Economia 4 Settembre Set 2015 1052 04 settembre 2015

Economia mondiale, rischio stagnazione

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La crescita mondiale "è molto più lenta del passato e delle attese. Le previsioni correnti per il Pil globale sono +3,2% nel 2015 e +3,6% nel 2016, molto distanti dal +5,1% medio annuo pre-crisi e potrebbero rivelarsi ottimistiche". A sottolinearlo è una nota del Centro studi di Confindustria, in cui si riferisce anche il rischio, paventato da alcuni economisti, di "stagnazione secolare". Occorre quindi un mix di politiche per rilanciare la crescita, procedendo con le riforme strutturali e puntando sul manifatturiero. LE CAUSE DEL RALLENTAMENTO. Le cause, indica la nota del Csc, sono: rallentamento demografico, minori investimenti, più debole dinamica della produttività. Dunque, "occorrono politiche per rilanciare la domanda, favorire la spesa in ricerca e sviluppo, procedere con le riforme strutturali, puntando sul manifatturiero, motore dello sviluppo". Politiche che devono operare "su più fronti". Il punto è che le prospettive della crescita mondiale sono "insoddisfacenti". Le previsioni di aumento del Pil globale - prosegue la nota - sono state continuamente riviste al ribasso negli ultimi quattro anni: da un +4,8% medio annuo atteso nel 2011 per i cinque anni successivi a un +3,9% previsto nel 2015 (Fmi). Per quest'anno nell'arco di 12 mesi le stime sono state abbassate dal 4,0% al 3,3%. AUMENTO DEL PIL MONDIALE "DELUDENTE". Il rallentamento è generalizzato, ma maggiore nelle economie emergenti strutturalmente più dinamiche: dall'inizio della crisi le prospettive di crescita sono diminuite di mezzo punto percentuale nei paesi avanzati (da +2,6% medio annuo nel 2008 a +2,1% nel 2015) e di quasi due punti in quelli emergenti (da +7,0% a +5,1%). Nelle stime Csc, l'aumento del Pil mondiale è "deludente": nel 2015 +3,2% e nel 2016 +3,6%; rispetto al +5,1% osservato nel periodo pre-crisi (media annua nel 2002-2007). Aumentano, inoltre, "i rischi al ribasso, derivanti da un rallentamento più brusco della Cina e degli altri maggiori emergenti".

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