Economia 26 Agosto Ago 2015 1136 26 agosto 2015

Imu e Tasi, in 3 anni aumenti del 177%

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Le tasse sulla casa a carico dei proprietari italiani sono aumentate del 177% in 3 anni. Lo denuncia il Codacons, che chiama in causa il combinato Imu e Tasi, tornato al centro dell'attenzione dopo l'annuncio di ieri di Matteo Renzi, che ha promesso l'eliminazione delle due tasse a partire dal 2016. Dal 2011 al 2014 gli italiani hanno dovuto sborsare 16 miliardi di euro in più a titolo di tasse sulle abitazioni di proprietà - spiega l'associazione - Dai 9 miliardi di euro pagati nel 2011, infatti, le famiglie sono arrivate a versarne in totale 25 miliardi nel 2014, con un incremento del +177%. "Sul banco degli imputati ci sono l'Imu e la Tasi, che hanno portato non solo ad una forte crescita della tassazione sulla casa, ma anche ad un maggior esborso a carico di chi possiede abitazioni di basso valore - spiega il Presidente Carlo Rienzi - Ciò ha determinato ripercussioni negative sul valore degli immobili e un vero e proprio crollo delle compravendite sul territorio, diminuite del 27% tra il 2010 e il 2014". ZANETTI: ABOLIRE LA TASSA SULLA CASA COSTA 3,5 MILIARDI. «Il gettito nel 2014 della Tasi sulla prima casa è stato circa di 3,4 miliardi di euro. Se per Imu il presidente del Consiglio, Matteo Renzi intende quello che si paga su ville e castelli - le A1, A8 e A9 che erano rimaste soggette a Imu - sono circa un altro centinaio di milioni. Quindi diciamo che il costo totale dell'operazione si aggira sui 3,5 miliardi», ha detto il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it a proposito del costo dell'abolizione di Imu e Tasi dal 2016 annunciato dal presidente del Consiglio. Le coperture per l'abolizione di Imu e Tasi, spiega Zanetti, andranno trovate dalla spending review, dai miglioramenti legati al costo del debito e dalla flessibilità sul deficit. «Dal nostro punto di vista, in un'ottica triennale e non solo annuale - dice - la componente di copertura derivante da efficienze sulla spesa deve essere prevalente rispetto a quella che deriva dalla flessibilità del deficit. Quest'ultima deve servire come acceleratore degli spazi per ridurre le tasse, ma non può essere addirittura il primo pilastro. L'attenzione sulle coperture deve restare in particolare sull'efficienza sulla spesa". Per Zanetti dovranno essere interessati tutti i settori soprattutto con il processo di riorganizzazione degli acquisti di beni e servizi, attraverso la riduzione delle centrali. ''Non verranno fatti interventi che colpiscono in modo lineare un settore - dice - ma interventi, come quello sulle centrali di spesa, che, inevitabilmente per tutti i comparti di spesa, ciascuno per la propria quota e indirettamente, porteranno a risparmi di efficienza. Non semplici tagli a prescindere dalle esigenze".

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