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FACCIAMOCI SENTIRE 7 Settembre Set 2015 1259 07 settembre 2015

Sì, io tifo per Marchionne: i risultati parlano per lui

Ha preso due aziende in crisi e le ha resuscitate. La sede all'estero di Fca? Colpa della politica, non sua.

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Sergio Marchionne.

È da un po’ di tempo che alcuni media non attaccano più Marchionne con la veemenza con la quale lo facevano tempo fa.
Certo, alcuni argomenti verranno ripresi alla prima occasione ma in ogni caso mi sembra di osservare una maggior “clemenza”.
È vero infatti che Marchionne rimane fiscalmente residente in Svizzera e che la sede di Fca è andata fuori dai confini italiani, ma questi temi non hanno più la presa che avevano fino allo scorso anno.
I RISULTATI PARLANO PER MARCHIONNE. Nel frattempo Fca, al netto del mercato brasiliano dove le attuali, difficili, condizioni economico/sociali del Paese consiglierebbero a tutti i produttori di auto di chiudere bottega, sta guadagnando quote di mercato un po’ dappertutto e in un settore che, peraltro, ha iniziato una consistente ripresa.
Intanto il rilancio dell’Alfa Romeo è iniziato, molte assunzioni sono arrivate e da gennaio 2016, dopo cinque anni di cassa integrazione, riprenderà l’attività a Mirafiori, storico stabilimento del Gruppo, per la produzione del Suv Maserati.
Beh, per uno che veniva definito solo uno spregiudicato finanziere mi sembra che stia ottenendo risultati industriali niente male.
L'IDEA DI UNA FUSIONE FCA-GM. Ma non è finita: Marchionne sta già pensando alla prossima mossa, ovvero all’idea di una fusione tra Fca e Gm. Immagino che prima di lanciarsi in un progetto del genere l’interessato lo abbia studiato a fondo e sappia di cosa parli contrariamente a tanti “anti Marchionne” di professione che dicono, scrivono, suggeriscono che il “finanziere” voglia soltanto risolvere (o nascondere) i problemi di Fca con uno più grande.
Detto in estrema sintesi, l’accusa più grande sarebbe che Fca non avrebbe i soldi per finanziare i necessari investimenti.
Qui però torniamo all’altro progetto: la quotazione di Ferrari. Vista come “sacrilega” da molti, metterebbe a disposizione di Marchionne le risorse finanziarie necessarie per sostenere la sua strategia. In una gestione delle attività in ottica “Gruppo” perché non farlo?
LA BUONA FINANZA È INDISPENSABILE. La finanza che va demonizzata è quella che crea valore artificialmente attraverso i derivati, i subprime o altre cose simili.
La buona finanza è quella invece indispensabile alle aziende per poter finanziare lo sviluppo delle proprie attività. Ben conscio quindi dell’importanza della valorizzazione di Ferrari, Marchionne ne ha assunto la presidenza (forse ne diventerà anche il Ceo) e, con tutto il rispetto per il lavoro fatto da Montezemolo nel passato, tutti possono osservare il miglioramento della performance sportiva del Cavallino Rampante in Formula 1 negli ultimi tempi.

L'importanza di una Ferrari competitiva

Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne.

È chiaro che più Ferrari riuscirà a tornare vittoriosa sui circuiti mondiali, più la sua valorizzazione crescerà per il positivo impatto sulla vendita delle sue vetture. E su questo l’interessato si è impegnato in prima persona come è sua abitudine.
Analizzata nel complesso, a me sembra che la progettualità di Marchionne sia straordinaria anche se so già che per questo sarò giudicato in conflitto di interesse per via del mestiere che faccio (per chiarezza mi riferisco al fatto di essere Ceo di un gruppo italiano anche io).
Se guardo però dalla parte sindacale mi sembra che anche Landini, nemico numero uno di Marchionne, recentemente sia diventato più silenzioso sull’argomento Fca e anche la Camusso e gli altri non si esprimano più con i toni duri di qualche tempo fa.
GLI ERRORI DI CONFINDUSTRIA. Confindustria, invece, da cui Marchionne è uscito, sta cercando di appropriarsi (politicamente) dei suoi risultati. Chissà che da entrambi i lati non stiano riflettendo a come avrebbero potuto accompagnare diversamente questo progetto senza il muro contro muro degli anni scorsi.
Personalmente riconosco a Marchionne di aver preso due aziende sull’orlo del fallimento e di averne creata una che sta performando molto bene (Brasile a parte per i problemi già citati); Fca negli Usa ha festeggiato il miglior agosto da 13 anni raggiungendo il 65esimo mese consecutivo di aumento delle vendite.
UN MANAGER CON CREDIBILITÀ INTERNAZIONALE. In Europa sta guadagnando quote di mercato, la Ferrari sta migliorando le proprie prestazioni sportive, l’Alfa ha iniziato il proprio rinnovamento, Mirafiori riparte e le assunzioni stanno arrivando.
Tutto questo è successo durante la più grande crisi mondiale dal 1929 a oggi. Io credo che questi possano essere definiti fatti e non opinioni.
A mio avviso, per questo, Marchionne si è guadagnato una credibilità internazionale che solo chi lo contesta ideologicamente non può non riconoscergli. Certo, anche a me farebbe piacere che trasferisse la residenza fiscale in Italia o che la sede di Fca tornasse a Torino.
LA POLITICA FACCIA IL SUO DOVERE. Mentre il primo fatto è una scelta personale, sul secondo la tentazione di moltissime aziende è (purtroppo) di seguirlo.
Chi compete a livello globale deve poter essere in condizioni di farlo ricercando ovunque si trovino almeno le stesse condizioni degli altri peers.
Piuttosto che criticare chi fa questa scelta, i politici dovrebbero impegnarsi a creare in Italia le condizioni per le quali sia interessante ritornare. Ma questo è tutt’altro tema.
Intanto vediamo cosa Marchionne riuscirà a fare con Gm. Inutile dire che io tifo per lui.

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