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Economia 14 Settembre Set 2015 0927 14 settembre 2015

Pil, risultato atteso migliore del +0,7%

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Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

La crescita migliore delle attese, inclusa nel Def che sarà presentato in settimana, e tassi di interesse bassi portano carburante al governo per gli obiettivi di riduzione delle tasse, in primis quella sulla casa, e sterilizzazione delle clausole di salvaguardia. Misure alle quali potrebbero aggiungersi poi nella legge di stabilità quelle a favore delle imprese. Per il ministro del lavoro Giuliano Poletti comunque "il dato sul Pil 2015 sarà tendenzialmente migliore del +0,7 %. I vantaggi ci sono, ma è ancora presto per parlare di destinazione di risorse" e se queste possano andare nella legge di stabilità a interventi sul lavoro. In ogni caso, assicura, i soldi per uno dei provvedimenti 'bandiera' dell'esecutivo, il bonus assunzioni previsto dal Jobs act, ci sono e non c'è un problema di coperture. SUL FRONTE PENSIONI CANTIERE APERTO. Per le pensioni invece "il cantiere è aperto". Nel documento di programmazione economica quindi il governo Renzi ritoccherà al rialzo le stime di Pil per il 2015 e del 2016. Una revisione, "scontata" come l'ha definita il governatore di Banca d'Italia Ignazio Visco e che secondo alcuni potrebbe essere fissata allo 0,9% quest'anno e l'1,6% il prossimo grazie quantomeno a un effetto trascinamento. L'esecutivo dovrebbe anche chiedere maggiore flessibilità all'Europa facendo leva presso Bruxelles sulle riforme attuate e in cantiere. Secondo il premier l'Italia può contare su spazi di manovra che arrivano fino all'1% del Pil, pari a circa 17 miliardi. In gioco ci sono infatti sia la clausola delle riforme (già ampiamente sfruttata da Roma per lo 0,4% del rapporto deficit/Pil su un massimo dello 0,5%) sia quella sugli investimenti (un altro 0,5% ottenibile con investimenti cofinanziati dall'Ue). Oltre al Def nella legge di stabilità l'esecutivo si giocherà un'altra carta: gli interventi per le imprese del Mezzogiorno. Le voci e le ipotesi di stampa parlano di un totale di quasi 1 miliardo di euro con taglio diretto dell'aliquota Ires (in anticipo dunque rispetto alla riduzione programmata a livello nazionale per il 2017) o per un alleggerimento in forma di credito di imposta, di sgravi o di detrazioni che comporterebbe comunque un'attenuazione della pressione fiscale.

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