Part Time 151014182152
INDISCREZIONE 14 Ottobre Ott 2015 1819 14 ottobre 2015

Pensioni, «in arrivo la flessibilità part-time»

La misura nella manovra. Riguarderebbe lavoratori a partire da 63 anni e 7 mesi d'età nel 2016. Costosa per lo Stato a causa dei contributi figurativi.

  • ...

La flessibilità part-time sarebbe in arrivo con la legge di Stabilità.

Flessibilità sotto forma di part-time.
Secondo l'agenzia di stampa Adn Kronos, i lavoratori che dal 2016 a fine 2018 maturano i requisiti per la pensione sulla base della legge Fornero potranno optare per il lavoro part-time al 60%-40%. L'intervento consentirebbe al lavoratore, sulla base di accordi individuali con il datore di lavoro, di avere in busta paga i contributi netti altrimenti destinati all'Inps. Lo Stato garantirebbe al lavoratore i contributi figurativi, in modo tale da non intaccatare la sua pensione al momento dell'uscita dal mercato del lavoro. La misura, se fosse confermata, sarebbe una sorta di anticipo della flessibilità in uscita vera e propria, rimandata dal premier Renzi per mancanza di chiarezza sull'impatto per i conti publbici.
OBIETTIVO: SVECCHIARE LA FORZA LAVORO. L'idea della flessibilità part-time stata messa a punto dei tecnici del ministero del Lavoro e non sarebbe condizionata alla realizzazione di nuove assunzioni. Obiettivo: consentire alle imprese di svecchiare gradualmente gli occupati. In pratica, potrebbero avvalersi di questa forma parziale di flessibilità i lavoratori a partire da 63 anni e 7 mesi d'età nel 2016, che godrebbero, di fatto, di una finestra di tre anni. L'intervento avrebbe ovviamente un costo per lo Stato, impegnato a versare i contributi figurativi. Ma impatterebbe sul deficit e non sul debito.
SCIVOLO A DUE ANNI DALLA PENSIONE. Sempre l'Adn Kronos dà notizia di una seconda misura di solidarietà 'espansiva', da realizzare tramite accordi collettivi. Uno scivolo per i lavoratori giunti a due anni dalla pensione, che possono optare per il part-time condizionato a nuove assunzioni.
Nel dettaglio, la misura proposta in manovra dai tecnici del ministero del Lavoro prevede un part-time almeno al 50%. Per la quota non lavorata, tali occupati cumulano la pensione. Le aziende che opteranno per questo regime avranno degli sgravi sulle assunzioni di giovani lavoratori. Nella manovra ci sarebbe anche spazio per la proroga dell'opzione donna, che costerebbe 2,5 miliardi. Mentre la decontribuzione per i neoassunti dovrebbe essere dimezzata.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso