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COMPAGNIA AEREA 11 Settembre Set 2015 1100 11 settembre 2015

Alitalia, il guaio della concorrenza troppo agguerrita

Ryanair fa record di passeggeri. Easyjet eleva il target. Air France si espande. Mentre Lufthansa punta sul cargo. La vivacità dei competitor preoccupa Alitalia.

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L'incendio che il 7 luglio ha bloccato l'attività di Fiumicino ha confermato i timori di James Hogan, nuovo uomo forte alla Magliana: Alitalia ha bisogno di un hub con maggiori investimenti per tornare a essere la compagnia di un tempo.
MAI COSÌ CONCORRENZA. Ma accanto alle problematiche di natura infrastrutturale c'è un'altra mina che mette a rischio il futuro dell'ex vettore di bandiera: una concorrenza sul mercato nazionale che nessuno dei suoi predecessori aveva mai dovuto fronteggiare.
Ecco come si stanno muovendo i competitor di Alithad.

Ryanair: primato italiano con 26,1 milioni di passeggeri

Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair.

Nel 2014 Ryanair è diventata la prima compagnia italiana con i suoi 26,1 milioni di passeggeri.
Alitalia - quando il rilancio con Etihad non era ancora entrato a regime - si è fermata a 23,3 milioni di passeggeri.
Tanto basta per capire l'aggressività del suo patron, Michael O'Leary.
PROVOCAZIONE SUI PREZZI. Che davanti alla platea di Cernobbio si è anche 'permesso' di solleticare l'orgoglio patrio: «Alitalia per molti anni ha fatto tariffe troppo alte, ostacolando la crescita del turismo in Italia. Noi invece abbiamo dato una grande opportunità al turismo italiano con i voli diretti per le regioni del Sud e per le isole, per i quali vediamo un enorme interesse».
LA PRESENZA È AUMENTATA. Con l'arrivo degli Emiri O'Leary ha prima aumentato le offerte sulle 350 rotte per e dall'Italia, quindi ha raddoppiato e - accanto ai naturali scali come Orio al Serio e Ciampino - è tornato al Terminal T1 di Malpensa e ha rafforzato la sua presenza a Fiumicino.
In teoria la nuova Alitalia, sempre più focalizzata sul lungo raggio rispetto alla vecchia, non dovrebbe temere una low cost.
Infatti la sfida non è tanto sul versante commerciale, quanto su quello politico.
PICCOLE REALTÀ SÌ O NO? Ryanair è la regina dei piccoli aeroporti (in totale ne serve 26, rilanciando scali come Trieste, Pisa o Comiso).
Gli enti locali hanno sempre dato alti contributi al vettore.
E tutto questo cozza con una delle richieste al governo fatte dal boss di Etihad, James Hogan, quando è arrivato in Italia: non polverizzare le risorse disponibili sulle piccole realtà, investendo invece sull'alta velocità tra le città del nostro Paese da e verso Fiumicino e Malpensa.

Easyjet: alla conquista del Sud e del Nord-Est

Aerei EasyJet.

Easyjet ha trasportato 13 milioni di passeggeri in Italia nel 2014.
Ma per il tipo di servizio e la presenza a Linate è il maggiore concorrente di Alitalia.
Ce ne si è accorti quando il neo amministratore delegato dell'ex compagnia di bandiera, Michele Cassano, si è scagliato contro la decisione della low cost di trasformare nove slot dal Forlanini per Roma in altrettante rotte per le principali capitali europee.
Ma questo è stato soltanto il casus belli di una guerra che era nelle cose da anni.
DUELLO SUI CLIENTI BUSINESS. Anche perché Easyjet ha deciso di sfidare Alitalia sulla clientela business: al di là che parliamo sempre di una low cost, la compagnia ha deciso di ridurre via via la sua presenza su Roma Fiumicino (scalo troppo legato al turismo) e di rafforzare le sue basi d'armamento a Malpensa e a Napoli, aprendone una a Venezia.
In quest'ottica ha anche proposto mille assunzioni, che hanno un certo peso in un Paese nel quale lo Stato si è dovuto accollare soltanto negli ultimi 10 anni oltre 10 mila dipendenti di Alitalia.
NAPOLI E VENEZIA AMBITE. C'è in tutto questo disegno il tentativo di offrire a prezzi bassi voli a una clientela più professionale nel Nord-Ovest, nel Nord-Est e nel Sud.
Non a caso Venezia e Napoli sono due scali che Alitalia-Etihad ha deciso di servire maggiormente, soprattutto in prospettiva di nuove rotte verso il Medio Oriente.

