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MERCATI 24 Agosto Ago 2015 1205 24 agosto 2015

Borse, i motivi della 'tempesta perfetta'

Frenata del Pil. Svalutazione dello yuan. Ma anche incertezza sui tassi Usa.
E Grecia al voto. Tutte le variabili che portano al crollo dei listini in Asia e Ue.

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Un investitore controlla gli indici di Borsa a Shanghai, in Cina.

La nuova giornata nera per i mercati asiatici il 24 agosto ha avuto pesanti ripercussioni sui listini occidentali.
Le Borse, da Shanghai a Milano, sono andate a picco sulla scia dei timori per la frenata dell'economia cinese.
A ciò si aggiungono altri motivi di preoccupazione, dal crollo del prezzo del petrolio all'incertezza per il futuro della Grecia.
Ecco tutte la variabili che alimentano la 'tempesta perfetta' estiva che parte dalla Cina e arriva in Europa.

1. Frena il Pil cinese e cala l'indice manifatturiero

Per anni il Pil della Cina ha corso a due cifre finché quest'anno si è fermato a un +7%. Ma gli analisti sospettano che il dato dell'ufficio nazionale di Statistica non sia corretto e i cinesi nascondano la verità sul reale stato di salute della loro economia. A confermare i sospetti, all'inizio di agosto l'indice manifatturiero cinese (il China Manufacturing Purchasing Managers, pubblicato dalla rivista Caixin) è sceso 47,1 ai minimi da due anni, un dato che spiega una contrazione dell'economia. Secondo l'agenzia Moody's il rallentamento dell'economia cinese proseguirà con un Pil del 6,8% per quest'anno, un 6,5% per il 2016 e un 6% atteso per fine decennio.

2. Svalutazione dello yuan, rischio guerra delle valute

Per sostenere l'economia il governo cinese è intervenuto con una mossa classica, svalutare la moneta nazionale per spingere i prodotti cinesi sui mercati esteri. Di fatto, a sorpresa nel giro di poco tempo, la Banca Centrale Cinese ha svalutato per tre volte lo yuan mettendo in allarme i mercati mondiali. Ora la People's Bank of China ha fissato la parita' del cambio con il dollaro a 6,3975. Il rischio è che si apra una guerra delle valute.

3. Incertezza della Fed sui tassi Usa

La decisione a sorpresa della Banca Centrale Europea sullo yuan ha messo in stand-by la Fed da cui si aspettava per il prossimo mese un rialzo dei tassi e quindi un rafforzamento del dollaro. L'incertezza della banca centrale americana crea nervosismo a Wall Street e condiziona le decisioni della Bce che attendeva una mossa dalla Fed per calibrare la sua politica monetaria.

4. Prezzo del petrolio ai minimi dal 2009

Il prezzo del petrolio sta affondando, arrivando il 24 agosto ai livelli più bassi dal 2009. Dopo il crollo a New York, dove l'oro nero è sceso sotto i 40 dollari al barile, il tonfo si è replicato a Londra con il Brent sceso sotto i 45 dollari al barile, per la prima volta al 2009. A pesare è la scelta dell'Iran di aumentare la produzione di petrolio nonostante il surplus. La decisione di Theran è determinata dalla volontà di mantenere le proprie quote di mercato. Con il petrolio stanno crollando anche i prezzi delle materie prime. Oro escluso, che con un valore di 1.158 dollari a oncia conferma nella tempesta il proprio ruolo di bene rifugio, isola esentasse di tutti i Paperoni previdenti.

5. Le nuove elezioni in Grecia rimettono tutto in discussione

Con il sì dell'Eurogruppo al terzo piano di salvataggio sembrava di essere usciti dal dramma greco. Ma le dimissioni di Alexis Tsipras e la necessità di formare un nuovo governo rischiano di rimettere un'altra volta tutto in discussione. Secondo gli esperti la mossa di Tsipras potrebbe essere stata giusta e il giovane leader di Syriza può uscire rafforzato dalle nuove elezioni. Un solo obbligo: fare in fretta.

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