Borsa 150824173050
LO SPORTELLO 28 Agosto Ago 2015 0900 28 agosto 2015

Gli investimenti? Questione di tempo ed emozioni

Perché preferiamo pagare un'asciugatrice dopo l'uso. Ma le vacanze le saldiamo prima.

  • ...

Indici di Borsa cinesi.

In queste settimane si legge poco e male della bolla speculativa che potrebbe scoppiare a seguito della crisi cinese.
Forse è il caso di capire certi meccanismi di psicologia economica per anticipare probabili scenari emotivi.
Irving Fisher, celebre economista, scrisse nel 1930 un libro dal titolo allusivo: La teoria dell'interesse. Il ruolo dell'impazienza nello spendere il reddito e l'opportunità di investirlo.
Fisher, dopo una vita laboriosa, perse tutto nel crollo della Borsa del 1929 e, a tal riguardo, affermò che l'atteggiamento speculativo era un problema di pure aspettative, indipendentemente dalle caratteristiche dell'oggetto acquistato: il semplice comprare a un prezzo più basso nella speranza di vendere a un prezzo più alto.
«IL PREZZO SALIRÀ?». In sintesi lo speculatore non si domanda «quanto vale quello che compro?» e «compro a un prezzo giusto?», ma più banalmente «salirà il prezzo di quello che compro indipendentemente da quanto sia fondato il suo valore attuale?».
Solo così si spiega come mai nel 2003 siano stati disprezzati titoli di aziende quotate in Borsa a prezzi molto più bassi rispetto a quando gli stessi titoli venivano comprati a man bassa.
Di qui le bolle e il loro lungo sgonfiarsi.
LA FORTUNA È DECISIVA. Fisher mette in guardia il lettore rispetto a questi atteggiamenti: «Il risparmio non aiutato dalla fortuna farà, con il passare del tempo, più ricco il risparmiatore. Si deve tuttavia tenere conto che il processo è lungo in confronto con chi si assume rischi e ha fortuna. Ma lo stesso rischio accompagnato da sfortuna può trasformare un uomo ricco in povero in pochi anni e talvolta in pochi giorni».
FATTORE PSICOLOGICO. Con la crisi del 1929 fu fondamentale l'alone psicologico di ansia e paura che si trascina nella memoria collettiva di un'azione, anche se un fenomeno colpisce direttamente pochi investitori rispetto alla massa dei cittadini.
L'economista Galbraith ha stimato che poco più di un milione di persone nel 1929 aveva investimenti in Borsa (circa 1% di una popolazione di 123 milioni di persone) e che soltanto la metà aveva comprato le azioni prendendo i soldi in prestito dalle banche.
DOPO IL '29 PIÙ PRUDENZA. Insomma, «la cosa stupefacente in relazione alla speculazione del 1929 non è stata la partecipazione di massa, ma piuttosto come essa divenne centrale nella cultura del tempo».
In effetti la Grande depressione (ma anche quella dei gironi nostri) restò per lungo tempo nell'immaginario collettivo (si pensi soltanto ai film e ai romanzi) e contribuì a determinare stili di investimento più prudenti e meno guidati da atteggiamenti speculativi.
Il fatto è che, con il passare del tempo, anche la memoria svanisce.

