Economia 3 Settembre Set 2015 1625 03 settembre 2015

Bce, Draghi: pronti a usare ogni strumento

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Mario Draghi Innalzata la quota di titoli acquistabili in una singola emissione, stime sull'inflazione e Pil abbassate e disponibilità a estendere il programma di Qe oltre la scadenza fissata nel settembre 2016. Queste le principali indicazioni della Banca centrale europea emerse dalla riunione del Consiglio direttivo sotto la presidenza di Mario Draghi che non ha toccato i tassi, ha spiegato che la ripresa continuerà ma ad un ritmo più lento rispetto a quanto era stato previsto. «La Bce è pronta a usare tutti gli strumenti disponibili entro il suo mandato», ha aggiunto Draghi: «Le informazioni disponibili indicano un più lento aumento dell’inflazione rispetto alle precedenti stime». OK AD ALZARE IL LIMITE DELLA QUOTA DEI TITOLI ACQUISTABILI AL 33%. Parlando del Qe, Draghi ha precisato che il piano è «flessibile» e che la Bce è pronta a intervenire, se necessario. Draghi ha anche annunciato la decisione di innalzare il limite di acquisti titoli singole emissioni al 33%.  La quota di titoli di Stato acquistabili dalla Bce attraverso il programma di “quantitative easing” è stata portata quindi dal precedente 25% al 33% di una singola emissione mentre resta invariato il tetto dei 60 miliardi mensili. IL PROGRAMMA DI QE PUO' ANDARE OLTRE SETTEMBRE 2016. Draghi ha poi aggiunto che «il programma di “quantitative easing” sta proseguendo senza intoppi». Gli acquisti di titoli del Quantitative Easing «sono previsti fino al settembre 2016 o anche oltre, se necessario», perché «il programma di acquisti di titoli dispone della sufficiente flessibilità, in termini di aggiustamento di mole e durata». RIVISTA A RIBASSO LA STIMA DELL'INFLAZIONE La Bce rivede al ribasso la stima dell'inflazione nell'Eurozona per il 2016 all'1,1% dall'1,5%, quella per il 2017 è tagliata all'1,7% dall'1,8%. Per quest'anno la stima è tagliata allo 0,1% dallo 0,3%. Con queste nuove stime, che allontanano ulteriormente Francoforte dall’obiettivo di un’inflazione «inferiore ma vicina al 2%», aumentano le probabilità che il massiccio programma di acquisto partito lo scorso marzo possa proseguire oltre la scadenza prevista del settembre 2016. «Potremmo vedere dati negativi sull'inflazione nei prossimi mesi», ha avvertito il presidente della Bce, aggiungendo però che questa dinamica dovrebbe derivare dagli effetti «transitori» dei cali dell’energia e delle altre materie prime. NUVOLE SCURE SULLA CRESCITA ECONOMICA. I tecnici della Bce hanno rivisto al ribasso anche le previsioni di crescita economica dell'area euro: sul 2015 al +1,4% (da +1,5%), sul 2016 al +1,7% (da +1,9%) e sul 2017 al +1,8%. Un altro indicatore che fa pensare a un lungo periodo di stimoli monetari da parte della Bce. Le ultime previsioni «risalgono al 12 agosto scorso», ha puntualizzato Draghi. Quindi tutto quello (di negativo) che è accaduto successivamente, a cominciare dalla Cina, «è potenzialmente un rischio al ribasso» per queste stime. I TASSI RESTANO FERMI AL MINIMO STORICO. I tassi di interesse ufficiali dell'area euro rimangono dunque inchiodati al minimo storico dello 0,05 per cento. Il tasso sui prestiti marginali e quello sui depositi bancari restano rispettivamente allo 0,30% e -0,20 per cento. Come ampiamente atteso, alla prima riunione dopo la pausa estiva il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di confermare lo status quo.

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