'. Scossone anche tra le materie prime con il petrolio che scende a New York sotto i 40 dollari al barile, a 39,92 dollari, per la prima volta dal 2009.
CINA, MANIFATTURA MAI COSÌ MALE DAL 2009. La miccia che ha incendiato i mercati è stato il rallentamento del settore manifatturiero cinese: il più brusco degli ultimi sei anni. L'indice ha infatti toccato il livello di 47,1 nelle prime tre settimane d'agosto mentre era stato del 47,8 in luglio. Valori superiori a 50 indicano un aumento della produzione, mentre quelli sotto i 50 punti indicano una contrazione. Il profondo rosso europeo, però, più che al timore per l'economia cinese o alle pressioni sulle valute dei paesi emergenti, è dovuto alle incertezze che aprono le nuove elezioni in Grecia dopo le dimissioni di Tsipras.
La maglia nera è andata a Parigi con l'indice Cac 40 che ha perso il 3,19%, a Francoforte il Dax ha perso il 2,95% e a Londra il Ftse 100 è arretrato del 2,83 per cento. A Milanol'Ftse Mib ha chiuso a - 2%, tra scambi insolitamente accesi, per oltre 3,6 miliardi di euro di controvalore. L'indice greco lascia sul campo il 2,49% a 635 punti con i titoli bancari tra i più colpiti, da Alpha (-7,07%) e National Bank of Greece (-5,82%) ad Eurobank (-4,55%). Sul mercato dei titoli di Stato il differenziale tra Btp e Bund chiude a 129,3 punti base, con il rendimento del decennale italiano all'1,855%. Lo spread della Grecia si assesta a 875 punti, mentre il differenziale tra Bonos spagnoli e Bund è a 144,2 punti.
LA PEGGIORE SETTIMANA DAL 2011. L'avvio negativo di Wall Street ha contribuito ad accelerare la caduta delle piazze in Europa. Oltreoceano si è innescato un 'sell off' globale, con la corsa a vendere indistintamente azioni, obbligazioni e materie, sui timori per la crescita mondiale. Si presenta, commentano gli operatori, come la peggiore settimana dal 2011 e l'attenzione è puntata sulla Federal Reserve che, con l'inflazione che resta bassa, potrebbe rinviare un aumento dei tassi. «Il mercato non 'avrà le gambe' fino a quando non avremo maggiore chiarezza sulla moneta cinese e tassi Usa», ha commentato un analista, «e gli investitori restano spaventati e confusi».

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