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CASO 21 Settembre Set 2015 1147 21 settembre 2015

Volkswagen, crollo in Borsa dopo le accuse

Truffa sulle norme anti-smog, persi in Borsa 13 mld. Stop alle vendite di diesel negli Usa.

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L'accusa è pesante: aver ingannato le autorità Usa violando le norme anti-smog in vigore nel Paese.
Un'onta che Volkswagen ha finito col pagare a caro prezzo: alla Borsa di Francoforte il titolo ha perso oltre il 20%, chiudendo la peggior seduta degli ultimi sette anni a -18,60%, a 132,20 euro per azione.
BRUCIATI 13 MLD. Al termine delle contrattazioni, il colosso tedesco ha bruciato qualcosa come 12,9 miliardi di valore. Le azioni ordinarie hanno perso il 17,14%, a 133,7 euro, mentre le privilegiate il 18,6%, a 132,2 euro. Dai 76,24 miliardi del venerdì la capitalizzazione è scesa a 63,33 miliardi di euro.
SOFTWARE AGGIRA CONTROLLI. Dal canto suo, l'azienda tedesca ha ammesso di aver intenzionalmente utilizzato sulle sue auto diesel un sofisticatissimo software, progettato per aggirare i controlli sulle emissioni inquinanti dei propri veicoli. Un meccanismo installato sulle centraline dei motori 4 cilindri diesel in grado di attivarsi automaticamente solo quando l'auto sta effettuando un test anti-smog e capace di abbattere drasticamente le emissioni. La casa tedesca ha immediatamente interrotto la vendita dei modelli diesel (sia Vw che Audi) negli Stati Uniti. Dove sarebbe già stata avviata un'indagine penale.

RITIRO DI 500 MILA AUTO. E non è finita qui. Non solo negli States è stato ordinato il ritiro di 500 mila auto vendute dal 2008 a oggi, ma il Wall Street Journal ha addirittura ipotizzato una multa di almeno 18 miliardi di dollari. Si tratta dell'ennesima offensiva di Washington contro i colossi dell'auto, dopo la stangata su General Motors che ha patteggiato la cifra di 900 milioni di dollari per chiudere definitivamente l'indagine penale sulle sue auto difettose, che avrebbero provocato oltre 100 vittime. Lo scorso anno era stata Toyota a essere costretta a pagare 1,2 miliardi di dollari.
WINTERKORN ANNUNCIA UN'INCHIESTA. Per cercare di riconquistare la fiducia, l'amministratore delegato del gruppo, Martin Winterkorn, ha annunciato l'avvio di un'inchiesta indipendente per chiarire l'accaduto: «Mi scuso personalmente in tutti i modi per aver perso la fiducia dei nostri clienti e del pubblico. Quanto accaduto ha per tutti noi del direttivo e per me personalmente la massima priorità. Una cosa, però, deve essere chiara, la Volkswagen non tollera alcuna violazione delle regole o delle leggi» e quindi «farà tutto il possibile per recuperare la fiducia persa. Lavoriamo con le autorità in modo completo e per chiarire tutta la vicenda in modo rapido e trasparente», ha detto il numero uno della casa automobilistica.

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