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SCANDALO 25 Settembre Set 2015 1230 25 settembre 2015

Dieselgate, l'Ue cambia i test di omologazione sulle emissioni

Bruxelles prepara la rivoluzione sui test dopo lo scandalo Volkswagen. Entro il 2016 nuovi controlli «su strada». E si pensa a un ente di controllo modello Epa.

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Già prima dello scoppio dello scandalo Dieselgate la «questione emissioni» era una storia che 'puzzava' da tempo. Una mancanza più volte segnalata da associazioni ambientali e stampa specializzata (già 2009 quando prima la Bild e poi il periodico specializzato Quattroruote denunciarono differenze fra i consumi reali e quelli dichiarati in misura che andava dal 17 al 47%), tanto che la Commissione Ue si era già attivata per correre ai ripari. Ma non è bastato per evitare lo scandalo Volkswagen.
Ora, fuori tempo massimo, Bruxelles spinge sui 28 per voltare pagina sui controlli e imporre un'ulteriore stretta sui test e sulle omologazioni delle auto.

I test attuali: il ciclo Nedc con condizioni inesistenti nella realtà

In Europa i valori delle emissioni di CO2 e dei consumi presenti in listino sono determinati dal ciclo Nedc (New european driving cycle): un test che dovrebbe simulare il comportamento reale di un'auto nel traffico urbano ed extraurbano ma che in realtà prevede condizioni impossibili da replicare sulle strade.
La legge attuale - in vigore in ben 50 Paesi - prevede infatti che i consumi per tragitti in città e su strada siano calcolati simulando il viaggio delle macchine su speciali rulli e per un tempo complessivo di 1.180 secondi, circa 20 minuti: per 780 secondi viene misurato il consumo nel percorso urbano, per 400 secondi quello di un viaggio extraurbano; per un tempo massimo di 10 secondi, infine, si raggiunge invece la velocità di 120 chilometri orari. Non solo: le case costruttrici hanno la possibilità di effettuare questi test con aria condizionata spenta e con modelli completamente privi di accessori, quindi spesso non in vendita.

In Europa i valori delle emissioni di CO2 e dei consumi presenti in listino sono determinati dal ciclo Nedc.

Commissione Ue: «Indagini per fare chiarezza sulle auto truccate»

Innanzitutto la Commissione chiede ora che sia fatta «piena chiarezza» sui numeri delle auto 'truccate', e a tutti gli stati membri di avviare indagini. L'obiettivo è avere una «fotografia chiara» della situazione. Se è la Commissione che fissa limiti e regole, è infatti competenza dei 28 applicarle e farle rispettare, inclusa la comminazione di sanzioni ai produttori auto che non le rispettano.
L'esecutivo comunitario ha comunque dato la sua disponibilità a coordinare le indagini nazionali. E ha quindi deciso di convocare, entro le prossime due settimane, una riunione degli omologatori dei 28.
E, sempre su richiesta della commissaria al mercato interno Elzbieta Bienkowska, di discutere la questione al prossimo Consiglio Ue che si terrà il primo ottobre a Lussemburgo.

Dal 2016 nuovi test su strada

Da gennaio 2016 partiranno infatti i nuovi test su strada per misurare i livelli delle emissioni degli ossidi di azoto, quelli 'truccati' dal software sulle auto del gruppo Volkswagen. Questi, in una prima fase, saranno complementari a quelli in laboratorio, in quanto è già stato riscontrato come in generale i valori tra i due test possano divergere notevolmente. La decisione Ue risale allo scorso maggio, ma restano da definire i limiti che i nuovi test non dovranno superare e il da farsi sul fronte dell'omologazione quando i test su strada e in condizioni reali di guida non coincidono.

Sul tavolo l'ipotesi di un'autorità indipendente sul modello Epa

Date le carenze emerse, un'altra delle opzioni su cui sta riflettendo Bruxelles è la revisione del sistema di omologazione, magari con la creazione di un'unica autorità indipendente europea sul modello dell'Epa (Environmental Protection Agency) cioè l'ente preposto alla tutela ambientale americana i cui controlli hanno smascherato le pratiche utilizzate da Volkswagen.
I software ingannevoli sono invece già stati vietati dal 2007 con il regolamento Euro 5 e 6.

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