Economia 7 Settembre Set 2015 1039 07 settembre 2015

Voluntary disclosure, crescono le adesioni

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Voluntary-Disclosure A pochi giorni, salvo proroga, dal termine per aderire alla voluntary disclosure le richieste pervenute sono 10mila. A fornire l'aggiornamento è il direttore dell'Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, che in un dibattito del Fatto quotidiano alla festa della Versiliana fa anche il punto sul tema dell'evasione fiscale, che definisce prima di tutto un "problema culturale". La voluntary disclosure, dunque, sta andando bene e potrebbe essere l'asso nella manica per alimentare il taglio delle tasse sulla casa che il governo ha promesso. LE RICHIESTE SONO 10 MILA. L'ultima rilevazione, ha annunciato Orlandi, indica in 10mila le richieste arrivate, contro le appena mille di maggio scorso. Si tratta di un numero che potrebbe sensibilmente salire, non solo perché in questi casi ci si muove spesso all'ultimo minuto (la scadenza è per ora fissata al 30 settembre), ma anche perché sono in molti a chiedere un rinvio che tuttavia, al momento, non sembra concretizzarsi. Sulla misura non sono circolate stime ufficiali di incasso, ma alcune indiscrezioni giornalistiche l'hanno quantificata in 3 miliardi o anche di più.

Rossella Orlandi PICCO DI DOMANDE TRA AGOSTO E SETTEMBRE. L'accelerazione decisiva si sarebbe verificata nel mese di agosto, che potrebbe precedere una vera e propria impennata a settembre, dovuta non solo all'approssimarsi della scadenza di fine mese, ma anche ai "correttivi" sul penale introdotti dal governo a fine luglio. Parlando più in generale del grande male che affligge l'economia italiana, vale a dire l'evasione, Orlandi ha detto che si tratta di un «problema estremamente complesso e si lega al sistema paese. Un problema fondamentalmente culturale. Se avessimo coscienza di avere diritto ad avere un scontrino, e avessimo la chiara idea che si debba rispettare la legge e le regole, probabilmente cambieremmo le cose». In ogni caso, ha aggiunto, adesso «abbiamo milioni di informazioni, di dati che fino a pochi mesi fa erano segreti. Questo cambiamento sta rivoluzionando il mondo, e su questo vogliamo avviare anche in Italia la lotta all'evasione». Un problema da risolvere, invece, è quello del penale: «Ogni anno - ha spiegato - l'Agenzia delle entrate fa un numero enorme di denunce penali per evasione. Ma se non c'è un sistema che le porta in fondo, è come non farne nessuna, stiamo solo ingolfando la giustizia».

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