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ALLARME 24 Agosto Ago 2015 1903 24 agosto 2015

Apocalisse Borsa in Cina: «È la fine del mondo»

Cittadini terrorizzati dal crollo di Shanghai: «Distruggerà la classe media».

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Un investitore controlla gli indici di Borsa a Shanghai, in Cina.

La crisi della Borsa, che ha toccato i livelli più bassi degli ultimi sette anni, «sta distruggendo la classe media e in futuro distruggerà il piccolo commercio», secondo Xu Wenming, uno dei tanti cittadini cinesi che hanno osservato increduli il dissolversi dei loro guadagni. «Sembra la fine del mondo», spiega un altro, Pan Chong, che ha perso 12 mila euro.
Solo pochi dei cinesi che hanno detto la loro su internet sono ottimisti come Laoguai, che invita gli investitori a non perdersi d'animo dicendosi fiducioso che «lo choc durerà qualche giorno, poi ci sarà il rimbalzo». Non può mancare chi tira in ballo gli Usa: «Per me la colpa è del rialzo del tasso d'interesse americano» (che non c'è stato, ndr), scrive Li Hai.
L'IMBARAZZO DI NUOVA CINA. Il mondo ufficiale tace e l'agenzia Nuova Cina - che tutti i media, strettamente controllati dalla censura, aspettavano per sapere cosa dire e cosa non dire - ha fatto passare quasi tre ore dalla chiusura dei mercati di Shanghai e Shenzhen per diffondere un pezzo nel quale sostiene che le quotazioni sono crollate «nonostante gli interventi del governo, come l'immissione di liquidità e le restrizioni alle vendite (di azioni)».
MOMENTACCIO PER IL GOVERNO. Per i dirigenti politici cinesi, il disastro in Borsa arriva nel momento meno adatto, mentre è ancora viva in tutto il Paese l'emozione per la tragedia di Tianjin, dove oltre 100 persone sono morte nell'esplosione di un magazzino nel quale erano illegalmente custoditi composti chimici velenosi. Nuova Cina ricorda che «l' ultima delle iniziative» per tenere alte le quotazioni in Borsa è stata presa alla fine della scorsa settimana, quando i fondi pensione sono stati autorizzati a investire in Borsa. L' anno scorso sono stati i media governativi a spronare il pubblico a investire in Borsa dopo che le principali fonti di ricchezza degli anni passati - dalle esportazioni all' edilizia - sembravano essersi esaurite.
ATTESA PER L'INDICE PMI. L' agenzia sottolinea che, anche se «non è noto quanto intendano investire», i fondi pensione cinesi «hanno un valore stimato di 3,5 trilioni di yuan» (circa 489 miliardi di euro) e lascia intendere che il loro intervento potrebbe fermare l' Orso che nelle ultime settimane ha dominato i mercati della Cina. Il South China Morning Post, pubblicato a Hong Kong, ricorda che il primo settembre verrà resa nota la valutazione ufficiale della produzione manifatturiera, misurata dall' indice chiamato Purchasing manager index (Pmi). Quello «provvisorio», diffuso la scorsa settimana dalla rivista Caixin, ha fatto segnare il livello più basso degli ultimi sei anni, contribuendo al crollo odierno.

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