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INTERVISTA 5 Ottobre Ott 2015 1754 05 ottobre 2015

Lorenzo Fazio: «Mondazzoli? L'Antitrust intervenga»

Il gruppo di Berlusconi si prende il 40% del mercato. L'editore di Chiarelettere: «Bravo Silvio, ma ora l'autorità si comporti come con Feltrinelli e Messaggerie».

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Se non puoi sconfiggere il tuo avversario, compralo, tanto più se si è ferito in battaglia.
Complici i disastrati conti del gruppo Rcs che hanno reso inevitabile la vendita della divisone Libri, la famiglia Berlusconi ha portato a casa un risultato industriale di indubbio rilievo.
Con l'acquisto della Rizzoli, Mondadori diventa il principale editore di libri italiano, leadership che va ad aggiungersi a quella già detenuta dalla dinastia di Arcore nel mercato della tivù commerciale e della relativa raccolta pubblicitaria.
LE RICADUTE SULLA CONCORRENZA. Cosa dirà l'Antitrust? E soprattutto, che ricadute avrà sulle altre case editrici che ora dovranno affrontare la concorrenza di un colosso capace di dettare le condizioni di prezzo, di marketing, di vendita?
Ne abbiamo parlato con Lorenzo Fazio, l'uomo che nel 2007 si è inventato Chiarelettere, casa editrice indipendente partecipata dal gruppo Mauri-Spagnol, sfidando la crisi dell'editoria cartacea.
«SE L'ANTITRUST TACE, LIBERI TUTTI». «La posizione dominante di Mondazzoli mi sembra evidente, sarebbe curioso se l'Antitrust non intervenisse, visto che l'ha già fatto in passato chiedendo modifiche all'accordo tra Feltrinelli e Messaggerie», dice a Lettera43.it.
E se invece il garante non avesse nulla da dire? «Ci sarebbero delle conseguenze. A quel punto sono possibili tante cose, altre alleanze, liberi tutti. La libertà non può essere garantita solo a Mondadori».

Lorenzo Fazio, editore di Chiarelettere.

DOMANDA. Sarà pure monopolista, ma Berlusconi ha dimostrato ancora una volta di saper fare l'imprenditore.
RISPOSTA. Indubbiamente ha dimostrato ancora una volta di avere un grosso intuito. Con una cifra in fondo modesta si è assicurato l'acquisto del principale concorrente di Mondadori. Un po' come è successo negli Anni 80, quando la Fiat comprò l'Alfa Romeo e il mercato delle automobili cambiò radicalmente finendo nelle mani di un unico marchio.
D. Sul mercato editoriale italiano ci sono altri attori però.
R. Esiste un altro polo, il gruppo Mauri-Spagnol, ci sono la Feltrinelli, la Giunti, la De Agostini. Il panorama è più variegato fortunatamente. E credo ci sia spazio per un'alternativa a Mondazzoli importante, significativa.
D. Molti scrittori temono la fine del pluralismo, anche il ministro Franceschini si dice preoccupato. Mi sembra che lei non giudichi così drammatica la situazione.
R. Penso che sia una situazione molto difficile per un abuso di posizione dominante: stiamo parlando di numeri molto diversi rispetto a quelli di altre concentrazioni editoriali all'estero.
D. Per esempio?
R. Random House e Penguin arrivano al 28% del mercato. Qui stiamo parlando di un 40%, e nel mercato dei tascabili, che è un segmento molto importante, parliamo di un monopolio assoluto della Mondazzoli che coprirà il 70%. In altri comparti arriva addirittura all'80%. Il problema c'è ed è enorme.
D. Il fatto che l'Adelphi sia rimasta fuori dalla fusione non potrebbe far rientrare il perimetro di Mondazzoli dentro i limiti Antitrust?
R. Bisognerà valutarlo, ma credo che sarebbe un po' strano se l'Antitrust non intervenisse. Allo stesso tempo, è curioso che loro abbiano fatto tutta questa operazione senza essere sicuri del non intervento dell'Autorità. Consideriamo poi che chi pagherà una eventuale condanna è la Mondadori.
D. Su questo nei giorni scorsi si erano bloccate le trattative. In cambio dell'assunzione del rischio, l'ad di Mondadori Ernesto Mauri è riuscito a strappare uno sconto sul prezzo.
R. Ballano 5 milioni proprio per questo motivo.
D. Cosa potrebbe cedere Mondadori in caso di un pronunciamento negativo dell'Antitrust?
R. Non lo so, qualche anno fa si parlava anche della cessione dell'Einaudi, adesso non credo perchè è comunque un fiore all'occhiello che va bene e porta utili. Difficile che possa liberarsene, mi sembrerebbe piuttosto strano.
D. Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri, dice che la fusione era nelle cose, nessuno scandalo: ormai la competizione sul mercato internazionale è tra colossi.
R. Lo dice anche Ferrari, lo dicono tutti alla Mondadori. È vero che stiamo parlando di numeri ridicoli rispetto a quelli del mercato dell'editoria anglossassone: per fatturato, numero di copie, Mondazzoli è poca roba al confronto. E dunque dal loro punto di vista è giusto e normale che ci si attrezzi per affrontare la concorrenza straniera e anche difendersi da eventuali campagne acquisti da parte di gruppi stranieri.
D. Il problema è sul mercato interno?
R. Proprio perchè ha dei numeri così piccoli, il fatto che ci sia un operatore monopolista così imponente, è uno snaturamento del mercato stesso, che obbliga altri editori a delle politiche inevitabilmente difensive. Le condizioni che Mondazzoli detterà in libreria saranno quelle che faranno loro più comodo, ovviamente.
D. Sui prezzi?
R. Sulla scontistica, sulle campagne, su tutti gli aspetti legati alla vendita. Ci sarà anche meno concorrenza sull'acquisto di libri e di autori.
D. Non potrebbe invece aprirsi un nuovo spazio per le case editrici più piccole? Molti autori potrebbero voler fuggire dal grande Leviatano.
R. Questo è verissimo. E noi editori più piccoli dovremo riuscire ad approfittarne, per rilanciare l'idea che c'è' in Italia un'alternativa fatta di libri, editori, autori liberi che credono nella cultura, la base del progresso civile.
D. La nascita di Mondazzoli potrebbe favorire un processo federativo tra le case editrici minori?
R. Già c'è stata un'alleanza importante nei mesi scorsi tra Feltrinelli e Messaggerie per quanto riguarda la distribuzione dei libri. È un segnale, una sorta di risposta a quello che è avvenuto con Mondadori-Rizzoli. Penso che sì, sicuramente ci saranno delle evoluzioni. Non dimentichiamo però che su Feltrinelli -Messaggerie è intervenuta l'Antitrust, chiedendo delle modifiche a quell'accordo. Mi stupirebbe se ora l'Autorità non dicesse nulla.
D. Se dovesse tacere?
R. Ci sarebbero delle ricadute, delle conseguenze, sono possibili tante cose, altre alleanze, liberi tutti. La libertà non può essere garantita solo a Mondadori. A quel punto ce la prendiamo tutti.
D. Come mai nessun gruppo editoriale oltre a Mondadori ha manifestato interesse per Rcs Libri che pure è in utile?
R. Non è una passeggiata prendersi l'onere della Rizzoli libri. Da una parte ha un catalogo significativo, dall'altra ha delle sacche di inefficienza e spese molto alte, per la Mondadori non sarà facile riuscire a governare questo gruppo.

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