I tempi di pagamento dipendono dai benefici mentali

Ma come definire le radici psicologiche che motivano gli atteggiamenti degli speculatori rispetto a quelli dei risparmiatori?
Un esperimento di Prelec e Loewenstein del 1998 può aiutare a capire.
MEGLIO SALDARE DOPO. Questi due studiosi posero a circa 100 persone una domanda del tipo: «Immagini che tra sei mesi lei debba comprare una lavatrice e un'asciugatrice del costo complessivo di 1.000 dollari. Ha due possibilità di pagare la lavatrice: con una rata anticipata di 200 dollari per i cinque mesi precedenti l'acquisto oppure con una rata posticipata di 200 dollari per i cinque mesi successivi all'acquisto. Cosa sceglie?».
Si noti che il costo totale è sempre lo stesso, ma cambia il tempo.
Delle 100 persone intervistate l'84% rispose di preferire il pagamento posticipato, il che corrisponde a una strategia di corrispondenza tra prestazione ottenuta e pagamento nel bilancio mentale.
GLI SQUALI NE APPROFITTANO. Una strategia che viene sfruttata dagli squali della finanza nei cosiddetti Pac (piani di accumulo) quando un investitore versa mensilmente un importo fisso e costruisce così gradualmente un portafoglio.
Analogamente i tempi di pagamento della lavatrice e della asciugatrice coincidono inizialmente e poi si sovrappongono ai benefici ottenuti grazie al loro utilizzo.
Si realizza così una corrispondenza costi-benefici.
In questo caso dunque nulla di più stupefacente né per uno psicologo né per un economista.
E LE VACANZE? SI PAGA PRIMA. Ma si confronti lo scenario precedente con il seguente: «Si immagini di programmare una vacanza tra sei mesi ai Caraibi del costo di 1.000 euro che si può pagare negli stessi due modi della lavatrice e della asciugatrice. Lo scenario è identico al precedente, ma qui si tratta di andare in vacanza. Quindi dal punto di vista della razionalità finanziaria converrebbe scegliere la seconda opzione (come per la lavatrice e l'asciugatrice).
E invece il 60% preferisce la prima opzione (pagare in anticipo).
CONTA LA FINALITÀ DELL'INVESTIMENTO. Come mai? Perché le finalità per cui si investono dei soldi non sono indifferenti.
Una vacanza prepagata è più piacevole di una post pagata, anche se questa ultima risulta più conveniente.
E quindi in generale, anche nel caso degli investimenti, è importante segnalare non solo le variabili finanziarie (tempi, rendimenti, rischi e così via), ma anche le finalità dell'investimento stesso.
Solo in questo modo è possibile prefigurare la realizzazione di tali finalità rendendo più soddisfacente il sacrificio connesso all'investimento stesso.
Quanti consulenti finanziari adottano questa procedura?

Quando si investe si mettono etichette diverse ai soldi

Un importante fattore nella scelta tra il pre o il post finanziamenti di un bene o servizio è il piacere generato dal suo consumo, sia che derivi da un oggetto materiale (lavatrice) sia da un investimento mentale (risparmio).
Sapere che si sta pagando un servizio, come una piacevole vacanza, mentre lo si usufruisce, ne attenua il piacere.
Questo meccanismo di pagamento anticipato, che permette di assaporare il piacere futuro prima ancora di fruirlo, evitando che venga offuscato da successivi pagamenti, è cruciale anche per gli investimenti finanziari.
RISPARMIO BRUCIATO. Si rifletta su questo scenario immaginario: i signori Rossi sono riusciti a risparmiare 30 mila euro per la loro tanto desiderata casa al mare che sperano di riuscire a comprare tra cinque anni.
Questi risparmi sono collocati in un fondo monetario e rendono il 2% annuo.
Hanno inoltre appena comprato con 15 mila euro un'auto a grazie a un finanziamento di tre anni al costo annuale del 5%.
Questo scenario non sembra avere nulla di stupefacente, ma se i signori Rossi avessero finanziato l'auto con i soldi messi da parte per la casa, i loro risparmi alla fine dei tre anni avrebbero reso di più data la differenza tra il 2% del rendimento e il 5% del prestito.
Eppure, nonostante l'opportunità si fosse presentata, non lo hanno fatto. E non ci hanno neppure pensato.
Come mai? Perché la gente pensa, calcola e maneggia i soldi attaccandoci sopra delle etichette connesse ai diversi obiettivi indicati nella piramide comportamentale.
L'ESEMPIO DELLO SPUMANTE. A tal proposito è noto l'esempio della persona che, al momento del matrimonio (1996), ha acquistato una cassa di 20 bottiglie di spumante per 200 mila lire per bersene una con la moglie a ogni anniversario.
Quanto si berrà, in soldi, quando si troverà a festeggiare il decimo anniversario del matrimonio?
Per un economista il prezzo di sostituzione, e cioè quanto costerebbe comprare la stessa identica bottiglia di spumante (magari invecchiata di 10 anni).
Ma molte persone non rispondono così: chi pensa che vengano bevute 10 mila lire (circa 5 euro: l'equivalente del prezzo pagato allora) e chi pensa che non ci si beva nulla, se non lo spumante, perché questo è stato già pagato.
Questa storiella, ricavata da un famoso esperimento, la dice lunga sulle etichette che tendiamo a mettere sui soldi.
Con il passare del tempo, le etichette restano: i soldi pagati allora per lo spumante, i soldi messi via per la casa al mare, i soldi risparmiati e collocati nel fondo azionario...

Correlati

Potresti esserti perso