Air France: nessuna intenzione di lasciare il mercato italiano

Un aereo della Air France in volo.

Dal 2017 Alitalia e Air France sono pronte a chiudere un'alleanza quasi trentennale e che attualmente spazia dal traffico passeggeri, il code sharing, le attività di marketing, la vendita e la distribuzione e il Cargo.
L'ad della Magliana, Silvano Cassano, ha ammesso: «Gli accordi limitano la nostra capacità di ridisegnare il network, e la possibilità per Alitalia di conseguire una sostenibilità di lungo termine delle proprie attività». Cioè la riduce a una compagnia regionale.
MANAGER ESPERTO PER L'ITALIA. Ma Air France non ha alcuna intenzione di perdere il suo secondo mercato più ricco a livello mondiale, cioè l'Italia.
Innanzitutto ha nominato come direttore generale della sede di Roma Jérôme Salemi, manager esperto in pricing e marketing.
PERIMETRO D'AZIONE PIÙ AMPIO. Quindi sta allargando il perimetro di azione di una compagnia che adesso nel nostro Paese vola da 10 aeroporti su più di 400 tratte a settimana.
Infatti, oltre a lanciare offerte tarate sul nostro mercato, ha deciso di affiancare alla redditizia Roma-Parigi rotte point to point tra le principali città italiane e quelle francesi, come Lione o Marsiglia.

Lufthansa: tedeschi principali attori nel cargo in Italia

Aerei Lufthansa fermi in aeroporto.

Negli anni Lufthansa ha sostenuto il primo concorrente di Alitalia (l'Airone di Carlo Toto), ha comprato una compagnia nel nostro Paese (Air Dolomiti), ha aperto una controllata italiana e creato una piccola base d'armamento a Malpensa.
Tutti progetti falliti più o meno miseramente.
QUEL NORD 'COCCOLATO'. Ma il vettore tedesco è per molti manager del Nord Italia la vera compagnia di bandiera: li va a prendere direttamente a casa la mattina, li porta da Bologna o da Genova nei suoi hub di Francoforte o Monaco e da qui li fa volare per tutto il mondo con precisione teutonica.
Anche per questo adesso l'Italia, con quasi 6 milioni di passeggeri, è il terzo mercato della compagnia teutonica.
Finita l'esperienza a Malpensa, Lufthansa ha aumentato in Italia la presenza di Air Dolomiti come di tutti i suoi marchi.
Infatti Austrian ha collegato Milano e Newark, Swiss Roma e Ginevra da aprile, andando così ad aggiungere la terza destinazione in Svizzera dopo Zurigo e Basilea, Brussels ha portato voli nello scalo varesino quanto a Linate.
Ma la guerra con Alitalia non riguarda soltanto il traffico aereo.
UN MERCATO STRAVOLTO. I tedeschi sono, di fatto, i principali attori nel cargo in Italia.
Se non bastasse vedono col fumo negli occhi l'arrivo di Etihad alla Magliana, non fosse altro perché controlla Air Berlin.
La quale non sarà quel concorrente agguerrito di Lufthansa che sperava si rivelasse James Hogan, ma ha stravolto il mercato tedesco, grazie a mezzi molto performanti e soprattutto ai petrodollari garantiti dagli emiri.
Non a caso il Ceo Carsten Spohr, saputo di Alithad, ha subito preso carta e penna e scritto alla Ue chiedendo di bloccare le nozze.

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