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TECNOLOGIA 1 Settembre Set 2015 0900 01 settembre 2015

Smart working, il lavoro diventa intelligente

In viaggio o da casa. Per essere produttivi non occorre timbrare il cartellino. Anche nel nostro Paese il fenomeno prende piede. Il caso Fastweb.

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Dimenticate il telelavoro. Ora le aziende stanno, lentamente, scoprendo una nuova dimensione. Ancora più flessibile, dinamica e produttiva.
Benvenuti nell’era dello smart working, il lavoro “intelligente”.
Se ne parla ormai da un po’ di tempo e in molti Paesi non è più una novità da alcuni anni, mentre in Italia le resistenze sono ancora parecchie, non solo legislative ma anche culturali.
Il motivo? Lo smart working implica una rivoluzione massiccia: impone di ripensare l’azienda e l’organizzazione del lavoro in modo nuovo e più adatto alle esigenze del mercato.
LO SCOGLIO È L'ORGANIZZAZIONE. Sono tante le imprese che hanno iniziato a parlarne o che si mostrano già disponibili a sperimentarlo; ancora troppo poche, invece, quelle che hanno già deciso - seppure con mille difficoltà - di iniziare a metterlo in pratica.
Lo scoglio più duro è l’organizzazione di spazi e tempi aziendali per riuscire a trarre un reale vantaggio.
FIDARSI DEI PROPRI DIPENDENTI. A questo si aggiunge il fatto che le aziende devono spesso ancora imparare a fidarsi dei propri dipendenti, per esempio facendo valutazioni basate sul raggiungimento degli obiettivi concordati e non sulle ore di presenza, e devono essere disposte a ripensare gli strumenti di lavoro.
Dall’altra parte però, anche i dipendenti devono imparare a dare flessibilità. I vantaggi sono innegabili, da ambo le parti.

L'aumento della produttività potrebbe valere fino a 27 mld di euro

Lo smart working è la nuova frontiera del lavoro anche in Italia.

Numerose ricerche dimostrano infatti che chi lavora fuori dall’azienda è mediamente più produttivo rispetto ai dipendenti che sono in ufficio (grandi aziende internazionali riportano un aumento di produttività del 35- 40%), si assenta meno (nel 63% dei casi circa) ed è più soddisfatto, perché capace di conciliare meglio i tempi lavorativi con quelli personali.
RISPARMIO DI 10 MLD SUI COSTI FISSI. Alcuni analisti stimano addirittura che l’adozione di pratiche di smart working in Italia potrebbe portare a un aumento della produttività generale con un valore stimato di circa 27 miliardi che, unitamente al risparmio di circa 10 miliardi sui costi fissi per gli spazi-ufficio, si traduce in un ottimizzazione generale delle risorse aziendali.
L'IMPATTO SUGLI SPAZI URBANI. Ma le implicazioni del cambio culturale portato dallo smart working non riguardano solo aziende e persone ma anche le città e gli spazi urbani. Smart working, infatti, significa poter lavorare, oltre che da casa, in ambienti come aeroporti, spazi di coworking, bar e sale di attesa nelle stazioni e questo ha effetti positivi sulla mobilità urbana e sull’inquinamento.
INTERVENTI SULLE INFRASTRUTTURE. Alle iniziative delle aziende si devono quindi accompagnare interventi sulle infrastrutture, come ad esempio la banda larga e wi-fi nei luoghi pubblici, oltre naturalmente a misure di semplificazione delle forme contrattuali che agevolano e promuovono tali forme di flessibilità.

Solo l'8% delle aziende italiane ha sviluppato un progetto di smart working

Tra i vantaggi dello smart working c'è anche l'aumento della produttività da parte dei dipendenti.

Sempre secondo la ricerca pubblicata dal Politecnico di Milano, ad oggi solo l'8% delle aziende italiane adotta realmente un modello di smart working, introducendo strumenti tecnologici digitali, adeguate policy, nuovi comportamenti organizzativi e riorganizzazione degli spazi fisici.
Una percentuale che, secondo lo studio, dovrebbe salire al 19% nei prossimi due anni.
L'AIUTO ARRIVA DALLA TECNOLOGIA. Ad avere iniziato ad abbracciare la filosofia del lavoro smart sono soprattutto aziende con più di 500 addetti, in settori come l’alimentare, l’Ict, le telecomunicazioni e il manifatturiero.
VoIP, webconference e instant messaging, applicazioni, social e cloud sono le tecnologie e gli strumenti più diffusi per lavorare a distanza, mentre in alcuni uffici iniziano a nascere “phone boot”, “concentration room” e open space con postazioni non assegnate.
IL PROGETTO DI AMERICAN EXPRESS. Fra i progetti già partiti da un po’ di tempo in Italia c’è Blue Work di American Express, che ha permesso ai lavoratori della sede romana, in accordo con il proprio manager, di lavorare da casa o, quando presenti in ufficio, di utilizzare gli spazi lavorativi più consoni al tipo di lavoro da svolgere, con scrivanie attrezzate, aree di collaborazione per allineamenti formali e informali, sale riunioni e sale training.
TRENTO TAGLIA LA SPESA PUBBLICA. Anche la Provincia autonoma di Trento ha lanciato il suo progetto TelePat, che ha l'obiettivo sia di contenere e razionalizzare la spesa pubblica che di conciliare tempi di lavoro e di vita dei dipendenti.
Il tutto attraverso il telelavoro strutturato a domicilio e in “tele centri” presso locali dell’amministrazione o forniti in comodato gratuito da altri enti o società, a cui si aggiunge anche il telelavoro mobile, per dirigenti, direttori e personale con alta qualifica.

Il vantaggio delle Tlc: l'esperimento in casa Fastweb

Tra le aziende all'avanguardia spicca Fastweb.

Fra le aziende che hanno lanciato iniziative di smart working c’è anche Fastweb, che lo scorso aprile ha fatto partire un progetto che coinvolge circa 1.200 dipendenti, quasi la metà della popolazione aziendale, soprattutto figure professionali diverse che hanno già in dotazione smartphone, Vpn e pc portatile aziendale.
LAVORARE DA REMOTO 3 GIORNI AL MESE. «L’adesione offre la possibilità di lavorare da remoto fino a tre giorni al mese», ha spiegato Roberto Biazzi, chief of human capital di Fastweb, sottolineando come l’iniziativa abbia lo scopo di porre al centro la persona e i suoi bisogni di conciliare tempo libero e lavoro.
In realtà, nel caso di Fastweb, lo smart working arriva come un naturale percorso di consolidamento di strumenti e soluzioni che la società di telecomunicazioni ha già da tempo messo sul mercato per i propri clienti.
CONCENTRARSI SUL QUADRO NORMATIVO. Oltre alle connessioni a banda larga e ai servizi di telefonia fissa e mobile, l’azienda offre infatti servizi come la comunicazione unificata, le soluzioni cloud e sistemi di sicurezza avanzati che permettono alle aziende di lavorare in mobilità senza compromessi sul lato della sicurezza.
Per questa ragione, estendere lo smart working anche all’interno della stessa Fastweb è stato un passaggio naturale. Ora, come sottolinea l’azienda, il prossimo scoglio da arginare sarà quello normativo per dare allo smart working un inquadramento anche in termini legislativi.

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