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PROGETTO 11 Settembre Set 2015 1030 11 settembre 2015

Eni ed Expo 2015 partner per l'accesso all'energia in Africa

Oltre 600 milioni di persone vive senza elettricità nel continente. Sviluppo e accessibilità alle fonti energetiche al centro del progetto del cane a sei zampe all'Esposizione.

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Oltre 630 milioni di persone senza elettricità. E 730 milioni che ricorrono a sistemi inefficienti e pericolosi per cucinare e scaldarsi: una condizione che provoca ogni anno la morte di 1,5 milioni di persone (donne e bambini per la maggior parte) per intossicazione o incendi.
Questi dati fanno dell'accesso alle fonti energetiche in Africa una priorità oltre che una imprescindibile condizione per la crescita economica e sociale dei Paesi in via di sviluppo del Continente.
Sul tema ha (ri)acceso i riflettori Expo attraverso seminari e il bando di concorso Energy, Art & Sustainability for Africa finalizzato a ricevere proposte per l’ideazione di eventi e la realizzazione di eventi all’interno del Sito Espositivo.
ISTRUZIONE E PROMOZIONE DI MICRO-IMPRENDITORIALITÀ. Lo sviluppo «deve passare attraverso la possibilità di istruzione, l'implementazione della micro-imprenditorialità - in particolare agricola - e inclusione sociale», spiega Roberto Casula, Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni che è partner dell'iniziativa.
E che assieme ad Expo 2015 e altre 8 società energetiche europee è membro fondatore dell'associzione Wame (World Access to Modern Energy) nata con lo scopo di conoscere al pubblico il problema dell’esclusione dall’accesso all’energia di una larga parte della popolazione mondiale. E soprattutto valorizzare le moltissime esperienze che, nel mondo, affrontano questo problema.
GAS MA NON SOLO. «L'Africa è ricca di gas ma anche particolarmente ricca di energie rinnovabili come il solare, hydro e le biomasse», ha spiegato Casula intervenendo a Milano ai seminari Expo UN Ministerial Meeting, e per questo la strategia include «una serie di soluzioni capaci di dispiegare sistemi energetici su una scala piu' larga che renda possibile l'utilizzo di tutte le risorse rinnovabili, non solo il solare».
Il modello di cooperazione di Eni, che è anche Official partner di ExpoMilano2015 for Sustainability Activities in African country, include il trasferimento di conoscenze e sullo sviluppo tecnologico, sullo sfruttamento del gas proveniente dalla produzione petrolifera per produrre energia per le imprese e le popolazioni locali e sullo sviluppo di progetti nel settore dell'agricoltura, nella sanità e nell'istruzione.
SVILUPPO SOCIALE ASSIEME ALL'ESTRAZIONE DI GAS E PETROLIO. Una testimonianza concreta del modello operativo, ha sottolineato ancora Casula, è il progetto Hinda, con il quale in Congo 25 mila persone di 22 villaggi di un'area dove si concentra l'estrazione di petrolio e gas «hanno visto migliorate le proprie condizioni di vita attraverso programmi sanitari, d'istruzione e agricoli».
Insieme con una nuova centrale da 300MW «abbiamo anche realizzato la linea di trasporto verso la capitale Brazzaville. Ma soprattutto abbiamo riammodernato interamente la rete di media e bassa tensione della città di Punta Nera dando la luce a interi quartieri che erano nell'oscurità».

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