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ECONOMIA 7 Ottobre Ott 2015 1915 07 ottobre 2015

Casa, pressione fiscale salita del 143% in tre anni

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Orlandi: «Catasto un'occasione persa».

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Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi.

La pressione fiscale sulla proprietà della casa è aumentata in tre anni del 143%. Una cifra enorme, dovuta essenzialmente ai «compiti a casa» imposti dall'Europa all'Italia e alla conseguente manovra Monti che ha portato alla sostituzione dell'Ici con l'Imu e poi, nel 2014, all'arrivo della Tasi.
A fare i calcoli è stata l'Ance, che evidenzia anche come, proprio con l'introduzione dell'imposta municipale, a cui si è aggiunta poi anche la tassa sui servizi, il nostro Paese sia schizzato ai vertici della classifica Ocse dei Paesi con la maggiore tassazione immobiliare.
FOCUS SUL CATASTO. Plaudendo alla volontà del governo di abolire la tassa sulla prima casa nella prossima legge di Stabilità, «una necessità assoluta e non solo un'opportunità», l'associazione mette però già in guardia sui rischi legati all'annunciata, ma non ancora arrivata, riforma del catasto, potenzialmente foriera di effetti «devastanti». Un «incontrollato» aumento dei valori catastali, «non può che tradursi in un'impennata della tassazione sugli immobili», avvertono i costruttori, che chiedono già da ora il rispetto del principio dell'invarianza di gettito, previsto dalla delega fiscale.
UN'OCCASIONE PERSA. Proprio l'attuazione della delega senza il catasto, rimandato a data da destinarsi, rappresenta però per il direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, «un'occasione persa». Molto lavoro è stato fatto e servirà probabilmente quando il progetto tornerà in auge, ha spiegato Orlandi, ma al momento molte storture permangono. Ad esempio al 31 agosto scorso su circa 61 milioni di unità immobiliari A, B e C, 57,4 milioni presentano la planimetria; circa 3 milioni non la posseggono e per circa 0,3 milioni di unità con planimetria non è possibile calcolare la superficie. «In definitiva», ha sottolineato il direttore, «sul totale di circa 61 milioni di unità immobiliari censite nei gruppi A, B e C, il 5,4% circa, pari a 3,3 milioni di unità, risultano prive di superficie».

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